sabato 5 gennaio 2013

Tra le Mura e la Torre un parcheggio a forte impatto ambientale

Le Mura
Il parcheggio di tre piani che si intende realizzare in pieno Centro Storico a Cagliari, in via Cammino Nuovo, sarà un’opera fortemente invasiva e inquinante in un area fragile, in prossimità delle Mura del Bastione di Santa Croce e della Torre dell'Elefante, uno dei luoghi più importanti di Cagliari dal punto di vista della riconoscibilità.
I giorni scorsi Italia Nostra ha inoltrato al Comune di Cagliari e agli uffici regionali del Ministero dei Beni Culturali alcune osservazioni sul progetto, in particolare l’Associazione ha evidenziato:
1.     Il progetto insiste in un’area di notevole interesse pubblico, tutelata ai sensi degli artt. 136 e 143 del D.Lgs 42/04 e dal Piano Paesaggistico Regionale. L’opera risulta in contrasto con le misure di protezione in vigore e non può essere realizzata in assenza di adeguamento del PUC allo stesso Piano Paesaggistico (sull’argomento si è già espresso lo stesso TAR Sardegna);
2.     La Soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari ritiene esista la fondata possibilità di ritrovamenti rilevanti, addirittura una necropoli di epoca romana in via del Cammino Nuovo e stratificazioni delle mura nelle epoche successive. I reperti potrebbero motivare scelte diverse e causare il blocco del cantiere per tempi imprevedibili, oltre alle innumerevoli conseguenze, sia da un punto di vista paesaggistico che sotto il profilo dei contenziosi;
3.     Come tutti i parcheggi in struttura, ormai banditi dalle politiche europee in materia di mobilità, sarà un grande attrattore di traffico e quindi fonte di inquinamento atmosferico e acustico;
4.     L’Associazione chiede di archiviare l’attuale progetto di parcheggio interrato e ritiene utile elaborare proposte alternative che prevedano le aree di sosta esterne al Centro Storico;
5.        Italia Nostra avanza inoltre la proposta di realizzare nell’area di via Cammino Nuovo un più salubre ed economico progetto paesaggistico di “vero” verde, con arbusti e alberi, per migliorare l’attuale condizione dei luoghi e puntare su un progetto di mobilità diversa, che utilizzi mezzi pubblici moderni, efficienti e frequenti, collegati a “veri” parcheggi di scambio in grado di drenare il traffico laddove ha origine.
 
Cagliari 05 gennaio 2013

Sull'argomento

Sardegna Democratica: Sul parcheggio del Cammino Nuovo: precisazioni
Sardegna Democratica: Sul parcheggio di via Cammino Nuovo
Sardegna Democratica: Cagliari dalle bianche mura
Valorest: Che si fa della via Cammino Nuovo? Italia Nostra propone una vera area verde
Sardegna Oggi: Italia Nostra: “No al multipiano in via Cammino Nuovo”
CagliariPad: Parco-Parcheggio, proposta di Italia Nostra: "Vero verde e non pavimentazione in calce struzzo"
La Nuova Sardegna: «Quel parcheggio non si può realizzare»
La Nuova Sardegna: Dubbi sui tempi del parco parcheggio
Vito Biolchini blog: Benvenuti a Cagliari, città di parchi e parcheggi. Perché il cemento sotto le mura piace anche al centrosinistra!
Urban Center:  Il progetto per il parco di via Cammino Nuovo



Cagliari Social Forum
Via Lanusei 15/a
Cagliari

Oggetto: Martedì 22 gennaio ore 17: sit in presso il comune di Cagliari

 
 
Il Cagliari Social Forum, assieme ad altre Associazioni, terrà un sit in davanti al Comune di Cagliari, in via Roma, il giorno martedì 22 Gennaio a partire dalle ore 17.00.

