mercoledì 27 maggio 2026

Ampliamento RWM di Iglesias-Domusnovas: il TAR conferma la validità del ricorso. Udienza di merito fissata a gennaio 2027.


Momenti del sit-in davanti al TAR


Il TAR Sardegna si è pronunciato oggi nel corso della Camera di Consiglio relativa al ricorso contro l’ampliamento dello stabilimento RWM di Iglesias-Domusnovas, destinato alla produzione di bombe, droni e munizioni.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto l’eccezione di tardività sollevata dalla controparte, confermando dunque la piena validità della costituzione in giudizio delle associazioni e dei comitati ricorrenti. Il ricorso, pertanto, prosegue il suo iter e non è stato rigettato, come richiesto dai legali di RWM.

I giudici hanno inoltre deciso di non accogliere, in questa fase, la richiesta di sospensiva del Decreto emesso dal Commissario ad acta. Secondo il TAR, allo stato attuale il provvedimento non produrrebbe un danno ambientale immediato, poiché l’impianto non può ancora entrare in produzione senza ulteriori autorizzazioni, tra cui quelle dei Vigili del Fuoco, della Soprintendenza e gli atti edilizi e urbanistici necessari.

 


Il TAR ha fissato l’udienza pubblica per la discussione nel merito del ricorso al 14 gennaio 2027. Sarà quella la sede in cui verrà affrontato il cuore della vertenza: la legittimità o meno della Valutazione di Impatto Ambientale postuma, ancora una volta viziata dall’assenza di una VIA “fisiologica” e cumulativa, e di tutte le procedure che riguardano il raddoppio dello stabilimento. Fino a quella data, la situazione resterà sostanzialmente congelata sotto il profilo giuridico, in attesa della decisione definitiva.

La numerosa partecipazione al sit-in odierno dimostra il forte interesse di associazioni, comitati e sindacati verso questa importante iniziativa, percepita da tutti come una vertenza collettiva. Sebbene il ricorso sia stato formalmente presentato da sei associazioni dotate di legittimazione statutaria, questa battaglia appartiene a tutte e tutti coloro che rivendicano la legalità e credono nella tutela del paesaggio, del territorio, dell’ambiente e della pace.

Anche la presa di posizione di alcuni partiti che sostengono la Giunta regionale, che dissociandosi dalle scelte della Giunta si sono espressi contro l’autorizzazione ambientale e a favore del ricorso al TAR, conferma la rilevanza dell’iniziativa e il consenso trasversale che essa sta raccogliendo.

Difendere la pace significa assumersi una responsabilità concreta verso ciò che accade intorno a noi e verso le conseguenze delle nostre azioni, anche quando queste si manifestano lontano dai nostri occhi.


sull'argomento


Considerato che la vertenza legale sarà lunga e costosa, abbiamo avviato una campagna raccolta fondi a sostegno delle spese legali. 
Questi i riferimenti per chi volesse contribuire:

IBAN: IT86 F076 0104 8000 0003 3854 282

Intestato a: Italia Nostra sez. di Sant’Antioco
Causale: Offerta liberale a sostegno delle spese legali per la vertenza RWM.
Si suggerisce di aggiungere il codice fiscale per agevolare la detrazione fiscale prevista per le donazioni alle associazioni del terzo settore.


giovedì 21 maggio 2026

RWM: Regione schierata con l'azienda, il TAR decide la sospensione il 27 maggio

Le associazioni ricorrenti contro il decreto del Commissario ad acta che ha autorizzato l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias informano che il TAR Sardegna ha fissato per il prossimo 27 maggio 2026, alle ore 10, la Camera di Consiglio nel corso della quale verrà discussa la richiesta di sospensione cautelare del decreto n. 34147 relativo al rilascio dell’autorizzazione ambientale. 


In concomitanza con l’udienza davanti ai giudici amministrativi, si terrà un sit-in di sensibilizzazione e informazione in piazza del Carmine, davanti alla sede del TAR, a partire dalle ore 9.

L’iniziativa intende richiamare l’attenzione pubblica sulla gravità della vicenda e sulle conseguenze ambientali, sociali e politiche derivanti dall’ampliamento di uno stabilimento incompatibile con il futuro della Sardegna e che è stato dichiarato abusivo dal Consiglio di Stato. La mobilitazione è indetta per opporsi al progetto di ampliamento dello stabilimento RWM che, se approvato, comporterebbe la triplicazione della produzione di bombe per aerei MK e un aumento della fabbricazione di droni killer di progettazione israeliana, già utilizzati nei teatri di guerra.

