sabato 26 settembre 2026

PPR Sardegna, vent'anni di resistenza. Lunga vita al Piano.

Il Piano Paesaggistico Regionale compie vent'anni. Vent'anni in cui ha resistito a tentativi di svuotamento e aggiramento. Vent'anni in cui ha salvato la Sardegna dalla cementificazione. 

Italia Nostra Sardegna continua a difendere il Piano, ripetendo come un mantra che le tutele non si devono depotenziare, ma rafforzare ed estendere.

Capo Pecora - Arbus

Fin dal suo nascere il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna fu censurato dalla parte politica che lo avversava come un “paradosso pianificatorio”! Pochi giorni dopo la sua approvazione nel 2006 era già sotto assedio: ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato, al Presidente della Repubblica. Come ricordò Renato Soru in Consiglio regionale nel 2011: «Il PPR è stato presentato come “un mostro giuridico”, invece ha resistito a centinaia di ricorsi. Non c'è probabilmente una norma in tutta Italia che abbia resistito a una tale quantità di ricorsi».

A stretto giro era seguita la legittimazione popolare con la bocciatura da parte dei Sardi di quel referendum abrogativo proposto e sostenuto da gruppi e partiti organici agli interessi della speculazione immobiliare, con l’intento di dar luogo a quell’indissolubile asse cementizio che avrebbe dovuto aprire la strada al sacco delle coste sarde. Un sigillo democratico e plebiscitario, quello della volontà popolare dei Sardi, che nessuna Giunta, di qualsiasi colore politico essa sia, potrà nel futuro mai pensare nemmeno di scalfire. In questi venti anni infatti, tutte le Giunte regionali che si sono succedute hanno provato a mettere mano a quel Piano. Sempre con il pretesto dichiarato di "migliorarlo", sempre con l’intento sotteso di indebolirlo, sempre fallendo. 

E’ il caso forse di rievocarli questi illustri esecutivi:

  • La Giunta Cappellacci con il "Piano Paesaggistico dei Sardi", un goffo tentativo semantico, presentato come “aggiornamento”, approvato in fretta e furia dalla Giunta senza neppure completare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Fallì miseramente.
  • La Giunta Pigliaru con la maldestra e non riuscita introduzione di modifiche strutturali, che avrebbero snaturato l'impianto del Piano.
  • La Giunta Solinas, con il ricorso al subdolo strumento della deroga, per consentire l’edificazione di strutture sul bagnasciuga, purché di lusso. Un attacco diretto alle coste sarde, mascherato da sviluppo turistico. Altro flop clamoroso.

Costa sud occidentale - Iglesias

Amministrazioni regionali, che perseguivano uno scopo comune bipartisan: recidere le maglie ferree della tutela! Anche se tutti i tentativi sono miseramente naufragati, la lezione che ne deve trarre la “costante resistenziale sarda” non può essere più chiara: il prezzo della tutela è la vigilanza eterna, perché la speculazione è sempre in agguato ed ogni cedimento partorisce mostri di cemento!
Secondo una vulgata, addotta anche dai Sindaci nel corso dei recenti incontri, la maggior parte dei Comuni sardi non avrebbe adeguato i propri strumenti urbanistici per la farraginosità delle norme tecniche di attuazione del PPR. Niente di più falso. La verità è che l’assenza della conformità dei PUC al PPR ha consentito alle amministrazioni locali di godere di un’ampia franchigia nell’applicazione dei numerosi e devastanti Piani casa che si sono succeduti in questi anni. In altri casi i PUC, pur se adottati dai Consigli Comunali, giacciono presso la Direzione Generale della Pianificazione Urbanistica della Regione perché privi di coerenza con le norme sovraordinate.



Lottizzazione turistica a Calasetta - Isola di Sant'Antioco

L’eloquenza dei dati è inequivocabile: densità edilizie scandalosamente superiori alle norme vigenti e previsioni di insediamenti lungo la fascia costiera talvolta doppie rispetto a quella previste dal PPR. Senza tema di essere smentiti si può dunque affermare che il Piano Paesaggistico non solo non rappresenta un freno ad uno sviluppo edilizio in linea con la normativa vigente, ma che costituisce l’unico argine al dilagare della speculazione.

Bastano pochi ma significativi esempi a dimostrarlo.

