sabato 11 gennaio 2014

Capo Malfatano: contro gli speculatori ha vinto Italia Nostra

Italia Nostra e il pastore Ovidio Marras hanno vinto, il resort di lusso è stato bloccato e potrebbe essere demolito.
La sentenza dello scorso 9 gennaio del Consiglio di Stato, confermando la sentenza del 6 febbraio dell’anno scorso con la quale il Tar sardo aveva accolto il ricorso sulla legittimità delle concessioni paesaggistiche, ha impedito che un disastro paesaggistico si  portasse a compimento bloccando definitivamente i lavori edilizi di un immenso cantiere edile e salvando un suggestivo tratto di costa della Sardegna dalla completa distruzione.
Con una decisione articolata in 84 pagine ricche di riferimenti giurisprudenziali i giudici del Consiglio di Stato hanno bocciato i ricorsi in appello del costruttore e del comune di Teulada e hanno stabilito definitivamente che la valutazione d’impatto ambientale all’origine delle autorizzazioni era illegittima perché «frammentata» sui sei piani di lottizzazione proposti dalla Sitas, di cui è stato realizzato solo il primo. Una scelta che per il Tar - e per i giudici di secondo grado - costituisce un grave travisamento dei fatti. L’impatto del progetto sul paesaggio di Teulada - hanno scritto i giudici della quarta sezione, doveva essere valutato nel suo complesso, perché fosse chiaro il rapporto tra il «sacrificio ambientale» e le eventuali ricadute sociali dell’intervento.
A Capo Malfatano, in prossimità della suggestiva spiaggia di Tuerreda, la SITAS immobiliare con alcune delle più agguerrite società di costruzione della penisola stava realizzando un immenso intervento immobiliare di circa 200 mila mc di cemento, equivalenti all’insediabilità di circa 3.300 abitanti. Insediamento turistico sul mare che aveva ricevuto l’autorizzazione di regione Sardegna, comune di Teulada e, con un artificio, anche parere positivo dalla Valutazione di Impatto Ambientale.
La sentenza del Consiglio di Stato a riportato la legalità in un angolo della regione Sardegna  nella quale troppo spesso essa viene considerata un fastidio da superare anziché un valore da perseguire e garantire.
Italia Nostra ha creduto fortemente in questa battaglia, nella quale ha speso energie e risorse, per la difesa di questo luogo unico ha svolto un’azione con grande impegno e determinazione che ha visto coinvolti il Consiglio Regionale di Italia Nostra Sardegna e il  Direttivo Nazionale, la delegata alla Pianificazione Paesaggistica per la Sardegna Maria Paola Morittu e gli avvocati Filippo Satta e Carlo Dore.
La sentenza è una grande vittoria contro un'immensa e continua aggressione all'ambiente e al paesaggio della Sardegna. Il Consiglio di Stato non solo ha riconfermato il valore assoluto del paesaggio sugli interessi economici, ma ha anche confermato la funzione delle associazioni in difesa del patrimonio culturale e a bocciato ancora una volta la speculazione immobiliare e l’attività di amministratori senza scrupoli che barattano il territorio e il paesaggio della Sardegna in cambio di un piatto di lenticchie.

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sull'argomento




N° e data : 140115 - 15/01/2014
Stop ai grattacieli sulla spiaggia

di Tomaso Montanari

 SCATTI DA UN PATRIMONIO

Ø  Capo Malfatano
Sud della Sardegna

MADE IN BENETTON  Ogni tanto una buona notizia. Il 9 gennaio le sessanta cartelle di una sentenza della IV sezione del Consiglio di Stato hanno salvato un pezzo di paesaggio italiano: Capo Malfatano, all'estremo sud della costa della Sardegna. Qui la Società Iniziative Turistiche Agricole Sarde e una cordata di costruttori di tutto rispetto ( Sansedoni, Benetton, Toti e Caltagirone) stavano costruendo hotel e servizi per quasi 200.000 mila metri cubi di cemento (paria circa 15 palazzi di dieci piani) collocati a 300 metri dalla spiaggia di Tueredda.
Se è dovuto intervenire il Consiglio di Stato è perché il Comune di Teulada e la Regione Sardegna avevano tranquillamente concesso tutte le autorizzazioni (ennesimo atto di interessato suicidio), e la Soprintendenza non aveva fatto una piega (ennesima complicità nel suicidio) .
Il primo a opporsi un semplice cittadino: Ovidio Marras, contadino e pastore di 82 anni, supportato dallo
straordinario GrIG (Gruppo di Intervento Giuridico). Ma mancavano i soldi per percorrere fino in fondo l'iter sdella giustizia amministrativa, ed è qua che è intervenuta Italia Nostra, un' associazione cui tutti noi dovremmo essere profondamente grati.

"La sentenza - scrive proprio Italia Nostra - è una vittoria contro un' immensa e continua aggressione all'ambiente. Il Consiglio di Stato non solo ha riconfermato il valore assoluto del paesaggio sugli interessi economici, ma ha anche confermato la funzione delle associazioni in difesa del patrimonio culturale. Un'azione
svolta con grande impegno e determinazione dal consiglio regionale di Italia Nostra Sardegna, da Maria Paola Morittu e dall' avvocato Filippo Satta per la difesa di un luogo unico.
Malfatano deriva dall' arabo Amal fatah' che vuol dire “il luogo della speranza”, la speranza che per Italia Nostra sentenze come queste indichino quale debba essere il rispetto che il nostro patrimonio storico, artistico e naturale merita ogni giorno nel nostro Paese "
E sembra di vederlo, su qualche nuvola nel cielo della Sardegna, il sorriso di Antonio Cederna.



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