Al centro della vicenda vi è, ancora una volta, il ruolo ambiguo della Giunta Regionale Sarda. Dopo aver definito l’istruttoria della Valutazione di Impatto Ambientale ex post “carente e incompleta”, la Regione ha infatti deciso di costituirsi in giudizio al fianco della RWM e a sostegno del decreto commissariale. Una decisione che rappresenta un grave atto politico e istituzionale, che calpesta l’autonomia regionale, in contrasto con gli interessi del popolo sardo e con il rispetto della legalità, già più volte disattesa nel corso della vicenda.

La mobilitazione del 27 maggio si propone come un momento pubblico di partecipazione democratica. Gli organizzatori chiedono di dire «basta» alla militarizzazione industriale della Sardegna e di affermare la necessità di modelli produttivi alternativi, fondati sulla pace, sulla tutela ambientale e sulla riconversione economica e sociale dei territori.

Sono invitate a partecipare tutte le associazioni, i movimenti, le realtà sociali e i cittadini interessati.

Associazione Italia Nostra, Associazione A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna.

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martedì 5 maggio 2026

Presentato ricorso contro il decreto commissariale sull’autorizzazione ambientale RWM

È stato depositato al TAR Sardegna il ricorso (con richiesta di sospensiva) avverso il decreto n. 34147 del Commissario ad acta, pubblicato il 23 febbraio 2026 sul BURAS, che ha rilasciato l’autorizzazione ambientale per l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias. La Camera di Consiglio è fissata per il prossimo 27 maggio 2026 ore 10

Visualizza e/o scarica qui il ricorso presentato al TAR 

Motivi di illegittimità (in sintesi):

  • Violazione della sentenza del Consiglio di Stato che aveva già rilevato numerosi vizi nelle autorizzazioni precedenti.

  • Istruttoria regionale incompleta e condizionamento da parte del Governo.

  • Violazione norme italiane ed europee su VIA e tutela della biodiversità.

  • Assenza di nulla osta paesaggistico e di idonea autorizzazione ambientale.

  • Rinvio a successiva VIA della valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di manufatti abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico.

  • Autorizzazione di un impianto diverso da quello effettivamente realizzato.

Il ricorso è stato notificato alla Regione Sardegna, invitata a costituirsi a difesa degli interessi della Sardegna e della sua autonomia. La stessa Presidente ha definito l’istruttoria VIA ex post carente e incompleta.

Si sottolinea che l’ampliamento riguarda uno stabilimento riconosciuto abusivo, che porterebbe a triplicare la produzione di bombe per aerei MK e ad aumentare quella di droni killer di progetto israeliano, attualmente impiegati negli scenari di guerra.


Conferenza stampa di presentazione del ricorso

  • Data: sabato 9 maggio 2026, ore 10:00

  • Luogo: Ex Hangar – Casa del Quartiere di Is Mirrionis, Via Nebida n. 36, Cagliari

Intervengono: gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa che hanno presentato il ricorso e i rappresentanti delle associazioni firmatarie - Italia Nostra, A Foras, Assotziu Consumadoris Sardinia, Comitato Riconversione RWM, Movimento Non Violento Sardegna, USB.

Sono invitati: giornalisti, cittadini, associazioni che sostengono l’iniziativa, partiti politici contrari all’autorizzazione, consiglieri comunali di Cagliari firmatari del documento contro il transito di armi nel territorio e nel porto di Cagliari.

Li, 5 maggio 2026

Firmato:

Italia Nostra Sardegna, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna, Associazione A Foras


Aderisce: Assemblea Permanente Villacidro

Sull'argomento








Il documento del Movimento Nonviolento Sardegna a sostegno del ricorso

PRINCIPI SUL RICORSO TAR contro RWM

Il Movimento Nonviolento Sardegna è il gruppo territoriale sardo del Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1962.

Per una scelta che è insieme etica e politica, siamo contro tutte le forme di violenza, a maggior ragione contro ogni guerra e le armi che ne sono il carburante. La RWM nella sua sede in Sardegna produce tra l’altro proiettili d’artiglieria, bombe per aerei MK e droni-killer, questi ultimi in collaborazione con l’azienda israeliana U-vision. Ha nel tempo contribuito ad alimentare numerose guerre: lo Yemen, l’Ucraina, il Sudan, la Palestina, il Libano.

