martedì 27 agosto 2024

Sulle rinnovabili il governo italiano viola il diritto comunitario

Immagine di Walter Fratto

Italia Nostra Sardegna ha presentato alla Commissione Europea una denuncia contro il Governo italiano per aver violato numerose direttive, regolamenti e la stessa Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Il Governo infatti, nell’applicazione delle direttive RED sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, oltre a non aver tenuto conto delle politiche relative alla partecipazione delle persone interessate dai progetti e in particolare della popolazione locale, favorisce la speculazione energetica ritardando strumentalmente la pianificazione territoriale e incentivando l’installazione dei grossi impianti di produzione a discapito delle Comunità Energetiche Rinnovabili e degli autoconsumatori. Come da anni avviene in Sardegna e nelle regioni centro meridionali italiane.

La stessa normativa sull’individuazione delle aree idonee non rispetta le previsioni dalle direttive europee che prevedono in via prioritaria l’installazione nelle superfici artificiali ed edificate, nelle infrastrutture di trasporto, nei parcheggi, nei siti di smaltimento dei rifiuti e in quelli industriali etc… Mentre i ritardi nell’applicazione della norma (circa 1.000 giorni rispetto ai 180 previsti) stanno consentendo di aggirare l’obbligo di assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica il piano delle aree idonee. 


Cosí come il Regolamento istitutivo del Dispositivo di Ripresa e Resilienza, il cosidetto “Regolamento Tassonomia” che dispone il finanziamento delle sole opere che rispettino il principio di non arrecare alcun danno significativo all'ambiente, viene disatteso dal Decreto Draghi (DPCM  29 marzo 2022) che finanzia le infrastrutture per la metanizzazione della Sardegna. Un’opera  finalizzata al consumo di un combustibile fossile altamente climalterante ed estremamente dannoso per l'ambiente e la salute.

Infine, ma non per importanza, la normativa italiana favorisce di fatto la speculazione nell’ambito delle attività relative all’insediamento di impianti industriali per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile disattendendo ripetutamente l’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che prevede il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che gli rechi pregiudizio.

Con questa denuncia Italia Nostra Sardegna ribadisce il proprio impegno per una transizione energetica equa e sostenibile per i territori e le comunità che li abitano e prosegue la propria battaglia contro la speculazione delle rinnovabili, a fianco dei cittadini e di quanti lottano a difesa delle attività agricole e marinaresche, del territorio, del mare e del paesaggio della Sardegna.

clicca qui per scaricare la denuncia presentata alla Commissione Europea


sull'argomento


ANSA Sardegna - Rinnovabili: Italia Nostra Sardegna ricorre a UE contro il Governo

Il Manifesto Sardo - Sulle rinnovabili il governo Italiano viola il diritto comunitario?

Tele Sardegna -  Cagliari. Italia Nostra ricorre all'UE sull'eolico

L'Unione Sarda - Rinnovabili, Italia Nostra denuncia il governo alla Commissione Europea

Zero Emission - Rinnovabili: Italia Nostra Sardegna ricorre a UE contro il governo

Italia Nostra - Denuncia di Italia Nostra Sardegna per una transizione energetica equa e sostenibile

Cagliari Tomorrow - Italia Nostra Sardegna denuncia il governo italiano alla Commissione Europea ....

Informaz. Consapevole - Speculazione energetica, Italia Nostra ha presentato denuncia

Angelo Porcheddu Blog - Rinnovabili: Italia Nostra Sardegna ricorre all'UE contro il governo italiano










 


venerdì 2 agosto 2024

Oggi esistono gli strumenti per fermare la speculazione energetica: usiamoli


Circa 1/3 delle richieste di procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale o di provvedimento unico regionale in materia ambientale (P.A.U.R.) pubblicate nel portale Sardegna Ambiente della Regione Sardegna riguarda la realizzazione di impianti industriali per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Tutte le procedure sono attualmente in elaborazione, anche quelle di recente pubblicazione.

Nei giorni scorsi Italia Nostra Sardegna ha segnalato alla Presidente della Regione Sarda e alla Assessora della Difesa dell’Ambiente quella che appare come una “strana anomalia”.

Ci si chiede infatti come tali richieste siano compatibili con le “… misure di salvaguardia comportanti il divieto di realizzare nuovi impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili:…” previste dall’art. 3 della legge regionale n. 5/2024 recentemente varata dal Consiglio Regionale al fine di salvaguardare il paesaggio e i beni identitari e ambientali dell’isola.

