giovedì 14 dicembre 2017

Ennesima proroga del Piano Casa in Sardegna e sua applicazione ad Alghero


CONSULTA AMBIENTE TERRITORIO DELLA SARDEGNA

Alghero, un palazzo a 5 piani potrebbe sorgere a pochi passi dal mare di Calabona.Ci sono due aspetti che s'intrecciano nel caso segnalato da varie associazioni (Grig, WWF, ItaliaNostra, Lipu, Comitato Scogli Piatti-Aho) e che vanno al di là del caso specifico.
 Il primo aspetto riguarda le zone B dove edifici, come quello in discussione, possono ancora crescere inopinatamente. Le inestinguibili zone B – previste abbondantemente dal Comune nel secolo scorso – incistate in uno strumento urbanistico con la visione di un'altra epoca. 
Un piano regolatore “guai a chi lo tocca” per cui sono di fatto disattese le leggi che si sono succedute fino dagli anni Ottanta. No ai Piani Territoriali Paesistici (PTP) del 1993 e doppio no al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) 2006, cioè il rifiuto della più aggiornata disciplina in materia paesaggistica. 
Il Piano Regolatore Generale (PRG) di Alghero sopravvive incivilmente, come in altri comuni sardi soprattutto costieri.
 Per queste cangianti zone B servirebbe una rivalutazione ambientale paesaggistica aggiornata e una attenta contabilità sulle aree per servizi (mq/ab) indispensabile per conoscere la loro adeguatezza funzionale e dimensionale alle crescite, ossia agli incrementi di volume decisi pure per via dei numerosi pianicasa succedutisi dopo il 2009.
 
Il secondo aspetto è appunto l'ultimo pianocasa LR 8/2015 (prorogato l'altro ieri dal governo Pigliaru) che nello spirito anarchico dei pianicasa (copyright Silvio Berlusconi) consente ad Alghero di sommare la procedura derogatoria voluta dalla Regione al rifiuto del Comune di adeguarsi alle leggi. Un connubio nefasto per la città che si vuole candidare a competere nel mercato turistico dei prossimi decenni (o a capitale della cultura), e che invece di moderare gli appetiti palazzinari li suscita. Le zone B immaginate come rendite per pochi sono un danno per la comunità come altri insopportabili vitalizi.
Servirebbe adeguare rapidamente la pianificazione locale, anche anticipando la conclusione (si sta facendo per le aree della bonifica).
 D'altra parte le toccanti promesse del sindaco sull'urbanistica sono state deludenti e si teme che disattenderanno le attese dei cittadini di Alghero che s'immaginano una città svincolata dal ciclo edilizio che la sta impoverendo.
 Una valutazione nel quadro della redazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) alla luce di nuove previsioni di legge mitigherebbe gli effetti di aberranti previsioni.
Al sindaco di Alghero chiediamo cosa aspetta ad adeguare il Piano urbanistico al PPR in vigore da dieci anni.
Al presidente Francesco Pigliaru chiediamo perché non commissaria, domani!, tutti quei comuni importanti che, come Alghero, hanno finora disatteso le disposizioni di leggi regionali e dello Stato.


Comunicato Stampa WWF, Italia Nostra, Lipu e Comitato Tutela Scogli Piatti di Alghero
CALABONA (ALGHERO): COSTRUZIONE IN RIVA AL MARE DIVENTA UNA EMBLEMATICA QUESTIONE PAESAGGISTICA REGIONALE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELLA PROROGA DEL PIANO CASA DELLA GIUNTA PIGLIARU.
I rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA e del comitato locale per la Tutela degli scogli piatti hanno inoltrato richiesta di accesso civico sulla pratica riguardante un intervento edilizio in località Calabona nel comune di Alghero, area soggetta a tutela paesaggistica.
Carmelo Spada, Francesco Guillot, Graziano Bullegas e Paola Correddu rispettivamente per Wwf, Lipu, Italia Nostra e il comitato Tutela scogli piatti hanno inoltrato richiesta di accesso civico per acquisire la documentazione e ricostruire l’iter istruttorio dell’intera pratica basata sulla L.R . 8/2015, art.39.
I rappresentanti delle associazioni ambientaliste WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA e comitato Tutela Scogli Piatti vista la rilevante importanza paesaggistica della zona, praticamente a pochi passi dal mare, vogliono verificare la conformità delle autorizzazioni alle norme di tutela sovraordinate a quelle comunali, seppure in presenza di possibili deroghe ottenibili con il Piano Casa varato nel 2015 dalla giunta guidata da Francesco Pigliaru.
“Contro quel piano - affermano Carmelo Spada, Francesco Guillot, Graziano Bullegas rispettivamente per Wwf, Lipu e Italia Nostra - nel 2015 presentammo un corpus di osservazioni che prefiguravano situazioni come questa di Calabona, ma che sono rimaste inascoltate”

“Con questo caso emblematico di Calabona nel comune di Alghero - hanno concluso i rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste - si palesa concretamente con una costruzione in riva al mare e assurge in negativo a emblematica questione paesaggistica regionale anche in considerazione della recentissima proroga del piano casa della giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru.”