Il M.N. lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale ed internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza”.Ma con questo ricorso non si contesta la liceità di costruire ordigni di morte, produzione ammessa dalla legge, ma anche regolata dalla legge 185 del 1990 per quanto ne riguarda il commercio e il transito, ma di come l’azienda bellica abbia agito in modo da aggirare le procedure sulla valutazione d’impatto ambientale dei suoi nuovi impianti, nel contempo costruiti e pronti all’opera. L’ha fatto violando le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato del 2021 e in assenza di idonee valutazioni ambientali, ai confini col parco del Linas-Marganai, in un sito ad alto rischio idrogeologico e in spregio all’ecosistema ed alla sopravvivenza di specie vegetali ed animali, a partire dell’avifauna.

Perché un’azienda così forte, costola della quotatissima Rheinmetal, ha raddoppiato illegalmente i suoi impianti, puntando poi su una sanatoria politica? L’impressione è che si senta più forte della legge e che agisca con un abuso di potere. Questo risulta ancor più intollerabile.

Il M. N. si impegna per la salvaguardia dell’ambiente naturale, patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra faccia della violenza dell’uomo”.

Nel caso in questione, la violenza dell’uomo sulla natura si aggiunge e si intreccia a quella dell’uomo sull’uomo e dell’umanità contro la sua stessa sopravvivenza. Ma il nostro impegno non deve mancare: la natura è in noi e ne siamo solo una piccola parte, salvando la natura salviamo noi stessi.

Per questi motivi, oltre a tutti quelli elencati nel comunicato che condividiamo in pieno, aderiamo al ricorso.

Il portavoce – Carlo Bellisai


domenica 26 aprile 2026

Aree di accelerazione per le rinnovabili: servono maggiori garanzie ambientali e paesaggistiche

La Regione Sardegna ha avviato la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano per l’individuazione delle zone di accelerazione terrestri, in attuazione del D.Lgs. n. 190/2024 che recepisce la Direttiva RED III. Il Piano è uno strumento rilevante per promuovere lo sviluppo degli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER), prevedendo procedure autorizzative semplificate nelle aree ritenute idonee. 


Le aree di accelerazione sono individuate principalmente in contesti già compromessi, come aree industriali, brownfield, parcheggi e coperture di edifici, escludendo i territori sottoposti a tutela ambientale, tra cui parchi, IBA e siti della rete Natura 2000.

Nell’ambito della VAS, Italia Nostra Sardegna ha espresso apprezzamento per l’impostazione generale del Piano, condividendo in particolare la scelta di limitare le procedure semplificate ai soli impianti fotovoltaici e di escludere le aree protette, in coerenza con la normativa nazionale ed europea.

Saline di Sant'Antioco


Allo stesso tempo, l’associazione ha presentato alcune osservazioni migliorative, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela ambientale e paesaggistica.

Tra le principali proposte:

  • l’introduzione di una fascia di rispetto (buffer) non inferiore a 500 metri dalle aree naturali protette e dai siti con presenza di beni culturali, quale misura minima di salvaguardia preventiva;

  • la previsione esplicita che, nei siti inquinati inclusi tra le aree di accelerazione, le autorizzazioni siano subordinate alla preventiva realizzazione degli interventi di bonifica e decontaminazione.

Italia Nostra Sardegna ha inoltre formulato osservazioni puntuali sul sito ex Sardamag nel Comune di Sant’Antioco, chiedendone lo stralcio dalle aree di accelerazione in considerazione della sua prossimità al centro abitato, al porto e a una Zona Speciale di Conservazione.

Panelli fotovoltaici su un cappannore industriale


Le aree di accelerazione possono rappresentare uno strumento efficace per la transizione energetica solo se individuate in modo rigoroso e coerente con i valori ambientali e paesaggistici dei territori. In questa prospettiva, le osservazioni presentate mirano a migliorare il Piano regionale, garantendo uno sviluppo delle energie rinnovabili realmente sostenibile.

Il Piano è pubblicato nella pagina di Sardegna Ambiente:

https://portal.sardegnasira.it/-/piano-regionale-di-individuazione-delle-zone-di-accelerazione-terrestri-avviato-il-processo-di-vas

Slides sulla proposta della Regione Sardegna 

Clicca QUI per prendere visione e/o scaricare le Osservazioni di Italia Nostra Sardegna alla VAS

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La Provincia del Sulcis Iglesiente - Italia Nostra Sardegna: "Aree di accelerazione per le rinnovabili: servono maggiori garanzie ambientali e paesaggistiche"

La Nuova Sardegna del 27 aprile 2026



martedì 17 febbraio 2026

E sanatoria sia: la commissaria ad acta rilascia l’autorizzazione ambientale ex post alla fabbrica di esplosivi e bombe RWM


La Commissaria ad acta nominata dal TAR Sardegna per pronunciarsi sul provvedimento richiesto dalla RWM, relativo alla VIA postuma dell’ampliamento dello stabilimento di Domusnovas–Iglesias–Musei, ha rilasciato l’autorizzazione ambientale. 

