È stato depositato al TAR Sardegna il ricorso (con richiesta di sospensiva) avverso il decreto n. 34147 del Commissario ad acta, pubblicato il 23 febbraio 2026 sul BURAS, che ha rilasciato l’autorizzazione ambientale per l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias. La Camera di Consiglio è fissata per il prossimo 27 maggio 2026 ore 10.
Visualizza e/o scarica qui il ricorso presentato al TAR
Motivi di illegittimità (in sintesi):
Violazione della sentenza del Consiglio di Stato che aveva già rilevato numerosi vizi nelle autorizzazioni precedenti.
Istruttoria regionale incompleta e condizionamento da parte del Governo.
Violazione norme italiane ed europee su VIA e tutela della biodiversità.
Assenza di nulla osta paesaggistico e di idonea autorizzazione ambientale.
Rinvio a successiva VIA della valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di manufatti abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico.
Autorizzazione di un impianto diverso da quello effettivamente realizzato.
Il ricorso è stato notificato alla Regione Sardegna, invitata a costituirsi a difesa degli interessi della Sardegna e della sua autonomia. La stessa Presidente ha definito l’istruttoria VIA ex post carente e incompleta.
Si sottolinea che l’ampliamento riguarda uno stabilimento riconosciuto abusivo, che porterebbe a triplicare la produzione di bombe per aerei MK e ad aumentare quella di droni killer di progetto israeliano, attualmente impiegati negli scenari di guerra.
Conferenza stampa di presentazione del ricorso
Data: sabato 9 maggio 2026, ore 10:00
Luogo: Ex Hangar – Casa del Quartiere di Is Mirrionis, Via Nebida n. 36, Cagliari
Intervengono: gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa che hanno presentato il ricorso e i rappresentanti delle associazioni firmatarie - Italia Nostra, A Foras, Assotziu Consumadoris Sardinia, Comitato Riconversione RWM, Movimento Non Violento Sardegna, USB.
Sono invitati: giornalisti, cittadini, associazioni che sostengono l’iniziativa, partiti politici contrari all’autorizzazione, consiglieri comunali di Cagliari firmatari del documento contro il transito di armi nel territorio e nel porto di Cagliari.
Li, 5 maggio 2026
Firmato:
Italia Nostra Sardegna, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna, Associazione A Foras
Aderisce: Assemblea Permanente Villacidro
Sull'argomento
Report Sardegna 24 - Presentato il ricorso contro il decreto commissariale sull'autorizzazione ambientale RWM
Il documento del Movimento Nonviolento Sardegna a sostegno del ricorso
Il Movimento Nonviolento Sardegna è il gruppo territoriale sardo del Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1962.
Per una scelta che è insieme etica e politica, siamo contro tutte le forme di violenza, a maggior ragione contro ogni guerra e le armi che ne sono il carburante. La RWM nella sua sede in Sardegna produce tra l’altro proiettili d’artiglieria, bombe per aerei MK e droni-killer, questi ultimi in collaborazione con l’azienda israeliana U-vision. Ha nel tempo contribuito ad alimentare numerose guerre: lo Yemen, l’Ucraina, il Sudan, la Palestina, il Libano.
“Il M.N. lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale ed internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza”.Ma con questo ricorso non si contesta la liceità di costruire ordigni di morte, produzione ammessa dalla legge, ma anche regolata dalla legge 185 del 1990 per quanto ne riguarda il commercio e il transito, ma di come l’azienda bellica abbia agito in modo da aggirare le procedure sulla valutazione d’impatto ambientale dei suoi nuovi impianti, nel contempo costruiti e pronti all’opera. L’ha fatto violando le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato del 2021 e in assenza di idonee valutazioni ambientali, ai confini col parco del Linas-Marganai, in un sito ad alto rischio idrogeologico e in spregio all’ecosistema ed alla sopravvivenza di specie vegetali ed animali, a partire dell’avifauna.
Perché un’azienda così forte, costola della quotatissima Rheinmetal, ha raddoppiato illegalmente i suoi impianti, puntando poi su una sanatoria politica? L’impressione è che si senta più forte della legge e che agisca con un abuso di potere. Questo risulta ancor più intollerabile.
“Il M. N. si impegna per la salvaguardia dell’ambiente naturale, patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra faccia della violenza dell’uomo”.
Nel caso in questione, la violenza dell’uomo sulla natura si aggiunge e si intreccia a quella dell’uomo sull’uomo e dell’umanità contro la sua stessa sopravvivenza. Ma il nostro impegno non deve mancare: la natura è in noi e ne siamo solo una piccola parte, salvando la natura salviamo noi stessi.
Per questi motivi, oltre a tutti quelli elencati nel comunicato che condividiamo in pieno, aderiamo al ricorso.
Il portavoce – Carlo Bellisai












