domenica 26 aprile 2026

Aree di accelerazione per le rinnovabili: servono maggiori garanzie ambientali e paesaggistiche

La Regione Sardegna ha avviato la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano per l’individuazione delle zone di accelerazione terrestri, in attuazione del D.Lgs. n. 190/2024 che recepisce la Direttiva RED III. Il Piano è uno strumento rilevante per promuovere lo sviluppo degli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER), prevedendo procedure autorizzative semplificate nelle aree ritenute idonee. 


Le aree di accelerazione sono individuate principalmente in contesti già compromessi, come aree industriali, brownfield, parcheggi e coperture di edifici, escludendo i territori sottoposti a tutela ambientale, tra cui parchi, IBA e siti della rete Natura 2000.

Nell’ambito della VAS, Italia Nostra Sardegna ha espresso apprezzamento per l’impostazione generale del Piano, condividendo in particolare la scelta di limitare le procedure semplificate ai soli impianti fotovoltaici e di escludere le aree protette, in coerenza con la normativa nazionale ed europea.

Saline di Sant'Antioco


Allo stesso tempo, l’associazione ha presentato alcune osservazioni migliorative, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela ambientale e paesaggistica.

Tra le principali proposte:

  • l’introduzione di una fascia di rispetto (buffer) non inferiore a 500 metri dalle aree naturali protette e dai siti con presenza di beni culturali, quale misura minima di salvaguardia preventiva;

  • la previsione esplicita che, nei siti inquinati inclusi tra le aree di accelerazione, le autorizzazioni siano subordinate alla preventiva realizzazione degli interventi di bonifica e decontaminazione.

Italia Nostra Sardegna ha inoltre formulato osservazioni puntuali sul sito ex Sardamag nel Comune di Sant’Antioco, chiedendone lo stralcio dalle aree di accelerazione in considerazione della sua prossimità al centro abitato, al porto e a una Zona Speciale di Conservazione.

Panelli fotovoltaici su un cappannore industriale


Le aree di accelerazione possono rappresentare uno strumento efficace per la transizione energetica solo se individuate in modo rigoroso e coerente con i valori ambientali e paesaggistici dei territori. In questa prospettiva, le osservazioni presentate mirano a migliorare il Piano regionale, garantendo uno sviluppo delle energie rinnovabili realmente sostenibile.

Il Piano è pubblicato nella pagina di Sardegna Ambiente:

https://portal.sardegnasira.it/-/piano-regionale-di-individuazione-delle-zone-di-accelerazione-terrestri-avviato-il-processo-di-vas

Slides sulla proposta della Regione Sardegna 

Clicca QUI per prendere visione e/o scaricare le Osservazioni di Italia Nostra Sardegna alla VAS

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La Provincia del Sulcis Iglesiente - Italia Nostra Sardegna: "Aree di accelerazione per le rinnovabili: servono maggiori garanzie ambientali e paesaggistiche"

La Nuova Sardegna del 27 aprile 2026



martedì 17 febbraio 2026

E sanatoria sia: la commissaria ad acta rilascia l’autorizzazione ambientale ex post alla fabbrica di esplosivi e bombe RWM


La Commissaria ad acta nominata dal TAR Sardegna per pronunciarsi sul provvedimento richiesto dalla RWM, relativo alla VIA postuma dell’ampliamento dello stabilimento di Domusnovas–Iglesias–Musei, ha rilasciato l’autorizzazione ambientale. 

L’intervento del TAR si è reso necessario a causa del silenzio-inadempimento della Regione Sardegna, che non si è pronunciata in attesa di un’istruttoria tecnica integrativa, sollecitata dalle numerose segnalazioni relative ad anomalie e incompatibilità tecniche della procedura, presentate da Italia Nostra Sardegna e da altri portatori di interesse.

Non abbiamo ancora potuto esaminare il provvedimento in quanto non ancora pubblicato, ma questa autorizzazione ambientale appare a tutti gli effetti come una decisione politica, più volte sollecitata dal Governo italiano, che – nel rilancio dell’industria degli armamenti e nel renderla funzionale alle politiche di riarmo europeo – sembra voler sostituire il tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente, una delle aree più povere d’Europa, con l’industria bellica. Non è un caso che la notizia sia stata diffusa dal MIMIT ancor prima della pubblicazione ufficiale del documento sui siti istituzionali competenti.