Considerato che tali misure di salvaguardia sono estese anche alle “procedure di autorizzazione di impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili” Italia Nostra Sardegna ha chiesto alla Regione di sospendere i procedimenti autorizzativi di impianti allocati nell’intero territorio regionale al fine di non svuotare di contenuti operativi il nuovo Piano Energetico Regionale in fase di elaborazione,  la pianificazione paesaggistica e urbanistica prevista dalla citata legge regionale 5/2024 e la definizione delle aree idonee e non idonee prevista dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 21 giugno 2024.

Con le stesse motivazioni è stato chiesto alla Direzione Generale Valutazione Impatti Ambientali del Ministero dell’Ambiente la declaratoria di non compatibilità ambientale per gli impianti fotovoltaici ed eolici (onshore e offshore) a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per i quali l’Associazione ha presentato motivate osservazioni di contrarietà alla loro realizzazione.


sull'argomento

Italia Nostra Sardegna plaude alla decisione della Giunta Regionale contro la speculazione delle rinnovabili

Documento del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale Diocesi di Cagliari, Oristano e Nuoro

 Manifesto Sardo - Oggi esistono gli strumenti per fermare la speculazione energetica: usiamoli

PV Magazine - Sardegna, la moratoria per eolico e fotovoltaico è legge

HD Green - FER, la moratoria della Sardegna impone lo stop per 18 mesi ai nuovi impianti

ìl Minuto - Italia Nostra Sardegna: "Oggi esistono gli strumenti pro fermare la speculazione energetica: usiamoli"

La Gazzetta Sarda - Speculazione energetica: gli strumenti per fermarla sono a nostra disposizione, usiamoli

L'Indipendente - Speculazione energetica: la Sardegna approva una moratoria sui nuovi progetti



Distesa di impianti fotovoltaici 



venerdì 12 luglio 2024

L’irregolarità della fabbrica di bombe nuovamente all’attenzione della magistratura


Un nuovo esposto alla procura di Cagliari è stato presentato dagli avvocati Giulia Lai e Paolo Pubusa incaricati di rappresentare le Associazioni Italia Nostra Sardegna, Centro di Sperimentazione Autosviluppo, Assotziu Consumadoris de Sardigna, il Comitato Riconversione RWM, la Confederazione Sindacale Sarda, l’Unione Sindacale di Base Sardegna, i Cobas Cagliari e  il Cagliari Social Forum, per segnalare nuove e gravi irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni che hanno consentito l’ampliamento dell’impianto di Domusnovas-Iglesias della RWM e il proseguimento dell’attività di produzione di esplosivo e ordigni bellici nella vecchia linea produttiva dello stabilimento.

Tra le varie segnalazioni, i firmatari hanno informato i magistrati della mancata esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2021 (che accoglieva il ricorso presentato da Italia Nostra, USB Sardegna e Assotziu Consumadoris de Sardigna dichiarando l’ampliamento dell’impianto illegittimo), paventando anche l’ipotesi che attraverso la richiesta di Valutazione Ambientale postuma l’azienda stia cercando di sanare un impianto a tutti gli effetti riconosciuto abusivo.  

Lo stabilimento nel 2019

Altri elementi segnalati riguardano la realizzazione di una parte degli impianti e di imponenti opere edilizie in aree gravate da vincolo idrogeologico e in aree a pericolosità e rischio idraulico e di esondazione molto elevato (classificate Hi4), dove è vietata l'edificazione, proprio per evitare di accrescere i rischi dovuti all’instabilità delle aree.

Rischio che la RWM ritiene evidentemente di poter scongiurare cancellando dalle mappe l’intero reticolo idrografico di tutti gli affluenti del Rio Figu interni alla sua proprietà, in quanto elementi idrici “non significativi”.  Una richiesta di cancellazione presentata ai Comuni e da questi fatta propria e inoltrata all’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico, formulata, ancora una volta, sulla base di una rappresentazione non corretta dell’idrografia dell’area. Si tratta infatti, a parere degli esponenti, di una richiesta anomala e pericolosa per gli eventuali effetti negativi sul territorio, e comunque non rispondente ai criteri indicati nelle Linee guida per l’attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico.