Sull'argomento


mercoledì 29 novembre 2017

“Le pietre e i cittadini: conoscere per riconoscersi” Corso nazionale di formazione 2017-2018


Anche per l’anno scolastico 2017-2018 la Sezione Provinciale Sinis Cabras Oristano di Italia Nostra ha programmato la realizzazione del Corso di Formazione “Le pietre e i cittadini: conoscere per riconoscersi” che avrà come tema centrale la tutela del Patrimonio a rischio.
Il Corso di formazione “Le pietre e i cittadini” fa parte del progetto nazionale più ampio, “Scuola, Cittadinanza, Sostenibilità”, proposto dal Settore Nazionale Educazione al Patrimonio Culturale di Italia Nostra (Settore EDU) per sollecitare i docenti e le scuole, e tramite loro i ragazzi, ad interessarsi dei problemi dei Beni Culturali e del Paesaggio, ad entrare in contatto con esperti (storici, architetti, urbanisti), ad essere parte attiva nella conservazione della memoria e della rivitalizzazione del tessuto sociale e urbano, per diventare protagonisti della tutela e della valorizzazione.
Il Corso si terrà tra i mesi di gennaio e marzo 2018, le iscrizioni saranno aperte dal mese di novembre 2017 e sarà attivato solo al raggiungimento minimo di 15 iscritti.
L’iscrizione dovrà essere obbligatoriamente fatta sulla piattaforma del MIUR SOFIA, dalla pagina Docente, riportando il codice assegnato alla Sezione Sinis-Cabras 8799.
Dopo l’iscrizione in piattaforma sarà necessario inviare la scheda compilata e firmata dal docente e dal dirigente scolastico all’indirizzo segreteriaedu@italiansotra.org e siniscabras@italianostra.org.
L’iscrizione al corso ha un costo di euro 50,00, che potranno essere versati tramite la Carta Docente.
Oltre il costo base è prevista una somma aggiuntiva di euro 35,00, da riconoscere alla sezione, che includono i pranzi per i tre giorni di corso e il tesseramento a Italia Nostra – sezione Sinis Cabras, per l’annualità 2018.
Le iscrizioni dovranno avvenire entro il 15 dicembre 2017
Informazioni sul corso, sulle modalità di iscrizione e altro sono disponibili sul sito di Italia Nostra Settore Educazione www.italianostraedu.org.
Per qualsiasi informazione sul corso locale potete scrivere Enrica Campus - Referente Regionale del Settore Educazione all’indirizzo della sezione siniscabras@italianostra.org.


Sede: Centro Servizi Culturali UNLA, via Vittorio Carpaccio, 9 - Oristano
Il Corso
In Sardegna il patrimonio culturale è elemento caratterizzate gran parte del territorio, si pensi solo al numero di Nuraghi, quasi diecimila, e alle tombe dei giganti; le città fenicio puniche; le torri costieri eccetera. Tutti elementi che strutturano e fanno parte di paesaggi specifici.
Proprio perché parte di un territorio questo patrimonio è esposto alle trasformazioni e mutazioni, talvolta dettate da eventi naturali catastrofici, diretti o indotti da scelte antropiche errate, talvolta esito di un processo di abbandono.
Un patrimonio così vasto non sempre consente un’azione efficace degli Enti preposti, che troppo spesso non hanno consapevolezza di quello che accade localmente.
Obiettivo del corso è quello di appropriarsi in termini generali di alcuni fondamentali concetti per arrivare ad essere osservatori attenti del patrimonio (a volte minore) che ci circonda e agire attraverso piccole azioni concrete nella direzione della tutela e salvaguardia.


Programma del Corso
Il corso è strutturato nelle modalità dell’apprendimento misto (blended learning), suddiviso in una parte teorico-pratica che viene svolta in presenza, della durata di 24 ore ed una sviluppata on-line, della durata di 16 ore, per un totale complessivo di 40 ore.
La parte teorico-pratica si sviluppa nell’arco di tre giornate di 8 ore di attività ciascuna, nelle quali, esperti nel campo del patrimonio culturale e della prevenzione del rischi naturali, guideranno i partecipanti all’apprendimento di tecniche e modalità per imparare ad osservare un bene culturale e il suo contesto, capire q quali rischi naturali può essere sottoposto e quali i rischi antropici che devono essere scongiurati.
Durante il corso i docenti saranno invitati ad individuare un bene del patrimonio culturale da “adottare” per l’osservazione, la lettura e valutazione dei potenziali rischi.
Il bene “adottato” potrà essere poi oggetto di sviluppo di progetti interni alla scuola o di azione delle sezioni locali di Italia Nostra.
Tutte le attività saranno elaborate attraverso l’uso di programmi informatici e diffusi nelle piattaforme social delle Sezioni.
È previsto un numero massimo di 30 partecipanti. A fine corso sarà rilasciato l’Attestato di partecipazione.
La pausa pranzo è offerta dalla Sezione Italia Nostra Sinis-Cabras, per ogni giornata del corso.


