La presenza di specie non autoctone crea problemi seri alla sopravvivenza di alcune specie della macchia mediterranea e può causare limitazioni alla riproduzione di altre specie faunistiche autoctone, scatenando una vera e propria rivoluzione della sopravvivenza di alcune specie.
Sant’Antioco 10 gennaio 2004
Lettera ai Sindaci sull'AMP
La
nostra Associazione ha seguito con particolare interesse le iniziative
intraprese dalle Amministrazioni Comunali delle Isole del Sulcis finalizzate all’istituzione
di un’Area Marina Protetta nel mare prospiciente l’arcipelago sulcitano e in alcune
importanti zone umide.
Questo
interesse deriva da una consolidata e verificata posizione: l’istituzione di
aree di tutela rappresenta un fondamentale strumento di salvaguardia ambientale
che, se ben gestito, può attivare efficaci processi di sviluppo culturale ed
economico.
L’Associazione
è convinta che la strada da percorrere per raggiungere tale importante
obiettivo è indubbiamente lunga e difficile, soprattutto a causa delle
incomprensioni e delle opposizioni, spesso strumentali, che normalmente
incontrano iniziative di questo tipo. Alcune delle assemblee con gli operatori
economici della pesca che si sono svolte a Calasetta e a Sant’Antioco hanno
dimostrato che spesso prevale la disinformazione e il populismo.
Italia
Nostra è consapevole che progetti come questo, per essere realizzati,
necessitano del coinvolgimento e della partecipazioni di tutti, in primo luogo
degli operatori economici. Bisogna però fare attenzione a non scambiare la
demagogia e il populismo con la democrazia e la partecipazione, che sono valori
profondamente diversi. È necessario quindi sentire le ragioni di tutti, ed
avere poi la capacità di discernere tra le legittime preoccupazioni degli
operatori seri e le posizioni demagogiche di quelli che non accettano alcuna
regola al solo fine di poter liberamente proseguire nell’opera di saccheggio e
di distruzione del nostro mare e del nostro territorio.
Ma
al di là degli aspetti negativi, dalle varie assemblee sono emerse, da parte
dei pescatori e dei loro rappresentanti, anche alcune importanti questioni che
è necessario analizzare:
a)
L’elevato numero di pescatori
presenti nelle acque attorno all’arcipelago (440 pescatori iscritti al
Circomare di Sant’Antioco) sottopone il mare a un prelievo non sopportabile
dall’ecosistema, rendendo pertanto necessaria e improcrastinabile una
regolamentazione dell’attività di pesca nell’area. Fenomeno reso ancora più
critico da una forte presenza di pescatori abusivi che contribuiscono ad
aumentare il prelievo ittico della zona;
b)
Il golfo di Palmas è una rada dove
le navi trovano sicuro rifugio durante le tempeste, ma questo fatto crea seri
problemi all’attività di pesca (aratura dei fondali con le ancore,
scarrocciamenti, eccessiva presenza di navi in rada etc…);
c)
La presenza delle servitù militari
rappresenta una grossa limitazione dell’attività di pesca in una estesissima
area del golfo di Palmas;
d) L’impianto di maricoltura ubicato a
poca distanza dalla costa di Turri
contribuisce anche se in misura minore a limitare la pesca e la
navigazione nell’area;
e)
Troppi impianti di depurazione delle
acque reflue dei centri urbani del Sulcis (Sant’Antioco compresa) immettono in
mare acque non perfettamente depurate;
f)
Il prelievo indiscriminato e con
sistemi vietati di frutti di mare ha quasi estinto alcune specie di molluschi
(muscoli, datteri di mare, vongole, arselle etc…) presenti fino a qualche anno
fa e, se non si interviene per tempo, porterà a sicura estinzione anche i ricci
di mare;
g)
La vasta zona umida che dagli stagni
di Sant’Antioco arriva fino a quelli di
Teulada è riservata ad uso quasi esclusivo delle saline di Palmas
privando così il settore pesca di un’importante area di attività.
Si
tratta di emergenze che vanno affrontate seriamente e che, se risolte,
potrebbero contribuire al rilancio del settore. Italia Nostra è certa che
l’Area Marina Protetta potrebbe dare alcune importanti risposte a quasi tutti
questi problemi.