  • Tuvixeddu: il colle e la più importante necropoli punica del mondo antico sono oggi salvi grazie al vincolo imposto dal PPR.
  • Tuerredda: il regista Milani e la sua narrazione della resilienza del pastore Ovidio Marras ha emozionato l’Italia con “La vita va così”. Il film però tace su di un retroscena cruciale: non fu solo la resistenza individuale di Ovidio a fermare il resort, ma anche la salvifica applicazione della legge Salvacoste e del PPR, nonchè l’impegno indefesso di Italia Nostra.
  • Nuraxi Figus (Gonnesa): il TAR Sardegna ha salvato il nuraghe dall’impatto dell’eolico. Il sindaco Pietro Cocco ha dichiarato: «Ci siamo dotati di un piano urbanistico, adeguato al piano paesaggistico regionale, che prevede la possibilità di installare impianti fotovoltaici solo sui tetti. Un'azienda ha contestato la nostra scelta e il Tar ci ha dato ragione».

Simulazione della speculazione di Cala Finanza

La vicenda di Cala Finanza: è il più recente tentativo di deregulation (in sintesi le ZES) finalizzato al depotenziamento della tutela. Un resort di lusso da realizzare in un'area classificata come zona H, di salvaguardia, dal PUC di Loiri Porto San Paolo, adeguato al PPR. La Regione ha presentato ricorso al TAR contro la decisione del Governo, che ha ignorato i pareri contrari formulati da tutte le Amministrazioni competenti. Italia Nostra e altre associazioni interverranno nel procedimento ad adiuvandum, mentre la petizione popolare ad opponendum ha superato le 100.000 adesioni.

Dopo l’annuncio iniziale di voler estendere il PPR alle zone interne nel tentativo di dotare di maggiore efficacia il quadro normativo teso a disciplinare la diffusione delle rinnovabili (la c.d legge sulle aree idonee), la Regione Sardegna sembra voler mutare indirizzo politico parlando di “aggiornamento”, una variazione semantica che apre al ciclico riproporsi di derive interpretative: rendere il PPR più “flessibile”, attualizzarlo e trasformarlo in un “motore di sviluppo” ecc. 

Sinis - Cabras

Parole che sentiamo da vent'anni e che, tradotte, significano sempre la stessa cosa: allargare le maglie della tutela. Negli incontri pubblici è stata del tutto latente la declaratoria di indirizzi politici regionali e quindi labili sono apparsi i confini entro cui circoscrivere e orientare il confronto.

Come Italia Nostra abbiamo a più riprese poste le stesse domande semplici e dirette:
  • Vogliamo lasciare intatte e se mai rafforzare le norme di tutela sulla fascia costiera previste nel vigente PPR?
  • Vogliamo estendere i piani di dettaglio del PPR anche alle zone interne?
  • Vogliamo usare l’esperienza di questi anni e le vicende di Cala Finanza per rafforzare lo strumento della pianificazione paesaggistica e le garanzie dello Statuto per preservare il paesaggio e l’ambiente della Sardegna?
  • Vogliamo blindare il paesaggio e l'ambiente della Sardegna, mettendoli in sicurezza dall'attacco della deregolamentazione normativa futura e dalle mire della speculazione? 


Campagna di Vallermosa


Per farlo, sarà necessario introdurre uno strumento di pianificazione integrativo capace di irrobustire le tutele esistenti e prevenire il riproporsi di vecchie derive interpretative, fenomeni purtroppo già noti e ciclici. 

In tal caso Italia Nostra Sardegna c'è e contribuirà attivamente al processo di revisione proposto dalla Regione con la sua voce, le sue proposte e con sua presenza critica scevra da ogni interesse materiale. In caso contrario non consentiremo che venga tradita l’eredità dei Salzano, dei Settis, dei Magnaghi, dei Savi, dei Camarda, padri storici della cultura nazionale, che ci hanno consegnato il più bel Piano Paesaggistico italiano a tutela di un straordinario patrimonio naturale e antropico che come Associazione sentiamo l’obbligo di consegnare ai figli di tutti i Sardi. 

Difendere il PPR non è dunque conservatorismo: è scegliere un futuro culturale nonchè economico per i Sardi e la Sardegna che metta al centro il paesaggio, l'ambiente e l'identità, piuttosto che consegnarlo allo sperpero ed allo sfregio per il godimento e l'arricchimento di pochi.