I sottoscrittori chiedono inoltre alla procura di Cagliari di verificare se nelle autorizzazioni edilizie rilasciate recentemente per la prosecuzione dell’ampliamento dell’impianto possano ravvisarsi estremi di reato e se l’occultamento ai portatori di interesse delle informazioni di carattere ambientale possa contrastare con il diritto-dovere dei cittadini ad essere informati e coinvolti nei processi decisionali relativi all’ambiente e la tutela dei territori.

sull'argomento

Il Minuto - Esposto non contra sa RWM

Il Manifesto Sardo -  L'irregolarità della fabbrica di bombe nuovamente all'attenzione della magistratura

Unimondo.org - RWM in Sardegna: l'industria bellica sull'isola tra irregolarità e "colonizzazione industriale"




mercoledì 26 giugno 2024

Torre Canai: un bene identitario offerto al miglior offerente

Fin dal 1988 Italia Nostra è concessionaria della Torre Canai di Sant’Antioco. Trattandosi di un bene culturale ai sensi dell’art. 10 del Codice dei BBCC e del Paesaggio la torre è stata adibita a mostra permanente delle Torri Costiere della Sardegna e a luogo di riunione e di incontro per attività culturali. 

Solo a seguito di un importante intervento di restauro conservativo cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali (Soprintendenza di Cagliari), nel 1994 nella Torre è stata allestita una mostra delle torri costiere e delle presenze naturalistiche e culturali presenti nel sud dell’isola di Sant’Antioco. Da trent’anni ormai il monumento, con lo spazio circostante, è fruibile dalla comunità e dai visitatori e rappresenta un importante centro di iniziative culturali e naturalistiche. 


Da allora, grazie all’attività volontaria dei soci dell’associazione, la torre è stata aperta gratuitamente al pubblico, soprattutto nel periodo estivo, con una media di 3 mila presenze annue. Nel corso delle visite i volontari dell’Associazione forniscono informazioni storiche e culturali sulla torre e sull’arcipelago del Sulcis.

All‘interno e nel piazzale adiacente vengono ospitati incontri culturali, concerti, corsi fotografici e iniziative pubbliche di approfondimento e di conoscenza delle peculiarità ambientali e naturalistiche dell’arcipelago sulcitano ed è tappa e punto di riferimento dei viandanti che percorrono il “Cammino 100 Torri” e gli altri cammini della Sardegna. È inserita tra i monumenti da visitare nel corso delle iniziative pubbliche organizzate dal comune di Sant’Antioco, dal Ministero dei Beni Culturali e dal Consiglio d’Europa, quali: Monumenti Aperti (in collaborazione con le scuole), Giornate Europee del Patrimonio, Settimana dei Beni Culturali.  Tutte le iniziative sono gratuite, nessun biglietto o corrispettivo viene richiesto ai visitatori per il servizio prestato e nessun prodotto o merce viene commercializzata all’interno o nell’area di pertinenza della Torre.

Fino all’annualità 2020 la concessione demaniale prevedeva il pagamento di un canone annuo ricognitorio di importo medio di 350 euro. Dal 2021 il costo della concessione demaniale marittima è lievitato a euro 2.500. Un importo incrementato di otto volte rispetto ai canoni pagati negli anni precedenti. Nel 2022 ha subito un ulteriore incremento, 2.698,75 euro! Per raggiungere l’esorbitante importo di 3.377,50 euro nella annualità 2023.

Analogo importo è stato richiesto per il 2024. 


In questi anni l’associazione è riuscita a coprire gli esosi costi grazie all’autotassazione e alla generosità di associazioni, società e imprese, e di numerosi cittadini di Sant’Antioco, ma anche di altre località, compresi gli stranieri, che hanno offerto per garantire la prosecuzione dell’attività. Appare veramente assurdo che un’Associazione che svolge attività senza scopo di lucro, il cui interesse pubblico è riconosciuto per decreto del Presidente della Repubblica, i cui soci prestano gratuitamente la loro opera per fornire un pubblico servizio e svolgere attività culturale, debba corrispondere un canone cosí elevato allo Stato per poter fornire gratuitamente un utile e importante servizio alla comunità. 

Inoltre sono tante le Associazioni non lucrative, oltre a numerosi enti pubblici, che usufruiscono degli spazi demaniali marittimi – o beni identitari come nel caso della torre Canai - per svolgere attività culturali o sportive, che forniscono un servizio alla comunità e che sono parte integrante dell’offerta culturale e turistica del nostro Paese. La stessa Conferenza delle Regioni è intervenuta per chiedere al Governo di rivedere il canone demaniale distinguendo le concessioni per uso pubblico o non lucrativo da quelle che determinano un vantaggio economico per il concessionario.