Per
questo l’Associazione è sempre più convinta che il progetto, se adeguatamente
sostenuto, permetterà di realizzare una “gestione integrata delle zona
costiera” armonizzando le diverse esigenze di uso dell’area. Lo strumento
dell’Area Marina Protetta può favorire, infatti, gli operatori locali
concedendo loro diritti esclusivi alla piccola pesca artigianale,
coinvolgendoli così in prima persona nella tutela delle risorse; può ad esempio
predisporre punti di ancoraggio per le navi che cercano riparo in rada, può
impedire che nuove concessioni vengano date per la maricoltura, può esercitare
un maggior controllo per prevenire il fenomeno dell’abusivismo e può regolamentare
la raccolta di frutti di mare a rischio di estinzione. Ma soprattutto questo
strumento garantirà alle Amministrazioni Comunali e ai privati cittadini,
attraverso la legge 394/91, una importante “priorità nella concessione di
finanziamenti dell'Unione europea, statali e regionali ... “ per opere
pubbliche di interesse ambientale, culturale, e per “iniziative produttive o di servizio
compatibili con le finalità istitutive dell’area…”.
La
nostra Associazione ritiene che le opposizioni all’Area Marina Protetta siano
perlopiù dovute alla mancanza di una corretta informazione; per questo non
accetta che un progetto tanto importante possa essere accantonato solo per il
personale interesse di qualche operatore che intende perpetuare comportamenti
scorretti e lesivi dell’ecosistema, a discapito degli altri operatori,
dell’ambiente e dell’economia locale.
Italia
Nostra invita pertanto i Sindaci dei Comuni di Sant’Antioco e di Calasetta e i
rispettivi Consigli Comunali a proseguire nella strada intrapresa e a
coinvolgere attorno all’iniziativa l’intera comunità e le altre Amministrazioni
interessate.
Realizzare una “gestione integrata delle zone costiere”
Nello
scorso mese di marzo, il Consiglio Comunale di S.Antioco ha deliberato
all’unanimità – presenti tutti i consiglieri – la proposta di “Istituzione
dell’Area Naturale Marina Protetta e Zone Umide di S.Antioco – Arcipelago del
Sulcis”.
Italia
Nostra ha seguito con particolare
interesse l’iniziativa
dell’Amministrazione, condivisa allora da tutta l’opposizione, e, rispondendo
ad un formale invito del Sindaco, ha manifestato il proprio convinto
apprezzamento per la deliberazione adottata e la disponibilità ad una fattiva
collaborazione.
Italia
Nostra non ha cambiato idea e conferma oggi la propria consolidata posizione:
l’istituzione di aree di tutela
rappresenta, infatti, un fondamentale strumento di salvaguardia ambientale che,
se ben gestito, può attivare efficaci processi di sviluppo culturale ed
economico.
Nella
sua ventennale attività, la Sezione ha proposto a più riprese l’istituzione di
aree protette nelle zone naturalisticamente
e culturalmente più rilevanti, ivi comprese le zone umide.
La
delibera adottata nel mese di marzo rappresenta, perciò, un primo importante passo per la
realizzazione nell’Isola di S.Antioco di un’Area Protetta che potrà trovare
compiuta attuazione con l’adesione delle altre Amministrazioni competenti. Nel
frattempo è del tutto condivisibile l’atteggiamento dell’Amministrazione
comunale di S.Antioco che, per quanto di sua competenza, ha attivato il lungo
iter istitutivo dell’Area, informando e coinvolgendo altre Amministrazioni,
Sindacati, Associazioni imprenditoriali e Associazioni ambientaliste.
Questo
è stato, ed è ancora oggi, il nostro punto di vista.
Il
progetto, se adeguatamente sostenuto, permetterà di realizzare una “gestione
integrata delle zona costiera” armonizzando le diverse esigenze di uso dell’area: lo strumento dell’ Area
Marina Protetta può favorire, infatti,
gli operatori locali concedendo diritti esclusivi alla piccola pesca
artigianale, coinvolgendoli così in prima persona alla tutela delle risorse.
Notizie
di stampa (La Nuova, 9/11/2003) riportano dichiarazioni critiche di due
consiglieri dell’opposizione che, pare, abbiano cambiato idea rispetto alle
loro posizioni iniziali.
Le
loro motivazioni, considerati i documenti a nostra conoscenza, paiono poco comprensibili in particolare a chi, come Italia Nostra,
nelle aree di tutela ci crede davvero (e non da oggi) ed ha fatto della
promozione di tali aree uno dei punti fondamentali del suo programma d’azione a
livello nazionale e locale.
Di
fronte ad un territorio ancora oggi minacciato da colate di cemento, deturpato
da cave mai recuperate, sfigurato nelle aree rurali da “case agricole” che
nascono come funghi (si pensi alla piana di Canai), interessato da “opere
pubbliche” come il Tiro a segno a Is
Pruinis che fa rabbrividire per il forte impatto ambientale, l’istituzione
dell’Area marina protetta si qualifica come uno dei pochi interventi veramente
significativi.
Italia
Nostra auspica che l’Amministrazione comunale perseveri con convinzione nella
realizzazione dell’Area e garantisce il proprio fattivo contributo per il buon
fine dell’iniziativa.
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