Primo giorno (8 ore) - Lunedì 15 gennaio 2018
9.00 – 9.30 > registrazione partecipanti e saluti del Presidente della Sezione
09.30 – 10.00 > Il Presidente Regionale – Italia Nostra, l’associazione e le attività che
facciamo
10.00 – 11.00 > Referenti del Corso – Il progetto educativo Le Pietre e i Cittadini: perché questo corso
12.00 – 13.00 > Enrica Campus – Un primo confronto di esperienze dirette e buone
pratiche
13.00 – 14.00 > pausa: pranzo a KMzero
14.00 – 18.00 > Irene Ollargiu - Patrimonio Culturale in Sardegna [attività frontale e
laboratoriale]

Secondo giorno (8 ore) - Lunedì 26 febbraio 2018
09.00 – 13.00 > Enrica Campus - Paesaggio patrimonio [attività frontale e laboratoriale]
13.00 – 14.00 > pausa: pranzo a KMzero
14.00 - 18.00 > Cosima Atzori – Rischi: la geologia per comprendere gli eventi naturali [attività frontale e laboratoriale]

Terzo giorno (8 ore) – Lunedì 12 Marzo 2018
09.00 – 13.00 > Simone Cuccu – Rischi: le alluvioni, cause ed effetti [attività frontale e laboratoriale]
13.00 – 14.00 > pausa: pranzo a KMzero
14.00 -17.00 > Antonio Obinu - Rischi: gli incendi rischio per il patrimonio culturale
naturale
17.00 - 18.00 > Enrica Campus – Il progetto per IN Parte ON-line (16 ore massimo)



Le attività sono costituite da:

  • compilazione di schede di lettura (individuale) e di proposizione di unità didattiche (individuale o di piccolo gruppo se interdisciplinari);
  • partecipazione al forum di discussione sul sito EDU di Itala Nostra, previa registrazione, con moderazione a cura della sede nazionale;
  • attività di condivisione e animazione sul social Facebook della sezione locale di Italia Nostra Sinis Cabras Oristano.

Le attività on-line sono arricchite dal materiale consultabile e scaricabile liberamente sul sito di Italia Nostra dedicato all’Educazione al Patrimonio www.italianostraedu.org


martedì 21 novembre 2017

Noi e i Nostri Luoghi. Comunità resilienti e tutela dei territori

FESTIVAL DI SCIRARINDI 2017- 25 novembre - Cagliari

Invitata da OVIC e Cesvi onlus, Italia Nostra Sardegna partecipa, assieme alle Università di Sassari e Cagliari alla Tavola Rotonda dal titolo:
"Noi e i Nostri Luoghi. Comunità resilienti e tutela dei territori". 
Sabato 25 novembre Sala A

Partecipano:
  • Fabiola Podda - Cesvi Onlus
  • Fabio Parascandolo - Università di Cagliari
  • Laura Cadeddu – Geologa
  • Maurizio Mulas - Università di Sassari
  • Graziano Bullegas - Italia Nostra Sardegna
  • Roberto Scema - Sindaco di Villa Verde 
  • Mauro Steri - Sindaco di Gonnosnò

Appartenere ad una cultura, ad un luogo; sentirsi legati ad un territorio: la tavola rotonda proposta da Osvic e Cesvi Onlus vuole essere un momento di confronto ed approfondimento sull'argomento Tutela del Paesaggio come "spazio vissuto" da una comunità, come luogo di relazione tra uomo e natura, come identità, storia, nella specificità di contesti e di situazioni, nel dialogo tra alterità.
A partire dal progetto “Siguros pro Natura – Riqualificazione ambientale e gestione sostenibile delle risorse forestali per la prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico” (finanziato da Mediafriend Onlus), in corso di realizzazione, Cesvi e Osvic promuovono un confronto tra professionisti ed esperti del mondo accademico, esponenti della società civile e delle amministrazioni locali; l'iniziativa propone un percorso di conoscenza, definizione, denuncia e proposta, capace di immaginare il futuro della Sardegna e la gestione del suo territorio in una prospettiva ecologica.
Assieme ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, il consumo di suolo è una delle emergenze più gravi che la società moderna è chiamata ad affrontare.
La stessa Comunità Europea ha previsto nella Road Map Europa 2020 e nel VII programma Azione Ambientale per il 2050 l’obbiettivo 2050 di raggiungere un’occupazione netta di terreno pari a zero.
La Sardegna su questo versante si era mossa per tempo, già nel 2006 con l’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale, che aveva ridotto drasticamente il consumo di suolo nelle aree costiere, le zone più critiche dell’intera isola.

Assistiamo in questi anni ad una involuzione del fenomeno a causa di una serie di norme regionali (Piani Casa e norme urbanistiche in primo luogo) che tendono a ridimensionare la portata storica del PPR e a ridurre le tutele paesaggistiche previste dal primo Piano Paesaggistico Regionale approvato in Italia.
Agli effetti devastanti delle nuove norme urbanistiche si sovrappongono norme eccessivamente permissive che lasciano campo libero alla speculazione delle rinnovabili: il Decreto Legislativo 387 del 2003 che di fatto favorisce gli speculatori sottraendo le terre ai legittimi proprietari e ai coltivatori e trasformando i terreni agricoli in aree industriali.  

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