lunedì 3 agosto 2020

Raccolta fondi reimpianto vigneto di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia

Successivamente al sequestro dell’impianto Geco di Magomadas e al suo parziale dissequestro, abbiamo assistito alla distruzione del vigneto del presidente del Comitato Ambiente Planargia. Un grave atto intimidatorio che non può non ricondursi all’attività a difesa del territorio e dell’ambiente del Comitato di cui Franco Sechi è presidente. 

Il Comitato Acquabenecomune Planargia, Italia Nostra Sardegna e un gruppo di cittadini hanno deciso di reagire denunciando quanto successo e lanciando una raccolta fondi per partecipare al reimpianto del vigneto. Ha aderito all’iniziativa, attivando una raccolta fondi, l’Assemblea Permanente NoMegadiscarica di Villacidro.
Dobbiamo trasformare questa vile distruzione in un momento di mobilitazione a difese dei beni comuni e del territorio della Planargia.
Chi volesse partecipare alla raccolta fondi può usare il conto corrente della sezione di Italia Nostra di Cabras-Sinis indicando come casuale “Libera donazione per attività di tutela del territorio della Planargia”.
Si ricorda che le erogazioni liberali a favore delle Onlus danno diritto alla detrazione di imposta del 19%

Bonifico su: Banco di Sardegna Ag. di Cabras intestato a: 
Italia Nostra onlus Associazione Nazionale 
IBAN: IT61D0101585560000000010436 
causale: Libera donazione per attività di tutela del territorio della Planargia”.
(eventualmente aggiungere: ”importo e/o nominativo devono rimanere anonimi”

Al 31 luglio sono state effettuate 21 donazioni

per un ammontare complessivo di euro 1.226,72

Ringraziamo i donatori e informiamo che questo dato verrà aggiornato settimanalmente


sull'argomento

Blog Italia Nostra Sardegna - Vogliamo respirare! E basta mosche


giovedì 30 luglio 2020

TAR – RWM: una sentenza che farà discutere

Dopo un lungo procedimento e numerosi documenti, relazioni e memorie il TAR Sardegna respinge il ricorso presentato da Italia Nostra, Comitato Riconversione RWM, Unione Sindacale di Base per la Sardegna, ARCI Sardegna, Assotziu Consumadoris Sardinia, Legambiente Sardegna, Centro Sperimentazione Autosviluppo e sostenuto da tanti Cittadini, Comitati, Sindacati di base e alcune forze Politiche e Sociali.
Nonostante le sue 38 pagine la sentenza non è riuscita a far chiarezza e dipanare i numerosi dubbi manifestati sulla modalità di produzione di bombe ed esplosivi all’interno dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias. Anzi la stessa relazione tecnica del perito d’ufficio, su cui è basata parte della sentenza, ha sollevato ulteriori perplessità e posto nuovi interrogativi sulla legittimità dell’iter finora seguito per autorizzare il raddoppio dello stabilimento.
Questa sentenza accogliendo le ragioni della Regione, del Comune di Iglesias e della stessa RWM  riconosce la legittimità dell’iter autorizzativo seguito per  l’ampliamento dello stabilimento, e di fatto legittima l’esclusione di Associazioni e Cittadini dal processo partecipativo e giustifica la secretazione dell’intero procedimento che ha trasformato l’iter per il rilascio delle autorizzazioni all’ampliamento dello stabilimento in una procedura del tutto nuova e in contrasto con le direttive e le convenzioni europee, con la normativa italiana e quella della Regione Sardegna e con la stessa giurisprudenza.
L’aver ritenuto poi irricevibile una parte del ricorso per via della scadenza dei termini di presentazione, giustificando tale decisione col fatto che i ricorrenti sapevano da tempo dell’esistenza del documento impugnato, pur non avendone mai potuto prendere visione per via degli impedimenti di dubbia legittimità e ben noti ai giudici, rappresenta davvero una “perla di rara e discutibile giurisprudenza”.
Una sentenza che respinge il ricorso basandosi su provvedimenti e pareri espressi dai vari enti senza nulla eccepire - anche quando gli stessi presentano seri dubbi sulla conduzione dell’istruttoria o talvolta sono in palese contrasto con pareri successivi rilasciati dallo stesso ente per il medesimo ampliamento - può rappresentare un pericoloso precedente per i futuri percorsi autorizzativi e per la compressione dei diritti di partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. 
Per fortuna in Italia esistono diversi gradi di giudizio e non esiste la sola magistratura amministrativa. 
Da sempre Italia Nostra è impegnata nelle azioni a tutela del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Continueremo nel nostro impegno a fianco della comunità locale chiedendo un coinvolgimento diretto delle istituzioni europee affinché in Italia si applichino appieno le norme e le direttive da esse emanate, anche nei confronti delle multinazionali che costruiscono strumenti di morte.