Non è superfluo ricordare che il Twiga di Briatore e Santanchè paga ogni anno allo Stato una cifra ridicola come canone, 20 mila euro, a fronte di un fatturato di quasi 10 milioni di euro. Paradossalmente il canone pagato da Italia Nostra è di gran lunga più elevato, oltre 50 euro a mq. contro i 2,5 euro a mq pagati dagli stabilimenti da profitti milionari. 

L’altra questione in ballo riguarda il rinnovo della concessione per il prossimo anno. Anche un bene culturale come la torre, essendo omologato ad un pezzo di spiaggia, rischia di finire all’asta in base alla direttiva Bolkestein e di venir assegnato a qualcuno che potrebbe trasformarla nuovamente in una residenza estiva a disposizione di pochi amici.

Italia Nostra rimane in attesa perché le istituzioni già sollecitate intervengano al più presto e chiederà nuovamente al Comune, alla Regione e ai Ministeri interessati affinché si adoperino per sanare questa intollerabile ingiustizia con una norma che distingua beni culturali e identitari dagli arenili funzionali all’affitto di lettini e ombrelloni.


Sull'argomento

TG Videolinadel 30 giugno 2024 - dal minuto 12.25 al min. 13.55 si parla della Torre Canai

Italia Nostra - Torre Canai 

Ajonoas - Sant'Antioco: Torre Canai

Visit Sant'Antioco - Torre Canai

La Stampa - Sardegna, Torre Canai a rischio chiusura: raccolta fondi di Italia Nostra per salvarla


L'Unione Sarda del 23 giugno 2024



venerdì 14 giugno 2024

I Comitati contro la speculazione delle rinnovabili incontrano la Presidente della Giunta Regionale Sarda

Pubblichiamo il Comunicato Stampa del Coordinamento dei Comitati Sardi Contro la Speculazione Energetica emesso a seguito dell'incontro con la presidente della Giunta Regionale il giorno 13 giugno 2024

 

Apprezziamo la disponibilità al dialogo della presidente che nel lungo confronto di ieri ci ha permesso di approfondire molti aspetti e comprendere la strategia da loro messa a punto sulla vertenza energia. Ma non c'è stata, come dichiarato dalla presidente, nessuna presa d'atto da parte dei comitati che questo percorso sia l'unico possibile. La nostra posizione su questo aspetto èinfatti esattamente contraria, così come restano in piedi numerosi punti oscuri.

In un confronto durato più di tre ore abbiamo affrontato numerose questioni e dobbiamo purtroppo constatare di essere molto lontani da una soluzione che possa definirsi ragionevole e, anzi, su alcune questioni, di soluzioni al momento non se ne intravedono proprio.  

Il nuraghe di Barumini minacciato da insediamenti industriali

Allo stato attuale delle cose:

- I siti di Barumini e Saccargia sono compromessi perché i progetti di Fer nelle loro prossimitàsono stati definitivamente autorizzati;

- i 6,2 GW di rinnovabili assegnati alla Sardegna non sono stati argomento di discussione col Governo e non emergono da alcuna analisi dei fabbisogni dell’isola;

- non è stato richiesto al Governo né ottenuto un tetto massimo alla potenza installabile,

- l'eolico a mare resta totalmente fuori dalla competenza della regione e non è stato messo in discussione;

- restano in piedi tutte le oltre 800 richieste di connessione complessive tra fotovoltaico, eolico a terra e a mare per quasi 58 GW di potenza complessiva;

- sui progetti già autorizzati e quelli che lo saranno da qui alla pubblicazione delle linee guida non vi potranno essere interventi, salvo cercare un confronto col Governo per analizzarli uno per uno

- sul tyrrhenian link non c’è alcuna presa di posizione;

- sul metano le versioni della presidente sono discordanti: mentre durante il confronto ha affermato che sarebbe servito per i caseifici (tesi subito smontata) e per convertire le centrali a carbone, alla stampa ha detto invece che saranno i 6,2 GW di Fer che il coordinamento contesta a essere utili per la sostituzione delle centrali a carbone "di cui nessuno parla" (?). 