Al punto in cui siamo deve essere questa classe politica a dover scegliere da che parte stare!

Consultazione della cartografia del Piano Paesaggistico Regionale sul Geoportale della Sardegna


Blog Italia Nostra Sardegna - Il paesaggio della Sardegna sotto attacco

Blog Italia Nostra Sardegna - Sardegna - Quattro "piani casa" contro un Piano Paesaggistico

Blog Italia Nostra Sardegna - La Regione revochi le delibere di revisione del PPR



Tipici muretti a secco della campagna sarda

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mercoledì 23 settembre 2026

Ampliamento delle ZPS: una scelta necessaria per la biodiversità della Sardegna

La Consulta delle Associazioni Ambientaliste, a cui Italia Nostra Sardegna aderisce, sostiene il percorso avviato dalla Regione per rafforzare la Rete Natura 2000.  



La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna esprime il proprio sostegno al percorso avviato dalla Regione Autonoma della Sardegna per l'ampliamento delle ZPS “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri” e “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, nonché per l'istituzione della nuova ZPS “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”.

Si tratta di un intervento di particolare rilievo per la conservazione della biodiversità dell'Isola, fondato su un quadro di conoscenze scientifiche aggiornate e coerente con gli obiettivi della Direttiva Uccelli 2009/147/CE, della Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030. La normativa europea individua infatti nella designazione e nella gestione delle Zone di Protezione Speciale uno degli strumenti fondamentali per assicurare la conservazione degli uccelli selvatici e dei loro habitat e per costruire una rete ecologica coerente.

Le tre proposte attualmente sottoposte a consultazione interessano territori di straordinario valore per l'avifauna sarda.  

La rilevanza di queste aree è direttamente collegata alla presenza e all'utilizzo documentato dei territori da parte di specie di elevato interesse conservazionistico. Le proposte riguardano, tra le altre, Aquila di Bonelli, Grifone, Capovaccaio, Astore sardo, Gallina prataiola, Falco pescatore e Nibbio reale, contribuendo al miglioramento dello stato di conservazione di sette specie per le quali la Sardegna ha assunto specifici impegni nell'ambito della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030. 


Particolarmente significativo è il caso del Grifone, per il quale nell'area di Bosa, Suni e Montresta sono state rilevate nel 2024 104 coppie territoriali, costituendo il nucleo riproduttivo più consistente d'Italia. Analogamente, nell'area della Piana di Ozieri sono presenti una coppia di Aquila di Bonelli e importanti nuclei di Gallina prataiola e altre specie di interesse conservazionistico.

La delimitazione proposta non appare dunque fondata su valutazioni esclusivamente teoriche o astratte. La Regione riferisce di aver utilizzato tracciamenti GPS, monitoraggi sul campo e l'aggiornamento dell'inventario delle Important Bird and Biodiversity Areas (IBA). Si tratta di un approccio che consente di collegare la perimetrazione delle aree alle effettive modalità di utilizzo del territorio da parte delle specie interessate.

L'ampliamento proposto determinerebbe inoltre un incremento della copertura della Rete Natura 2000 terrestre in Sardegna, che passerebbe dall'attuale 18,85% al 20,02%. 

Questo risultato assume un significato particolare se collocato nel più ampio quadro europeo. La Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 stabilisce infatti l'obiettivo di proteggere legalmente almeno il 30% della superficie terrestre dell'Unione e il 30% dei mari, assicurando al contempo una gestione efficace delle aree protette.

A questo quadro si è aggiunto il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, che rafforza ulteriormente gli obiettivi europei imponendo agli Stati membri misure di ripristino degli ecosistemi e prevedendo che, entro il 2030, esse interessino complessivamente almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Unione. Il regolamento stabilisce inoltre che, ove appropriato, fino al 2030 sia data priorità alle misure di ripristino all'interno dei siti Natura 2000.

In questo contesto, il rafforzamento della Rete Natura 2000 della Sardegna non rappresenta quindi un'iniziativa isolata, ma si colloca all'interno di un percorso europeo e nazionale di progressivo rafforzamento della tutela della biodiversità, al quale le Regioni sono chiamate a concorrere attraverso l'individuazione, la designazione e la gestione delle aree di maggiore rilevanza ecologica. 