sull'argomento

Italia Nostra Sardegna  -  RWM a Domusnovas: quando il re è nudo


mercoledì 22 luglio 2020

C’è chi distrugge le vigne e c’è chi le reimpianta!

C’è chi specula alle spalle del territorio e c’è chi cerca di difenderlo. 



Come non collegare la devastazione della vigna di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia, al suo attivismo a tutela del territorio e della sua popolazione? Per di più nei giorni precedenti lo stesso Sechi aveva subito minacce oltreché lo squarcio delle gomme il mese scorso. Noi tutti, che contestiamo in maniera pacifica e non violenta attività che riteniamo siano lesive dell’ambiente e del territorio in cui viviamo e operiamo, stiamo vivendo in questi giorni in un clima di intimidazione: ci sentiamo osservati, seguiti nei nostri spostamenti, guardati in cagnesco.  

Al di là degli aspetti legati alla deplorevole offesa rivolta alla persona, denunciamo la singolare gravità del gesto intimidatorio di stampo mafioso, perpetrato proprio nel momento in cui è in atto un procedimento giudiziario che ha sequestrato la linea dei fanghi Geco s.r.l. di Magomadas, a partire dalla seria valutazione di elementi raccolti attraverso precise indagini della Magistratura.
E’ una intimidazione indiretta, non perciò meno grave, anche nei confronti del magistrato che ha disposto il sequestro dell'impianto della GECO

Il Comitato Acqua Bene Comune Planargia e Montiferru sostenuto da Italia Nostra Sardegna, auspica che la comunità tutta respinga questi gesti ed isoli i seminatori di odio, propone un concreto gesto di solidarietà per Franco Sechi e organizza una raccolta fondi per l’immediato reimpianto della vigna. 

Ci auguriamo di essere in tanti a partecipare come buon segno in risposta a questi gesti di stupida violenza che rischiano di rovinare, come purtroppo già succede in altre parti d'Italia, spesso irreparabilmente, la serenità dei luoghi e della gente.
E la gente di Planargia non ha mai conosciuto e praticato simili comportamenti criminali.

Comunicheremo a breve le modalità di raccolta fondi

 Con le parole di Giovanni Falcone vogliamo riaffermare:
 “Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa” 


C’E’ QUALCUNO CHE DISTRUGGE LA VIGNA? 
CE NE SONO TANTI CHE LA REIMPIANTANO! 

Nella notte del 21 luglio è stata distrutta la vigna di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia, con un atto di intimidazione mafiosa anche contro la popolazione che difende il diritto alla salute delle persone e del territorio di Planargia e si oppone al pericolo di inquinamento prodotto dalla linea fanghi da depurazione della GECO srl di Magomadas, ora sequestrata dalla magistratura. 
Il Comitato AcquaBeneComune Planargia e Montiferro sostenuto da Italia Nostra Sardegna propone un gesto concreto di solidarietà a Franco e alla sua famiglia, come segno di posizione pubblica, consapevole e politica per contribuire con una donazione volontaria al reimpianto della sua vigna. 
A richiesta del donatore non verrà reso pubblico il suo nome e contributo. 
L’'importo complessivo verrà consegnato a Franco 
n.b: la causale deve essere esattamente quella indicata, per poter riscontrare precisamente la destinazione del bonifico