Questa manifestazione è indetta per porre alcune domande all’amministrazione comunale, domande che avremmo già posto da tempo se l’amministrazione avesse deciso, come da noi più volte richiesto, di incontrarci.
Incombe sulla nostra città una delibera votata dal Consiglio comunale per la costruzione di un parcheggio in via Cammino Nuovo. E' un progetto ereditato dalla passata amministrazione: quella volta, però, fortemente contrastato dall’attuale maggioranza, allora minoranza.
Non ci convincono le piccole varianti che sono state apportate. Le consideriamo piccole imbellettature di un progetto devastante sotto l’aspetto paesaggistico, storico-architettonico ed archeologico di uno dei punti più belli della città.
Rimaniamo ancora del parere che i parcheggi sono dei forti attrattori di traffico automobilistico privato.
Siamo convinti che i punti critici rilevati allora dall’attuale maggioranza permangano e vorremmo, dunque, capire quali sono stati i motivi di questo capovolgimento.
Vogliamo capire  perchè questa amministrazione continua a disattendere il programma con il quale si è presentata alle elezioni ed in virtù del quale ha ottenuto i voti di molti cittadini cagliaritani.
Vogliamo capire se l’amministrazione vuole mettere in pratica la tanto sbandierata democrazia partecipata o vuol ridurla, come sta facendo, a sporadiche assemblee condominiali.

PER DIRE NO A QUESTO PROGETTO E PER AVERE RISPOSTE DALL’ AMMINISTRAZIONE PARTECIPIAMO AL SIT IN.
Cagliari social forum  18.01.13

 
Volantino del Cagliari Social Forum
Lettera aperta del fisioterapista agli amministratori comunali della città di Cagliari



La posizione della colonna vertebrale è uno dei principali motivi di sofferenza della vita di oggi. Tendiamo naturalmente ad afflosciarci e questo influisce negativamente sulla qualità complessiva della nostra vita. In campagna elettorale avete sostenuto fermamente che avreste tutelato gli aspetti ambientali, culturali  e urbanistici della città di Cagliari in controtendenza alla precedente amministrazione.
Ci si sarebbe aspettato che i benefici immediati ottenuti in quell'occasione servissero poi a confermare le promesse fatte agli elettori. Invece no.
Piegare la schiena sotto la pressione dei costruttori di parcheggi, garages, rimesse e multipiani accettando senza un adeguato spirito critico le indicazioni di tecnici che nessuno ha mai eletto e che quindi non devono rispondere delle loro scelte ai cittadini elettori non è una buona cosa per la salute della vostra colonna vertebrale. Le cartilagini tra vertebra e vertebra si schiacciano irrimediabilmente e vi accorgerete dei danni solo alla prossima tornata elettorale.
State per combinarne un'altra che avete intitolato: “Sistema coordinato di parcheggi di scambio nel Centro Storico – Parco Cammino Nuovo”
I cittadini sanno cosa è successo alla spiaggia del Poetto. Vedremo se si lasceranno imbrogliare di nuovo.

Fingere di non sapere, minimizzare o negare  i rischi di crolli e danni irrimediabili in un tessuto così fragile come la zona storica di Cagliari, stratificata in centinaia di anni e perciò con un sottosuolo di incerta tenuta statica, fingere di non capire che verrà comunque stravolto il paesaggio in modo insanabile in barba alle leggi che lo tutelano è un segnale preoccupante dell'incapacità di tenuta di schiene poco propense a restare diritte.



 



 

lunedì 31 dicembre 2012

Come faccio a non urlare

Video su Creta, ma potrebbe essere la Sardegna

clicca qui


Solare termodinamico nell'isola di Creta
Questo video descrive quanto succede a Creta, ma potrebbe essere anche la Sardegna, La Sicilia e tante altre isole del Mediterraneo. Racconta l’occupazione di terreno vitale per il settore primario (agricoltura- allevamenti) e le conseguenze per gli uomini, gli ucceli rari e l’ambiente naturale, racconta di distruzioni ambientali e di speculatori che fanno razzia di incentivi di terre fertili e di paesaggio.
 

    

Una cooproduzione della Rete di associazioni contro le energie rinnovabili industriali a Creta
e della Televisione fatta dai Cittadini sulla invasione della energia "verde" a Creta.
Un video fatto per smascherare una regolamentazione finalizzata all”installazione senza regole di Energie Rinnovabili in Aree protette con l’unico scopo di far guadagnare le multinazionali con la vendita della corrente ai Cretesi. Tutto in nome di un "sviluppo" senza termini e regole.
 

