lunedì 28 novembre 2022

Rinviati a giudizio i dirigenti della RWM e i funzionari comunali

A seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla PM dott.ssa Rossella Spano, questa mattina la dott.ssa Manuela Anzani, giudice del tribunale di Cagliari, ha rinviato a giudizio l'amministratore delegato della società RWM Italia SPA, Fabio Sgarzi, il responsabile aziendale per la funzione Fabbricati Lavori e Impianti e di tre tecnici incaricati dall’azienda di redigere progetti e relazioni e di seguire le pratiche relative ai piani di ampliamento della fabbrica di esplosivi ed ordigni militari che si trova nei comuni di Domusnovas e Iglesias, negli anni 2017 – 2019. 

Sono stati rinviati a giudizio anche i funzionari comunali di Iglesias e Domusnovas che hanno autorizzato l'ampliamento dell'impianto RWM in località San Marco.

Nella stessa udienza sono state accolte tutte le richieste di costituzione di parte ci vile presentate da Associazioni, Comitati e Sindacati

Il dibattimento inizierà il prossimo 3 marzo 2023

La decisione di oggi della giudice del tribunale di Cagliari è doppiamente importante, perché decide di rinviare a giudizio i dirigenti e tecnici della RWM e i funzionari comunali che hanno avuto a che fare con l’ampliamento dello stabilimento e nello stesso tempo accoglie la costituzione di parte civile di tutte le associazioni, i comitati e i sindacati che hanno sottoscritto le numerose segnalazioni inviate alla procura contenenti importanti informazioni sui presunti abusi ambientali, urbanistici ed edilizi individuati nel discutibile iter di approvazione dell’ampliamento.

L’essere stati individuati dal giudice parti lese ci consente di partecipare al processo approfondendo i numerosi punti poco chiari presenti nell’iter che ha autorizzato le opere edilizie e nelle modalità di realizzazione delle opere stesse.

Inoltre, come Italia Nostra, USB e Assotziu Consumadoris de Sardinia, siamo ancora in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi sul ricorso di revocazione  presentato da RWM, ma siamo fiduciosi in un esito positivo per la nostra vertenza

Nostro obbiettivo primario è quello di rendere dignità a questo territorio e di pretendere che la legalità venga rispettata sempre, anche dalle multinazionali che producono armi!

Le contestazioni sono numerose, 30 violazioni tutte relative a interventi richiesti, approvati e infine realizzati nel contesto dei piani di ampliamento dello stabilimento RWM. 

L’inchiesta ha preso le mosse da una serie di esposti presentati da associazioni, comitati e da singoli cittadini, tra il 2018 e il 2019, nei quali si denunciava il fatto che i lavori di ampliamento dello stabilimento RWM stessero procedendo in violazione di numerose norme urbanistiche, ambientali e di tutela della salute e della sicurezza della popolazione.



La tipologia degli abusi e delle violazioni contestate è molto varia: si va dalle attività di scavo e sbancamento non consentite per decine di migliaia di metri cubi, senza verifica delle soglie di contaminazione delle sostanze inquinanti, senza la necessaria relazione geotecnica e con trattamento scorretto delle terre di scavo, alla mancanza delle necessarie verifiche per il controllo degli incendi, al rilascio di autorizzazioni irregolari per realizzare costruzioni in assenza di una progettazione adeguata (mancano i calcoli per le strutture in cemento armato, la relazione geologica, il parere dei vigili del fuoco). Sono state inoltre autorizzate variazioni di destinazione d’uso di fabbricati, destinati a diventare depositi, anche di materiali pericolosi, con procedure semplificate e irregolari, senza le necessarie autorizzazioni dei Vigili del Fuoco e l’adeguamento della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e della successiva AUA.


A tutti gli indagati viene contestato il reato di falso: ai dirigenti e ai tecnici dell’azienda per aver presentato progetti e richieste di autorizzazioni omissive e irregolari, e ai funzionari comunali per averle accettate e dichiarate complete ed adeguate.

Gli abusi non riguardano solo le autorizzazioni già oggetto di ricorso e annullate lo scorso novembre dalla sentenza del Consiglio di Stato: quelle per la realizzazione del nuovo poligono per test esplosivi (denominato “Campo Prove R140”) e dei nuovi reparti “R200” ed “R210” per la fabbricazione degli esplosivi PBX-colabili e il caricamento dei rispettivi ordigni. La Procura ha rilevato abusi e violazioni di norme anche in innumerevoli altri interventi che fanno parte del piano di ampliamento.

Il quadro che emerge dal lavoro della Procura è desolante: come abbiamo più volte denunciato la società RWM Italia SPA, negli ultimi anni, ha portato avanti il suo imponente piano di ampliamento della sua fabbrica di esplosivi e ordigni, violando sistematicamente la normativa urbanistica e quella per al tutela della salute e dell’ambiente.



Testo del Comunicato Stampa di indizione del Sit-in

La guerra inizia qui, la pace deve ripartire da qui

Le associazioni firmatarie convocano per lunedì 28 novembre, dalle ore 9,00, un sit- in davanti al Palazzo di Giustizia di Cagliari, in occasione dell’udienza, fissata per le ore 10,00, del processo penale ai danni dei rappresentanti legali di RWM Italia e di alcuni funzionari delle amministrazioni comunali di Domusnovas e Iglesias, per il presunto ampliamento illegale della fabbrica di armamenti sita in quei territori. 

Il giudice, avendo avuto tempo per visionare le carte, dovrà decidere se accogliere le richieste di numerose associazioni di costituirsi parte civile nel procedimento. 