La Consulta considera pertanto importante il confronto avviato dalla Regione con Comuni, agricoltori, allevatori, operatori economici, associazioni, ricercatori e comunità locali. Il confronto con i territori è un passaggio essenziale per comprendere gli effetti delle nuove designazioni, affrontare tempestivamente eventuali criticità e individuare modalità di gestione capaci di integrare efficacemente gli obiettivi di conservazione con le attività economiche e sociali presenti.

La stessa logica è alla base di Natura 2000: proteggere un territorio non significa sottrarlo alle attività umane, ma assicurare che queste possano svolgersi in condizioni compatibili con gli obiettivi di conservazione. La Regione ricorda infatti che i siti Natura 2000 sono concepiti per conciliare la tutela della natura con agricoltura, turismo, silvicoltura e altre attività e che gli eventuali piani o progetti suscettibili di incidere significativamente sui siti sono sottoposti alla Valutazione di incidenza ambientale. 

Rete Natura 2000 in Sardegna

È dunque importante che il confronto istituzionale e territoriale non venga interpretato come una contrapposizione tra conservazione della natura e sviluppo, ma come l'occasione per costruire una gestione più consapevole e lungimirante del territorio. Una Rete Natura 2000 adeguatamente progettata e gestita può rappresentare non soltanto uno strumento di tutela, ma anche una risorsa per le comunità locali, sostenendo la qualità ambientale, la valorizzazione del paesaggio, il turismo naturalistico, le attività agricole compatibili e nuove opportunità legate alla gestione sostenibile del territorio.

La Sardegna custodisce una parte straordinariamente importante del patrimonio di biodiversità europeo. Proprio per questo, la dimensione e l'efficacia della sua rete di tutela devono essere commisurate alla responsabilità che deriva da tale patrimonio.

La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna sostiene pertanto il percorso intrapreso dalla Regione e auspica che, al termine della fase di consultazione e degli approfondimenti previsti, le proposte siano valutate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e degli obiettivi di conservazione stabiliti dal quadro normativo europeo e nazionale.

L'auspicio è che la Sardegna possa dotarsi di una Rete Natura 2000 sempre più coerente, connessa ed efficace, capace di tutelare le specie e gli habitat di maggiore valore e, nello stesso tempo, di accompagnare le comunità locali verso un modello di sviluppo realmente sostenibile e compatibile con il patrimonio naturale dell'Isola.

Regione Sardegna - Nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela mirata di habitat specifici e specie di interesse comunitario - Consultazione pubblica

Le Zone di Protezione Speciale della Sardegna

La consultazione rimarrà aperta fino al 31/10/2026.

Chiunque abbia conoscenza diretta dei territori interessati è invitato a contribuire, ad esempio: associazioni, agricoltori, allevatori, cacciatori, operatori economici, ricercatori o semplici cittadini. A titolo esemplificativo, si indicano di seguito alcune tipologie di osservazioni:

  • la perimetrazione proposta per le aree;
  • elementi del territorio non considerati nelle istruttorie tecniche;
  • richieste di chiarimento sulle motivazioni scientifiche;
  • dubbi o domande sulle possibili ricadute pratiche della designazione.

Modulo per la consultazione online

Ogni contributo ricevuto sarà esaminato dai funzionari regionali e potrà concorrere a migliorare e affinare le proposte prima della loro formalizzazione.

Gallina prataiola


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La Nuova Sardegna - L'aquila di Bonelli regina dei cieli della Sardegna - Dove ammirarla

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lunedì 24 agosto 2026

We Love Turri 2

We Love Turri 2: Un Weekend di Arte, Natura e Cultura a Torre Canai

11-12-13 settembre 2026

C’è un luogo magico, affacciato sul mare di Sant’Antioco, dove la storia si fonde con la natura e la creatività. È Torre Canai, e per tre giorni, a settembre, diventerà il palcoscenico di We Love Turri 2, un evento che unisce fotografia, arte, benessere e la passione per il nostro territorio.

Organizzata dal Circolo Fotografico f7.1 e da Italia Nostra Sant’Antioco, questa seconda edizione si preannuncia ricca di emozioni, con un programma pensato per tutti: dagli appassionati di fotografia a chi cerca momenti di puro relax, dai curiosi della natura a chi ama la buona musica.