Un provvedimento politico agevolato dal comportamento della Regione Sardegna che, pur disponendo del tempo necessario e di adeguate informazioni tecniche per esprimere un parere negativo, ha scelto di non decidere. Anche di fronte alla forzatura imposta dal TAR, la Regione avrebbe potuto adottare un provvedimento di diniego, motivandolo con numerosi elementi tecnici o, quantomeno, facendo ricorso al principio di precauzione, considerato che la stessa Regione aveva dichiarato l’istruttoria ancora in corso.

Eppure, i vizi già accertati dal Consiglio di Stato in ben due sentenze permangono integralmente, così come permangono i danni ambientali e paesaggistici causati dall’“anomalo” ampliamento dello stabilimento, avvenuto in assenza di pianificazione urbanistica, in prossimità di aree protette, in violazione del Piano di Assetto Idrogeologico e della normativa urbanistica, paesaggistica e ambientale regionale, nazionale ed europea.

Esamineremo con attenzione il provvedimento adottato e non escludiamo ulteriori impugnazioni davanti al tribunale amministrativo. Come Italia Nostra Sardegna, restiamo fermamente convinti della fondatezza delle nostre tesi, ulteriormente rafforzate dalle precedenti sentenze del Consiglio di Stato che le hanno pienamente accolte.



sull'argomento


Il Fatto Quotidiano del 20 febbraio 2026


sabato 31 gennaio 2026

L’appello alla politica di Italia Nostra Sicilia, Sardegna e Calabria dopo Harris

L'evento calamitoso che ha colpito la Sicilia orientale, la Calabria e la Sardegna tra il 19 e il 21 gennaio scorsi non è stato solo un'emergenza meteorologica, ma un severo esame di realtà per il nostro Paese”. Questo l’incipit della “Lettera aperta”, che i Presidenti regionali di Italia Nostra Sicilia, Sardegna e Calabria hanno inviato il 30 gennaio al Governo ed ai Presidenti delle tre Regioni. La missiva era stata preceduta da un Appello e da una nota di analogo tenore, inviati il 25 gennaio da Italia Nostra Sicilia ed il 28 gennaio da Edoardo Croci, presidente nazionale di Italia Nostra.  



Superfluo anche un accenno agli effetti disastrosi del ciclone Harris, dopo le funeste immagini televisive, che documentano le ferite inferte ai territori e lo strazio di popolazioni che in un batter d’ali hanno visto annichilirsi ricordi e sacrifici.

Il J’ACCUSE è tanto ovvio quanto in-audito! I tre scritti puntano il dito contro gli abusi sul suolo (pur segnalati da ISPRA), il reiterarsi di condoni e sanatorie, l’incapacità manifesta di una Governance territoriale, una miscela deflagrante innescata da interessi speculativi, clientelismi politici, colpevole ignoranza. Gli evocati cambiamenti climatici finiscono così per assumere i contorni di un’esigua foglia di fico, dietro la quale celare quelle responsabilità, che una immutevole classe politica tenta di stornare volando o presenziando.

Se il nesso di causalità tra calamità naturali e follia antropica è irrefutabile, sperare nella palingenesi della transizione verde, nel cui nome pur si massacrano territori e comunità, è pura antinomia. Il principio dell’inerzia sistemica indotta dagli impatti antropici sull’ambiente rende cieca ogni speranza! E’ beffa di questi giorni il destino avverso toccato in sorte a quelle Regioni chiamate a dare il contributo più alto nella transizione energetica. 

Né un così cupo scenario distoglie dal traccheggiare sull’uso dei fondi per il Ponte sullo Stretto, opera di lapalissiana insostenibilità ambientale, sociale ed economica. La gattopardesca previsione di un vano futuro conferma ancora una volta l’immutabile drammaticità di un tragico presente! 

Da qui la disperata iniziativa dei tre appelli, pur nella disperante convinzione di una caducità auditiva quali “voces in deserto clamantes!”

I documenti inoltrati da visionare e/o scaricare:

Appello di Italia Nostra Sicilia

Lettera del presidente nazionale di Italia Nostra

Lettera aperta di Italia Nostra Calabria, Sardegna e Sicilia 

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