Italia Nostra Sardegna ha depositato oggi al Comune di Iglesias le proprie osservazioni al Piano Urbanistico Comunale, contestando nel merito e nella forma l'intero impianto del piano, giudicato inadeguato e in aperto contrasto con i principi di sostenibilità ambientale. 
Iglesias - Centro storico
Il PPR della Sardegna risale al 2006 e l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali doveva avvenire entro un anno, ma il Comune di Iglesias arriva oggi con vent'anni di ritardo. Anziché una riflessione accurata sullo stato del territorio, tuttavia, il piano si limita a riprodurre e aggravare gli errori del passato.
In vent'anni a città ha perso 3.500 residenti, passando da 28.000 a 24.500 abitanti. Il bilancio demografico del 2024 registra 83 nascite contro 325 decessi, con l'età media salita da 40,9 a 50,8 anni e l'indice di vecchiaia schizzato da 120 a 356,2. Eppure il PUC prevede un milione di nuovi metri cubi, equivalenti a un incremento di circa 10.000 abitanti, una previsione che Italia Nostra ritiene possa alimentare la speculazione, non il fabbisogno abitativo della comunità. Nuovi volumi da realizzarsi per lo più in aree vergini, ignorando i brownfields: pur disponendo di una delle più vaste concentrazioni di siti industriali e minerari dismessi d'Italia, il PUC consuma suolo agricolo e naturale anziché avviare un serio progetto di rigenerazione delle aree già compromesse.
La fabbrica RWM Italia spa
Come il "classico elefante nella stanza", il PUC omette sistematicamente la presenza nel territorio della fabbrica di ordigni bellici RWM Italia, un'omissione che Italia Nostra ritiene debba inficiare l'intero procedimento, anche perché lo stabilimento è stato ampliato abusivamente a poche centinaia di metri dalla ZSC Monte Linas-Marganai, in un'area di elevata sensibilità ambientale. Parallelamente, è altrettanto ingombrante la presenza della discarica di Genna Luas, per la quale il PUC prevede margini di ampliamento nonostante i gravi episodi di inquinamento che hanno interessato l'area. Italia Nostra contesta inoltre le zone di espansine, dedicate all'edificato spontaneo in area agricola, che includono terreni coltivati suscettibili di frazionamento in nuovi lotti edificabili, e le zone turistiche F4 tra Masua e Nebida, all'interno di aree Natura 2000, giudicate sovradimensionate a causa di un grossolano errore nel calcolo della ricettività balneare in applicazione del Decreto Floris del 1983.
In sintesi, Italia Nostra Sardegna chiede il rigetto del PUC per contrasto con il PPR e i principi di sostenibilità, il ridimensionamento delle previsioni edificatorie in coerenza con i dati demografici, la cancellazione delle nuove zone di espansione residenziale e il recupero del patrimonio esistente, l'annullamento della Zona Industriale San Marco per incompatibilità idraulica, idrogeologica e paesaggistica, la corretta classificazione urbanistica della discarica di Genna Luas e l'istituzione di una fascia di salvaguardia, l'annullamento delle zone turistiche F4 lungo la costa, una nuova Valutazione Ambientale Strategica che tenga conto di tutte le criticità, e infine il censimento del patrimonio edilizio inutilizzato e l'adozione di politiche per il recupero.
Italia Nostra Sardegna ritiene che il territorio di Iglesias offra numerose e concrete opportunità di sviluppo, che vanno colte nella direzione della sostenibilità ambientale e sociale. Esso può e deve diventare un laboratorio di rigenerazione, non una discarica di cemento e rifiuti industriali, né un polo per interessi speculativi, tantomeno una piattaforma per la produzione di ordigni militari al servizio di un'economia di guerra.