Riteniamo che la società civile, impegnata sui temi della pace e del disarmo, abbia pieno diritto di fare la sua parte, affinché venga fatta chiarezza sulle condotte di una multinazionale delle armi che pesa sul territorio sardo, ma lancia i suoi effetti sui teatri di guerra nel mondo. Essere parte civile nel processo sarebbe un importante riconoscimento, dal punto di vista legale, ma soprattutto simbolico e ideale per tutta la società sarda che ripudia la guerra. 

Coordinamento Provinciale PREPARIAMO LA PACE, Italia Nostra Sardegna, Movimento Nonviolento, Unione Sindacale di Base Cagliari, Cagliari Social Forum, Confederazione Sindacale Sarda, Assotzius Consumadoris Sardigna, Centro Sperimentale Auto sviluppo, Comitato Riconversione RWM, Sardegna Pulita, Tavola Sarda della Pace, Comitato Sardo No Armi – Trattativa Subito, Ufficio Studi G.M. Angioy - CSS. 



documenti

sull'argomento

L'ampliamento della RWM è illegittimo, lo stabilisce il Consiglio di Stato

L'Unione Sarda - Presunti abusi edilizi alla Rwm, tutti a giudizio: il 3 marzo il via al processo

Sardegna Live - Fabbrica di bombe a Domusnovas: in 9 a processo per abusi edilizi

Democrazia oggi -  RWM, ieri la marcia per la pace, oggi rinvio a giudizio in tribunale

Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo - In aula e Roma e Cagliari il caso RWM




martedì 15 novembre 2022

L’”armonizzazione degli interessi pubblici” prevale su quelli di intere comunità

Scadeva lo scorso 13 novembre la data ultima per la presentazione delle osservazioni nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto eolico per la produzione di energia elettrica richiesto dalla società Sardaeolica srl nei comuni di Onaní, Bitti e Buddusò. Si tratta di un impianto formato da 6 aerogeneratori tripala da 5,6 MW, per una potenza complessiva di 33,6 MW. Ciascun aerogeneratore avrà una altezza totale di 206 metri e la rotazione del rotore spazzerà una superficie superiore a 2 ettari.

Nella stessa area esistono richieste per diversi altri impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile: ulteriori 5 impianti eolici e 2 nuovi impianti fotovoltaici. Se le autorizzazioni dovessero essere accolte l’area prospiciente il parco di Tepilora sarà caratterizzata dalla presenza di una sessantina di pale eoliche e da diversi ettari di panelli fotovoltaici.

Italia Nostra Sardegna ha presentato le proprie Osservazioni all’impianto di Onaní e agli altri proposti chiedendo la dichiarazione di non compatibilità ambientale di questi impianti in quanto essi caratterizzeranno in maniera negativa, ambiente, biodiversità e paesaggio delle regioni storiche del Goceano, della Baronia e del Monte Acuto, e condizioneranno il futuro economico della regione impedendo l’installazione nella miniera di Sos Enatos dell’Einstein Telescope, a causa della sua inconciliabilità con i generatori eolici, come riconosciuto da numerosi scienziati e studiosi.

Purtroppo, nonostante l’inconfutabilità delle motivazioni addotte dalla nostra Associazione, ma anche dal comune di Onaní, dalla stessa Regione Sardegna e dai rettori delle Università Sarde, esiste il ragionevole rischio che l’impianto venga autorizzato.

Come avvenuto lo scorso 10 ottobre nell’ultima seduta del governo Draghi che ha approvato il vicino impianto eolico “Gomoretta” di Bitti. Approvazione motivata dalla “complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti”.

In quel caso, gli interessi di una società privata, la Siemens Gamesa Renewable Energy Italy S.p.A., prevalgono sul parere contrario della Commissione Tecnica Valutazione Impatti del MiTE e degli stessi ministeri competenti (MITE e MiC), sulle numerose opposizioni di Regione, Enti locali, Associazioni Ambientaliste, Parco di Tepilora, Università di Sassari e Cagliari, il team di scienziati che lavorano alla realizzazione dell’Einstein Telescope etc… 

Di nessuna utilità sono stati i numerosi pareri tecnici che esprimono contrarietà al progetto in quanto potrebbe compromettere un intero territorio, il suo ecosistema, il paesaggio e persino il suo futuro economico, cosí come sono state inutili le osservazioni presentate da centinaia di cittadini, da diversi sindaci e da comitati e associazioni. Gli “interessi pubblici coinvolti” hanno prevalso su tutto e tutti, anche sulla normativa europea che istituisce la Valutazione di Impatto Ambientale (DIRETTIVA UE 2014/52).

Assistiamo sempre più ad un accentramento di poteri, all’assunzione di decisioni arbitrarie e alla trasformazione e contrazione dei processi democratici e partecipativi come quelli previsti dalla procedura di VIA e dalla convenzione di Aarhus, giustificati da emergenze spesso pretestuose e da interessi definiti pubblici, ma palesemente al servizio degli speculatori delle energie rinnovabili. 

sull'argomento

L'Unione Sarda - Saras, lutto per le aquile & scippo del silenzio

L'Unione Sarda - Il ministero dice no al parco eolico di Bitti: stop alle pale di oltre 200 metri

Algherolive - Italia Nostra: "L'armonizzazione degli interessi pubblici" prevale su quelli di intere comunità 

Cagliaripad - Eolico in centro Sardegna, gli ambientalisti: "Stop al progetto" 

Press Italy 24 - Parque eolico en el centro de Cerdena, los ambientalistas piden deter el proyecto

Il Fatto Quotidiano - Eolico, Draghi in extremis ha dato l'OK al parco sardo di Siemens Gamesa. Lo stesso che era stato bocciato da tutte le autorità 

PCAPolitical - Tredici Torri eoliche da 250 metri a Tuscania 

OggiNuoro.it - La Sardegna è compatta: si Eistein Telescope, no ai parchi eolici nel Nuorese