Siamo consapevoli della gravissima situazione ereditata dalla presidente e da questa maggioranza, conseguenza di atteggiamenti complici e remissivi da parte delle giunte precedenti e frutto delle continue e ripetute prevaricazioni da parte dei governi che si sono succeduti alla guida dell’Italia, ma oggi la Sardegna si trova a un bivio e sta rischiando di imboccare una strada senza possibilitàdi ritorno con conseguenze permanenti e devastanti sul territorio e il futuro dei sardi, e per far fronte a quest'emergenza abbiamo necessità di coraggio, determinazione e preparazione. Proprio in merito a quest'ultimo aspetto, contestiamo i proclami entusiastici e ci attendiamo invece un atteggiamento più rispettoso della nostra posizione che, nella piena volontà di collaborare attivamente alla risoluzione di questa complicata vertenza e con la promessa ottenuta di consultarci prima di ogni snodo fondamentale del processo decisorio, rimane molto critica sulla posizione della giunta e sul suo atteggiamento nei confronti del Governo centrale. Governo non amico e verso il quale, possiamo constatare, si sta riponendo probabilmente troppa fiducia, rinunciando a rivendicare pienamente i nostri diritti e a far valere le nostre specificità. Rimaniamo pertanto molto critici in merito all’atteggiamento di questa Giunta nei confronti del governo centrale verso il quale percepiamo un atteggiamento di subordinazione o comunque di soggezione. Non si intende infatti mettere in discussione il decreto Draghi attraverso il quale sono state sottratte le competenze costituzionalmente riconosciute alla Sardegna, ma si punta ad aggirarlo attraverso un piano urbanistico: secondo noi si tratta di una strategia debole e dai risvolti dubbi che può dar luogo a esisti disastrosi. La Todde ha inoltre espresso l’intenzione di avviare una vertenza con lo Stato esclusivamente per le autorizzazioni già concesse ma, a nostro avviso:

- va rivendicata con fermezza la nostra autonomia statutaria negli artt. 3, 4 e 5 nei temi urbanistico e paesaggistico e la nostra competenza concorrente, ovvero di pari dignità e potere decisionale, in materia energetica;

- va aperta con urgenza una vertenza per ridefinire, in base al nostro fabbisogno, non solo il limite minimo ma soprattutto quello massimo di produzione;

- tutti i procedimenti in corso per impianti di taglia industriale devono essere sospesi e bloccata la realizzazione di quelli già approvati, inclusi il repowering e l’eolico a mare: il confronto col Governo non può prescindere da queste ultime tipologie di impianti;

- il tyrrhenian link va respinto e devono essere immediatamente bloccate le attività di Terna;

- i diversi progetti di metanizzazione hanno giustificazioni ambigue e non trovano ad oggi nessun riscontro tecnico, economico e ambientale plausibile e pertanto devono essere bloccati.

La presidente, come dichiarato, è perfettamente in linea con le nostre posizioni? Bene, allora questi sono i punti che anche lei dovrebbe condividere

 

COORDINAMENTO DEI COMITATI SARDI CONTRO LA SPECULAZIONE ENERGETICA




venerdì 31 maggio 2024

Decreto Aree Idonee da modificare

Le associazioni di #CoalizioneArticolo9 si appellano alla Governatrice Todde perché intervenga a correggere il Decreto Aree Idonee. “pena l’inutilità del decreto a frenare l’invasione selvaggia dei territori con impianti eolici e fotovoltaici a terra”.

 

Manifestazione del 30 maggio a Cagliari

Roma, 31 maggio, 2024 - Con una lettera aperta alla Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, i responsabili di Italia Nostra, Amici della Terra, Altura, Mountain Wilderness Italia, Comitato Nazionale del Paesaggio, L’Altritalia Ambiente, Lipu/Puglia e Basilicata, tutti aderenti a #Coalizionearticolo9, richiedono una correzione netta della bozza di Decreto Ministeriale Aree Idonee, circolata ieri sulla stampa specializzata per “non vanificare del tutto l'utilità del provvedimento la cui emanazione è attesa ormai da troppo tempo”.

La contestazione riguarda l’articolo 1 della bozza di Decreto, in base al quale progetti di impianti da fonti rinnovabili e opere accessorie potrebbero essere comunque autorizzati anche al di fuori delle aree idonee rendendo in questo modo vano qualsiasi tentativo di pianificazione regionale o di tutela dei territori.

Le associazioni, avendo apprezzato il provvedimento di moratoria emanato dalla Regione Sardegna, si dichiarano ora “deluse” dalla bozza di decreto elaborato dalla Conferenza Unificata proprio sotto il coordinamento tecnico della Regione Sardegna e confidano in un intervento diretto della Presidente Todde. 

Infografica degli impianti che interesseranno il Sud Sardegna 


Di seguito il testo integrale.

LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

Roma, 31 maggio 2024

       OGGETTO: Conferenza Unificata - schema di D.M. recante criteri per la definizione delle aree idonee e non idonee: criticità rilevate nell’art. 1

 

Gentile Presidente Todde.

Le scriviamo come promotori e partecipanti di #CoalizioneArticolo9, che riunisce le Associazioni e i Comitati di tutela ambientale che si oppongono all’insediamento indiscriminato delle centrali di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in assenza di una pianificazione adeguata o, almeno, di regole rigorose per la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità.

Il 22 maggio scorso abbiamo promosso gli Stati generali contro l’eolico e il fotovoltaico a terra, anche con il contributo di rappresentanti delle comunità sarde, dove è stato molto apprezzata la Sua iniziativa di presentare un disegno di legge regionale di sospensione della realizzazione sul territorio sardo di nuovi impianti ad energia rinnovabile, nelle more dell’individuazione delle “aree idonee” sulla scorta dei criteri che dovranno essere definiti con il D.M. in via di definizione presso la Conferenza Unificata.

Ora, siamo delusi dal fatto che proprio la Conferenza Unificata, sotto il coordinamento tecnico della Regione Sardegna, starebbe sul punto di concludere i propri lavori licenziando un testo che si rivela del tutto inadeguato a garantire che la realizzazione degli impianti FER abbia luogo esclusivamente all’interno di aree idonee scelte in base alla loro scarsa valenza ambientale e paesaggistica. 

L’art. 1 del decreto prevederebbe infatti che, all’interno delle aree del territorio nazionale che successivamente  all’individuazione di “aree idonee” ed “aree non idonee” resterebbero non classificate in alcuna di tali  due categorie, si applicherebbe in ogni caso la disciplina autorizzatoria ordinaria, ovvero la realizzazione degli impianti di rinnovabili sarebbe  consentita anche in tali aree, in tal modo vanificando ogni sforzo di introdurre una forma di pianificazione in grado di arginare l’attuale anarchia con cui sta procedendo la transizione energetica nel nostro Paese.

Ci appelliamo pertanto a Lei affinché il coordinamento tecnico della Reg. Sardegna in Conferenza Unificata si attivi tempestivamente per cancellare tale improvvida disposizione, chiarendo in modo univoco che le “aree idonee”, coerentemente con il dettato normativo dell’art. 20, comma 1, del D. Lgs. 199/2021 di recepimento della Direttiva RED II sulle energie rinnovabili, rappresentano le uniche aree all’interno delle quali è ammessa la realizzazione degli impianti FER. 

Le norme di legge citate stabiliscono infatti che per “aree idonee” devono intendersi quelle aree idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili aventi una potenza complessiva almeno pari a quella individuata come necessaria dal PNIEC per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili).

Tale formulazione adottata dal Legislatore non si presta, infatti, a nessun dubbio interpretativo in ordine al fatto che tutti i progetti di rinnovabili che rientrano tra quelli ricompresi nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima – PNIEC debbano essere tassativamente localizzati all’interno di aree “idonee” e non altrove. Almeno per i progetti di rinnovabili sottoposti a VIA la loro appartenenza a tale categoria è espressamente dichiarata dal proponente nell’Avviso al Pubblico che accompagna ciascun progetto. Diversamente il Legislatore avrebbe adoperato il termine “Aree prioritarie” o “Aree preferenziali”.

Siamo certi che la modifica da noi suggerita sia di vitale importanza al fine di non vanificare del tutto l'utilità del provvedimento la cui emanazione è attesa ormai da troppo tempo.


Confidando nella Sua attenzione Le porgiamo i migliori saluti,

Michele Campisi, segretario Generale di Italia Nostra

Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra

Stefano Allavena, Presidente di Altura

Enzo Cripezzi, Lipu Puglia e Basilicata

Carlo Alberto Pinelli, delegato da Mountain Wilderness Italia

Gianluigi Ciamarra, Comitato Nazionale del Paesaggio

Renato Narciso, L’Altritalia Ambiente




sull'argomento

Agenzia Nova - Sardegna: rinnovabili, #CoalizioneArticolo9 chiedono a Todde di correggere Decreto Aree Idonee

Prima Pagina News  - Ambiente: Le Associazioni della Coalizione Art. 9 scrivono alla Presidente della Sardegna

L'Altritalia Ambiente - Con Coalizione art. 9 per gli stati generali contro l'eolico e il fotovoltaico a terra