Vivi la Cultura, Salva la Storia

Il cuore pulsante dell’evento è una Open Call fotografica che ha portato a Torre Canai gli scatti di fotografi provenienti da tutta Italia. Le opere selezionate saranno esposte in una mostra collettiva che potrai ammirare e, soprattutto, acquistare in esclusiva durante i tre giorni.

E non si tratta solo di portare a casa un’opera d’arte. L’intero ricavato delle vendite (offerta minima 50€) sarà devoluto al sostegno e alla tutela di Torre Canai, un gioiello storico e paesaggistico che merita di essere protetto e valorizzato.


Il Programma nel Dettaglio

Tre giorni di eventi imperdibili, tra workshop, laboratori e momenti di spettacolo. Ecco cosa ti aspetta:

  1. Venerdì 11 Settembre - L’Inaugurazione tra Arte e Stelle

L’evento si apre nel pomeriggio con l’inaugurazione ufficiale:

  • Ore 18:00 - “Sguardi sul Territorio”: l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva.

  • Ore 19:00 - Anteprima Video: “Racconti d’autore” con Gianni Rizzotti, un viaggio emozionante attraverso le immagini.

  • Ore 21:00 - “Fotografare le Stelle”: il workshop notturno a cura del Circolo f7.1. Un’occasione unica per imparare a catturare la bellezza del cielo stellato (posti limitati!).


  1. Sabato 12 Settembre - Dal Bianco e Nero al Relax

Una giornata che spazia dall’arte analogica al benessere sonoro:

  • Ore 09:00 - “Lumen Print”: il laboratorio di fotografia analogica a cura di Ottovolante Sulcis. Un tuffo nelle tecniche d’altri tempi.

  • Ore 17:00 - “Armonia e Relax”: esperienza di Bagno Sonoro con Gianna Alessi. Un momento di profondo ascolto e rigenerazione.

  • Ore 20:00 - “Live Music sotto le stelle”: il concerto dei “More Than Duo” per chiudere la giornata in bellezza.


  1. Domenica 13 Settembre - Tradizione, Sapori e Benessere

L’ultimo giorno è dedicato ai profumi della macchia mediterranea e all’artigianato:

  • Ore 10:00 - “I Segreti della Macchia Mediterranea”: laboratorio di oli essenziali con Giorgio Congiu.

  • Ore 15:00 - “Mani in Pasta”: laboratorio di ceramica artigianale con Monica Vaccari e Cinzia Comi.

  • Ore 19:00 - “Tramonto in Yoga: rigenera corpo e mente con Silvia e Patrizia Manca, in una cornice mozzafiato.


Come Partecipare e Sostenere il Progetto

Tutti i workshop e le attività hanno posti limitati. Per assicurarti la partecipazione, è richiesta una donazione minima di 10€ (15€ per il laboratorio di ceramica artigianale).

Come prenotare? Clicca qui per scaricare il modulo di  GoogleForms per l'iscrizione ai laboratori e workshop

Oppure invia subito una email a contestcircolosantantioco@gmail.com oppure inquadra il QR Code presente sulla locandina dell’evento.

Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza indimenticabile e di contribuire alla salvaguardia di Torre Canai.

Vi aspettiamo numerosi a Torre Canai, pronti a condividere con voi la bellezza del nostro territorio! ❤️

Un progetto di: Circolo Fotografico f7.1 & Italia Nostra Sant’Antioco



Si è conclusa l’edizione di "We love Turri 2"! 
Il nostro grazie più grande va a tutti voi: a chi ha partecipato con entusiasmo ai workshop e ai laboratori, a chi ha scelto di sostenere la salvaguardia della nostra Torre e a chi è passato anche solo per un saluto o una visita. Siete stati il cuore di questo evento! ❤️
🎨 La mostra fotografica continua!
Se non siete riusciti a vederla, la mostra resterà visitabile ancora per qualche giorno.
Porta a casa un ricordo e sostieni la Torre
Vuoi fare la differenza? Puoi contribuire al sostentamento della Torre Canai acquistando una delle splendide fotografie esposte. Puoi farlo in due modi:
    • Di persona: venendo a trovarci direttamente presso la Torre Canai.
    • Online: sfogliando la galleria a
    https://www.picdrop.com/circolofotograficof7.1/5Zr2V2MGZj e contattandoci per l'acquisto.