Sull'argomento


Nexus Co.: Creta: Distruzione ambientale in ascesa con l’installazione di migliaia di pale eoliche giganti in tutta l’isola
Pancretan Network: Contro la pianificazione su scala industriale di fonti rinnovabili di energia
La Decrescita: Energie rinnovabili e inquinamento dei paesaggi

venerdì 28 dicembre 2012

Lettera aperta al sindaco di Villasor

serre fotovoltaiche a "Su Scioffu" - Villasor
Egregio Signor Sindaco

Ho seguito con vivo interesse e molto stupore il suo intervento all’assemblea popolare organizzata lo scorso 14 dicembre a Decimoputzu dal comitato Terrasana sul tema della centrale a biogas e delle energie rinnovabili.
Non capita spesso di ascoltare un politico o un rappresentante istituzionale affermare di sentirsi “truffato” dalle false promesse e riconoscere le proprie colpe e la propria ingenuità rispetto alle decisioni assunte in nome e per conto della comunità che rappresenta.  Abbiamo così appreso che anche Lei, signor sindaco, come troppi amministratori sardi, si è fatto abbagliare dalle promesse dei soliti “facilitatori” che si son presentati in giacca e cravatta nel suo ufficio a portare il cosiddetto “sviluppo”  e contribuire con le energie rinnovabili al raggiungimento degli “obbiettivi posti dal protocollo di Kyoto”.
Nel caso dell’impianto di “Su Scioffu” a Villasor si è trattato di una scelta scellerata che ha consegnato alla speculazione del fotovoltaico decine di ettari di terra fertile, sottratta alla produzione agricola in cambio delle solite promesse di posti di lavoro, di royalties, di scuole e altre opere pubbliche, di centri di ricerca e di somme devolute sotto la voce di “ristoro ambientale” per compensare gli effetti negativi derivanti alla comunità dalla presenza dell’impianto. Abbiamo potuto assistere in questi giorni, in occasione dell’anniversario dell’entrata in funzione dell’impianto, a una campagna di stampa propagandistica che ci racconta quanto è bello produrre in queste favolose serre e quanto lavoro (hanno parlato di un centinaio di maestranze) e benessere abbiano portato alla comunità. Ma Lei ci ha invece raccontato un’altra storia, fatta di promesse mancate, di un comune indebitato e a rischio default, di informazione assolutamente non veritiera sull’effettiva occupazione garantita dall’impianto di “Su Scioffu”.

Io Le credo, signor sindaco, perché la sua comunità, al pari di troppe altre in Sardegna e nel resto d’Italia, è stata privata di un’importante area agricola per ospitare veri e propri impianti industriali autorizzati come “miglioramento fondiario”. Importanti risorse della Sardegna e dei sardi razziate da speculatori che si stanno arricchendo grazie proprio alla “dabbenaggine” di amministratori locali e regionali. Non ho colto però la ratio delle sue conclusioni, il fatto cioè di ipotizzare l’alienazione, o la cessione ventennale, di parte del territorio di proprietà comunale (237Ha di terreno agricolo) a una società che propone di realizzare a “Flumini Mannu” una centrale elettrica in zona agricola (impianto solare termodinamico a concentrazione da 50 MW di potenza installata). Col ricavato della cessione di queste aree Lei spera di  far fronte al probabile dissesto finanziario del suo comune. Mi sembra che anche questa ipotesi La porti a ripetere  l’errore precedente, visto che anche il nuovo impianto porterà ricchezza soltanto a chi lo realizza, impoverendo ancora di più la sua comunità, privandola delle proprie terre e quindi dell’opportunità di metterle a valore con attività agricole che abbiano una vera ricaduta economica sui cittadini di Villasor.
Penso invece che esprimere parere contrario al nuovo impianto industriale sui terreni agricoli di Flumini Mannu rappresenti per Lei  la grande occasione per riscattarsi dall’aver voluto le serre di Su Scioffu. Le suggerisco di seguire questa strada così come sarebbe opportuno che lei segnalasse al GSE le anomalie riscontrate nella produzione agricola di queste serre affinché, se ne esistono le condizioni, la società venga privata dagli incentivi fotovoltaici pagati con le nostre bollette elettriche.
Mi piacerebbe anche che Lei portasse la testimonianza dell’imbroglio di cui ci ha parlato agli altri sindaci vittime come Lei, ma che ancora non se ne sono resi conto.
Cagliari 27 dicembre 2012
Graziano Bullegas 
 

 


domenica 23 dicembre 2012

Auguri di Buone Feste


I migliori auguri di Buone Feste,
perché il prossimo anno ci aiuti a superare le attuali difficoltà economiche, sociali e ambientali. Perché si avvii una completa revisione delle politiche distruttive improntate al consumismo, allo spreco di risorse  e alla distruzione del patrimonio ambientale e culturale, generatrici di ingiustizia sociale e troppo spesso di catastrofi naturali. 

“Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.”
Robert Kennedy 1968

mercoledì 12 dicembre 2012

Ancora cemento sulle coste della Sardegna

Ancora cemento sulle coste della Sardegna. Mezzo milione di metri cubi non solo per ampliare alcuni alberghi di Costa Smeralda e Porto Cervo, ma addirittura per costruirne di nuovi, distruggendo persino l’area di Razza di Juncu miracolosamente scampata alle precedenti aggressioni della speculazione immobiliare. L’aggressione decisiva alle coste sarde arriva dopo l’ultimo viaggio del presidente Cappellacci nel Qatar, organizzato dall’emiro già proprietario della Costa Smeralda per acquistare importanti pezzi di costa sarda da cementificare.

Pan di Zucchero - Nebida
Le Associazioni Italia Nostra, WWF, LIPU e FAI della Sardegna hanno inviato una nota al Presidente della Giunta Regionale Sarda e al Ministero dei BB.CC. che manifesta totale disaccordo sull’ennesima operazione speculativa volta a vanificare il PPR e i valori da esso tutelati. E ricorda come Regione e enti locali siano chiamati al rispetto dell’articolo 9 della Costituzione.

Cinquant’anni di politiche economiche e territoriali disastrose, improntate sul consumo del territorio e sulla distruzione dell’economia sarda, non sono servite da lezione, nonostante si sia raggiunto in Sardegna il triste primato europeo del 14,6 % di disoccupati e del 45% di disoccupazione giovanile. Si è deciso di proseguire nell’assurda scelta di consumare le vere ricchezze della Sardegna, il suo territorio e la sua storia, per favorire la solita speculazione immobiliare.

Residenze "turistiche" a Nebida
Questa volta ci viene assicurato che non sarà più come prima, si parla di parchi, di turismo sostenibile, di valorizzazione dell’agroalimentare e di conservazione dei valori identitari: "Il nuovo sistema turistico inizia dai parchi, da quelli che diventeranno i Costa Smeralda Parks e che saranno una sintesi emozionale tra paesaggio, cultura e identità: un luogo in cui sviluppare relazioni armoniche tra l’ecosistema, le aree di insediamento umano, la rete biologica e gli spazi ricreativi" garantisce il presidente Cappellacci. Ci chiediamo perché per fare un parco sia necessario invadere il territorio con altri 450mila mc di cemento. Perché l’attuale proprietario della Costa Smeralda non incomincia da subito a tutelare i valori identitari e a rilanciare l’agroalimentare partendo dall’enorme patrimonio già in suo possesso? 
 
L’offerta fatta all’emiro è solo l’ultima delle distruzioni perpetrate da questa Amministrazione al territorio della Sardegna. Conclude l’aggressione al Piano paesaggistico regionale, già fortemente indebolito dalle precedenti norme sull’edilizia approvate in questi anni dal Consiglio regionale. Il “Piano casa” con le numerose proroghe, la legge sul golf con annessi hotel, club-house, villette e residenze per più di tre milioni di metri cubi, sino all’ultima norma sulle zone umide che di fatto cancella in un solo colpo la tutela prevista dal PPR e il pronunciamento del Consiglio di Stato, e per questo impugnata proprio in questi giorni dal Governo Italiano davanti alla Corte Costituzionale.

articoli su questo comunicato:
AGI: Ambientalisti, totale disaccordo sul piano Qatar
ANSA: Ambientalisti, no ad altro cemento in Costa Smeralda
La Nuova Sardegna: Ambientalisti contro il piano Qatar in Costa Smeralda
Sardegna oggi: Aggressione alle coste e al PPR
TTG Italia: Qatar Holdin in Costa Smeralda, gli ambientalisti insorgono
Cagliaripad: Gli ambientalisti all'attacco: "no al cemento degli sceicchi in Costa Smeralda"
Sardiniapost: Gli amientalisti: "No ad altro cemento"


sulla Costa Smeralda e sull'emiro del Qatar segnaliamo:
L'UNIONE SARDA - Economia: «Razza di Juncu non si tocca»
GRIG: Che cosa ci può essere dietro gli investimenti della Qatar Holding in Sardegna.
di Sandro Roggio da Sardegna Democratica
dal bolg di Antonio Mazzeo 