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Bonifico su:
Banco di Sardegna Ag. di Cabras intestato a: 
Italia Nostra onlus Associazione Nazionale 
IBAN: IT61D0101585560000000010436 
causale: LIBERA DONAZIONE PER ATTIVITA' DI TUTELA DEL TERRITORIO DELLA PLANARGIA(eventualmente aggiungere:” importo e/o nominativo devono rimanere anonimi”) 


 sull'argomento

ANSA Sardegna - Raid in vigna presidente Associazione ambientalista Sardegna
Sardinapost - Distrutta la vigna di un ambientalista: secondo attentato in una settimana
Buongiorno Alghero - Attentato intimidatorio al presidente di Planargia Ambiente
La Nuova Sardegna - Atto intimidatorio a Magomadas, devastata  la vigna del presidente di Ambiente Planargia


martedì 21 luglio 2020

La Sardegna sempre più proiettata verso il passato

Le ambizioni dell’attuale classe dirigente della Sardegna sono in perfetta continuità con quelle disastrose scelte politiche del passato che hanno portato la nostra Regione ad essere il fanalino di coda dell’intera Europa in termini di occupazione, ricchezza, salute dei cittadini e salubrità dell’ambiente. 

Assistiamo ancora oggi alla reiterata richiesta di realizzare un’infrastruttura come l’obsoleta rete del metano, distruttiva per il territorio e di nessuna utilità per la comunità sarda, ma economicamente  vantaggiosa  solo per chi la realizza. 
Gli interessi in campo sono infatti rilevanti – costerebbe intorno al miliardo e mezzo di euro, anche se non è ancora chiaro chi li dovrebbe sborsare – e nessuno vuole rinunciarvi, nonostante le forti motivazioni che ne sconsigliano la realizzazione: 
  • Si tratterebbe di un’infrastruttura destinata a trasportare un combustibile che verrà soppiantato nei prossimi anni. Da tener presente che il costo della dorsale non verrebbe ammortizzato neppure in 50 anni! 
  • L’Europa chiede che si finanzino opere finalizzate all’abbandono delle energie fossili, e il metano è un combustibile fossile.
  • Nelle stesse città italiane già servite dalla rete di distribuzione le nuove abitazioni non usano più il gas di città, ma sono prevalentemente climatizzate con impianti elettrici.
  • Il superbonus inserito nel DL Rilancio finanzia al 110% impianti per la produzione, l’efficientamento e il risparmio energetici, ha tra i suoi obbiettivi la sempre maggiore riduzione del fabbisogno energetico nelle nostre case.

A poco però valgono le ragioni tecniche se i profitti sono cospicui e soprattutto appannaggio di pochi!
Le nostre proposte, che abbiamo raccolto in un libretto e presentato al MISE nel corso degli incontri sull’applicazione del PNIEC in Sardegna, prevedono invece di utilizzare i cospicui finanziamenti, tra i quali quelli che si vorrebbe impegnare nella realizzazione della dorsale del gas, per accelerare i tempi della transizione dell’Isola alle rinnovabili, puntando sia sul potenziamento e la modernizzazione della rete elettrica sarda (unica infrastruttura utile che già raggiunge ogni angolo dell’isola), sia  sull’incremento degli attuali collegamenti con la penisola mediante l’elettrodotto sottomarino triterminale (Sardegna–Sicilia-Continente), opera prevista dal Piano di sviluppo di Terna. Nello stesso tempo si è ipotizzato di ridurre i consumi, riorganizzando la rete dei trasporti, migliorando l’efficientamento energetico dell’edificato e delle attività produttive, attivare i distretti energetici perseguendo l’autonomia energetica, realizzare ulteriori impianti di pompaggio nelle dighe per compensare il gap della fluttuazione delle rinnovabili, incentivare autoproduzione ed autoconsumo, dare corso ad un’intensa sperimentazione locale sulle potenzialità dell’idrogeno come vettore energetico nel solco tracciato di recente dall’UE. 

Proposte che, anche grazie al Green New Deal europeo, potranno garantire una strategia industriale alternativa a quella del passato e contribuire a sviluppare competenze e attività in grado di generare lavoro ed occupazione qualificata nel settore delle rinnovabili e del risparmio energetico.
Sosteniamo quindi la decisione di evitare l’inutile spesa del metanodotto in Sardegna e auspichiamo che questa scelta sia prodromica ad un completo ripensamento del fallimentare sistema industriale sardo che porti al ridimensionamento della presenza nell’isola delle inquinanti e antieconomiche industrie chimiche di base
Li 21 luglio 2020 
  
F.to:

Italia Nostra Sardegna, Cobas Cagliari, Unione Sindacale di Base (USB Sardegna), Sindaci di Ussaramanna e Villanovaforru.


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