Per info e prenotazioni foto:
    • WhatsApp: 328 0090372 (Marco Matta)
    • Email: contestcircolosantantioco@gmail.com

Grazie ancora per il vostro prezioso supporto! 
Grazie a tutti gli organizzatori e a tutti i partecipanti
Alla prossima edizione










I Cantores Sa Tempesta di Sant’Antioco con il loro emozionante coro hanno chiuso questa seconda edizione di We Love Turri.












We Love Turri1 su La Provincia del Sulcis Iglesiente del 2016

lunedì 17 agosto 2026

Italia Nostra Sardegna presenta le osservazioni al PUC di Iglesias: "Un piano che consuma suolo e ignora il declino demografico"

Italia Nostra Sardegna ha depositato oggi al Comune di Iglesias le proprie osservazioni al Piano Urbanistico Comunale, contestando nel merito e nella forma l'intero impianto del piano, giudicato inadeguato e in aperto contrasto con i principi di sostenibilità ambientale. 

Iglesias - Centro storico

Il PPR della Sardegna risale al 2006 e l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali doveva avvenire entro un anno, ma il Comune di Iglesias arriva oggi con vent'anni di ritardo. Anziché una riflessione accurata sullo stato del territorio, tuttavia, il piano si limita a riprodurre e aggravare gli errori del passato.

In vent'anni a città ha perso 3.500 residenti, passando da 28.000 a 24.500 abitanti. Il bilancio demografico del 2024 registra 83 nascite contro 325 decessi, con l'età media salita da 40,9 a 50,8 anni e l'indice di vecchiaia schizzato da 120 a 356,2. Eppure il PUC prevede un milione di nuovi metri cubi, equivalenti a un incremento di circa 10.000 abitanti, una previsione che Italia Nostra ritiene possa alimentare la speculazione, non il fabbisogno abitativo della comunità. Nuovi volumi da realizzarsi per lo più in aree vergini, ignorando i brownfields: pur disponendo di una delle più vaste concentrazioni di siti industriali e minerari dismessi d'Italia, il PUC consuma suolo agricolo e naturale anziché avviare un serio progetto di rigenerazione delle aree già compromesse.

La fabbrica RWM Italia spa

Come il "classico elefante nella stanza", il PUC omette sistematicamente la presenza nel territorio della fabbrica di ordigni bellici RWM Italia, un'omissione che Italia Nostra ritiene debba inficiare l'intero procedimento, anche perché lo stabilimento è stato ampliato abusivamente a poche centinaia di metri dalla ZSC Monte Linas-Marganai, in un'area di elevata sensibilità ambientale. Parallelamente, è altrettanto ingombrante la presenza della discarica di Genna Luas, per la quale il PUC prevede margini di ampliamento nonostante i gravi episodi di inquinamento che hanno interessato l'area. Italia Nostra contesta inoltre le zone di espansine, dedicate all'edificato spontaneo in area agricola, che includono terreni coltivati suscettibili di frazionamento in nuovi lotti edificabili, e le zone turistiche F4 tra Masua e Nebida, all'interno di aree Natura 2000, giudicate sovradimensionate a causa di un grossolano errore nel calcolo della ricettività balneare in applicazione del Decreto Floris del 1983.

Villaggio turistico a Nebida


In sintesi, Italia Nostra Sardegna chiede il rigetto del PUC per contrasto con il PPR e i principi di sostenibilità, il ridimensionamento delle previsioni edificatorie in coerenza con i dati demografici, la cancellazione delle nuove zone di espansione residenziale e il recupero del patrimonio esistente, l'annullamento della Zona Industriale San Marco per incompatibilità idraulica, idrogeologica e paesaggistica, la corretta classificazione urbanistica della discarica di Genna Luas e l'istituzione di una fascia di salvaguardia, l'annullamento delle zone turistiche F4 lungo la costa, una nuova Valutazione Ambientale Strategica che tenga conto di tutte le criticità, e infine il censimento del patrimonio edilizio inutilizzato e l'adozione di politiche per il recupero.

Italia Nostra Sardegna ritiene che il territorio di Iglesias offra numerose e concrete opportunità di sviluppo, che vanno colte nella direzione della sostenibilità ambientale e sociale. Esso può e deve diventare un laboratorio di rigenerazione, non una discarica di cemento e rifiuti industriali, né un polo per interessi speculativi, tantomeno una piattaforma per la produzione di ordigni militari al servizio di un'economia di guerra.

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