C’è un angolo della Sardegna, nella storica regione della Marmilla, dove il tempo sembra essersi fermato per un motivo speciale. È il luogo che ospita la chiesetta campestre di Sant’Antioco, un piccolo gioiello che, grazie alla passione dei cittadini, ha ritrovato nuova vita.
Tutto è cominciato nel 2014, quando un gruppo spontaneo di abitanti di Sanluri e Villanovaforru ha deciso di unire le forze per ridare dignità a questa antica chiesa. Anni di lavoro, sudore e dedizione volontaria hanno riportato l’edificio al suo antico splendore, restituendo alla comunità un luogo sacro per il culto del patrono della Sardegna e trasformando l’area circostante in un parco ambientale. Oggi, quello spazio non è solo un posto per una scampagnata, ma un vero e proprio punto d’incontro per momenti culturali e di socializzazione.
Ma il comitato “Santu Antiogu Becciu” non si è fermato qui. Da anni è in prima linea per difendere il territorio della Marmilla dalle speculazioni, in particolare dal proliferare di impianti eolici che minacciano di stravolgere il paesaggio.
Proprio ieri sera, in un’atmosfera carica di emozione, il comitato ha voluto fare un gesto simbolico di grande valore. Durante un incontro nell’area adiacente alla chiesetta, alla presenza di numerosi soci, è stata consegnata a Italia Nostra Sardegna la tessera di sostenitore numero 500.
Un numero che non è solo un traguardo, ma un vero e proprio atto d’amore, suggellato da un attestato di merito che recita:
L’OPERA di Santu Antiogu becciu conferisce ATTESTATO DI MERITO a ITALIA NOSTRA Sardegna per aver contribuito con il suo impegno alla tutela dell’antica chiesa di Sant’Antiogu becciu e del suo territorio e per le sue azioni a difesa del territorio della Sardegna.
A ritirare il premio è stato il segretario di Italia Nostra Sardegna, che a nome dell’associazione ha accolto il riconoscimento con estrema gratitudine. Nel suo intervento, ha voluto ringraziare il comitato e le intere comunità di Sanluri e Villanovaforru per l’impegno costante e la capacità di mettere a valore il proprio patrimonio culturale.
Un pensiero speciale è andato anche ai tanti volontari che, giorno dopo giorno, fanno leva sulla loro identità per difendere la cultura, il paesaggio e i beni storici dell’Isola. Un impegno che vede l’Associazione mobilitata per resistere alle continue aggressioni e invasioni che minacciano la nostra terra.
Una storia, quella di Santu Antiogu Becciu, che dimostra come la bellezza e la cultura possano essere le armi più potenti per proteggere il futuro della Sardegna.
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