mercoledì 28 novembre 2012

Cinghiali nell’isola di Sant’Antioco: emergenza ambientale ed economica

Sant’Antioco 28 novembre2012

Nei giorni scorsi l’Associazione ha ricevuto per conoscenza una petizione inviata agli Assessorati reg.li all’Agricoltura e all’Ambiente con la quale 1126 cittadini di Sant’Antioco e Calasetta chiedono alle competenti autorità un intervento immediato e risolutivo contro l’emergenza ambientale ed economica causata dalla presenza dei cinghiali nell’isola di Sant’Antioco.
Campagna e isola del Toro
Si tratta dell’ennesima richiesta che fa seguito a numerosi esposti e denunce presentate dai cittadini dell’isola, sintomo del crescente conflitto sociale presente nella comunità derivante dall’inasprimento del conflitto agricoltori-cacciatori.
La presenza di cinghiali a Sant’Antioco (specie non autoctona) – provenienti da immissioni illegali finalizzate al ripopolamento “prontocaccia” -   pone una serie di preoccupanti problemi ambientali derivanti dai danneggiamenti arrecati alle colture agricole dagli ungulati e dal rischio per la sopravvivenza di alcune specie della macchia mediterranea. La presenza dei cinghiali in un habitat non idoneo limita fortemente la riproduzione di diverse specie faunistiche autoctone, scatenando una vera e propria rivoluzione della sopravvivenza tra le specie, a discapito di quelle più deboli e quindi a rischio di estinzione.
La presenza di queste specie aliene rappresenta un serio rischio per la conservazione della biodiversità per cui è fondamentale impedire l’insediamento dei nuclei di cinghiali in un habitat che non è in grado di ospitarli, avviando una campagna di eradicazione dei cinghiali presenti nell’isola.
Per fermare la logica perversa dei lanci finalizzati alle battute di caccia, è opportuno vietare la caccia al cinghiale in tutta l’isola di Sant’Antioco (vanificando in tal modo l’immissione illegale che si ripete annualmente), e avviare nel contempo il prelievo controllato dei cinghiali con metodologie meno cruente, che consentano di tenere in vita gli animali e di utilizzarli per popolare habitat idonei a quella specie.
Con un articolato documento Italia Nostra ha presentato queste proposte agli Assessori Regionali e Provinciali alla Difesa dell’Ambiente e ha chiesto l’intervento della Procura della Repubblica di Cagliari per fermare e reprimere i lanci illegali di selvaggina e verificare se il danneggiamento ambientale causato dai cinghiali lanciati in un habitat non idoneo possa ravvisarsi quale reato ambientale.
 

Sull'argomento:

Tentazioni della Penna: Cinghiali, petizione per eliminarli
 

Unione Sarda

Edizione di sabato 01 dicembre 2012 - Sulcis Iglesiente
S. ANTIOCO. Danni all'ambiente
Cinghiali da trasferire. Da Italia Nostra esposto alla Procura
I cinghiali “di importazione” che popolano le campagne di Sant'Antioco sono diventati un pericolo per la conservazione della biodiversità isolana nonché un attentato all'economia isolana. A denunciare ancora una volta l'insostenibile situazione è la sezione cittadina di Italia Nostra. Nei giorni scorsi il presidente Graziano Bullegas, ha inviato un esposto agli assessori regionali e provinciali alla Difesa dell'ambiente chiedendo che sollecitino l'intervento della Procura della Repubblica di Cagliari per verificare se possa ravvisarsi un qualche reato nei danni all'ambiente causati dai cinghiali introdotti in un habitat non idoneo.
GLI ESPOSTI Si tratta dell'ennesima richiesta che fa seguito a numerosi esposti e denunce presentate dai cittadini di Sant'Antioco e dai numerosi agricoltori che si contrappongono ai cacciatori. I primi, infatti, lamentano i gravi danni provocati alle coltivazioni dai cinghiali maremmani introdotti anni fa che hanno finito per colonizzare le campagne dell'isola. “È necessario impedire l'insediamento dei nuclei di cinghiali in un habitat che non è in grado di ospitarli -scrive Graziano Bullegas - con l'avvio di una campagna di eradicazione dei cinghiali presenti nell'isola». Italia Nostra auspica che sia opportuno vietare la caccia al cinghiale in tutta l'isola di Sant'Antioco ed avviare, nel contempo, un prelievo controllato dei cinghiali, con metodologie meno cruente, che consentano di tenere in vita gli animali e di utilizzarli per popolare habitat idonei a quella specie.
I PROBLEMI La presenza a Sant'Antioco di cinghiali di una specie non autoctona, pone una serie di preoccupanti problemi ambientali derivanti dai danneggiamenti arrecati alle colture agricole dagli ungulati e dal rischio per la sopravvivenza di alcune specie della macchia mediterranea. L'habitat in cui si muove la selvaggina, infatti, non è idoneo per la specie introdotta la cui presenza sta limitando fortemente la riproduzione di diverse specie faunistiche autoctone, scatenando una vera e propria lotta per la sopravvivenza a discapito di quelle più deboli che quindi, sono ormai diventate a rischio di estinzione. Da qui l'appello di Italia Nostra.
Tito Siddi
 Edizione di venerdì 30 novembre 2012 - Sulcis Iglesiente
CALASETTA. L'ordinanza
Divieto di caccia il Tar dà ragione al Comune
Nello scontro tra il sindaco di Calasetta Antonio Vigo e i cacciatori dell'Associazione venatoria caccia pesca ambiente la spunta (per ora) il primo cittadino: così ha deciso il Tar che ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata dai cacciatori contro l'ordinanza del sindaco che vieta la caccia nelle campagne del paese.
L'ORDINANZA Nell'agosto scorso Antonio Vigo aveva emanato un'ordinanza che vietava, per garantire la sicurezza dei cittadini, l'attività venatoria in aree del territorio comunale che, malgrado l'utilizzo a scopo agricolo, risultano densamente abitate. Ma i cacciatori non avevano mandato giù la decisione e avevano impugnato l'ordinanza presentando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale accampando l'“inesistenza di situazioni di pericolo e di danno” e ancora “difetto di istruttoria ed eccesso di potere”.
I GIUDICI La risposta del Tar non ha tardato ad arrivare: il 28 novembre, la richiesta di sospensiva cautelare dell'ordinanza avanzata dai cacciatori è stata respinta in quanto, hanno motivato i giudici “nel bilanciamento degli interessi in gioco, la tutela della pubblica incolumità prevale sul diritto ad esercitare l'attività venatoria”. Il Tar si pronuncerà nel merito. Soddisfatto il sindaco Vigo: «La sicurezza dei cittadini è stata messa al primo posto: direi che è un risultato più che soddisfacente».
Serena Cirina
 

Sant’Antioco 02 settembre 2003

L’Associazione Italia Nostra fa proprie le preoccupazioni dei sindaci di Sant’Antioco e di Calasetta in merito alla pericolosità dell’esercizio dell’attività venatoria nell’isola, e in particolare nelle aree fortemente antropizzate. L’esercizio della caccia nell’isola e l’eccessiva presenza di cacciatori sono stati, da tempo, motivo di protesta da parte dell’Associazione.
Esiste un forte condizionamento alla libera fruizione del territorio per i cittadini a causa dell’attività venatoria. Durante la stagione di caccia sono bandite le passeggiate domenicali in campagna e lo testimoniano le numerose segnalazioni a noi pervenute.
Per questo motivo Italia Nostra ritiene legittime le ordinanze dei due sindaci emesse a salvaguardia e a tutela  della pubblica incolumità, e auspica che anche altri amministratori della Sardegna seguano il coraggioso esempio dei sindaci dell’isola. È importante sottolineare che questi provvedimenti amministrativi sono stati emessi anche su sollecitazione di buona parte dei cacciatori dell’isola e che sono condivisi dall’autogestita di caccia “Isola di Sant’Antioco”.
L’Associazione auspica che i provvedimenti sindacali smuovano l’apatia dell’Assessorato Regionale all’Ambiente che, anziché minacciare inutili e dispendiosi ricorsi, predisponga al più presto un nuovo piano faunistico che tenga conto della specificità e della sensibilità dell’ecosistema delle isole minori, che ridefinisca le superfici interessate all’attività di caccia e conseguentemente il carico venatorio sopportabile, e che normalizzi l’attività di ripopolamento faunistico impedendo il lancio indiscriminato di selvaggina non autoctona e promuovendo la salvaguardia delle specie locali.