L’intervento del TAR si è reso necessario a causa del silenzio-inadempimento della Regione Sardegna, che non si è pronunciata in attesa di un’istruttoria tecnica integrativa, sollecitata dalle numerose segnalazioni relative ad anomalie e incompatibilità tecniche della procedura, presentate da Italia Nostra Sardegna e da altri portatori di interesse.

Non abbiamo ancora potuto esaminare il provvedimento in quanto non ancora pubblicato, ma questa autorizzazione ambientale appare a tutti gli effetti come una decisione politica, più volte sollecitata dal Governo italiano, che – nel rilancio dell’industria degli armamenti e nel renderla funzionale alle politiche di riarmo europeo – sembra voler sostituire il tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente, una delle aree più povere d’Europa, con l’industria bellica. Non è un caso che la notizia sia stata diffusa dal MIMIT ancor prima della pubblicazione ufficiale del documento sui siti istituzionali competenti.

Un provvedimento politico agevolato dal comportamento della Regione Sardegna che, pur disponendo del tempo necessario e di adeguate informazioni tecniche per esprimere un parere negativo, ha scelto di non decidere. Anche di fronte alla forzatura imposta dal TAR, la Regione avrebbe potuto adottare un provvedimento di diniego, motivandolo con numerosi elementi tecnici o, quantomeno, facendo ricorso al principio di precauzione, considerato che la stessa Regione aveva dichiarato l’istruttoria ancora in corso.

Eppure, i vizi già accertati dal Consiglio di Stato in ben due sentenze permangono integralmente, così come permangono i danni ambientali e paesaggistici causati dall’“anomalo” ampliamento dello stabilimento, avvenuto in assenza di pianificazione urbanistica, in prossimità di aree protette, in violazione del Piano di Assetto Idrogeologico e della normativa urbanistica, paesaggistica e ambientale regionale, nazionale ed europea.

Esamineremo con attenzione il provvedimento adottato e non escludiamo ulteriori impugnazioni davanti al tribunale amministrativo. Come Italia Nostra Sardegna, restiamo fermamente convinti della fondatezza delle nostre tesi, ulteriormente rafforzate dalle precedenti sentenze del Consiglio di Stato che le hanno pienamente accolte.



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Il Fatto Quotidiano del 20 febbraio 2026


sabato 31 gennaio 2026

L’appello alla politica di Italia Nostra Sicilia, Sardegna e Calabria dopo Harris

L'evento calamitoso che ha colpito la Sicilia orientale, la Calabria e la Sardegna tra il 19 e il 21 gennaio scorsi non è stato solo un'emergenza meteorologica, ma un severo esame di realtà per il nostro Paese”. Questo l’incipit della “Lettera aperta”, che i Presidenti regionali di Italia Nostra Sicilia, Sardegna e Calabria hanno inviato il 30 gennaio al Governo ed ai Presidenti delle tre Regioni. La missiva era stata preceduta da un Appello e da una nota di analogo tenore, inviati il 25 gennaio da Italia Nostra Sicilia ed il 28 gennaio da Edoardo Croci, presidente nazionale di Italia Nostra.  



Superfluo anche un accenno agli effetti disastrosi del ciclone Harris, dopo le funeste immagini televisive, che documentano le ferite inferte ai territori e lo strazio di popolazioni che in un batter d’ali hanno visto annichilirsi ricordi e sacrifici.

Il J’ACCUSE è tanto ovvio quanto in-audito! I tre scritti puntano il dito contro gli abusi sul suolo (pur segnalati da ISPRA), il reiterarsi di condoni e sanatorie, l’incapacità manifesta di una Governance territoriale, una miscela deflagrante innescata da interessi speculativi, clientelismi politici, colpevole ignoranza. Gli evocati cambiamenti climatici finiscono così per assumere i contorni di un’esigua foglia di fico, dietro la quale celare quelle responsabilità, che una immutevole classe politica tenta di stornare volando o presenziando.

Se il nesso di causalità tra calamità naturali e follia antropica è irrefutabile, sperare nella palingenesi della transizione verde, nel cui nome pur si massacrano territori e comunità, è pura antinomia. Il principio dell’inerzia sistemica indotta dagli impatti antropici sull’ambiente rende cieca ogni speranza! E’ beffa di questi giorni il destino avverso toccato in sorte a quelle Regioni chiamate a dare il contributo più alto nella transizione energetica. 

Né un così cupo scenario distoglie dal traccheggiare sull’uso dei fondi per il Ponte sullo Stretto, opera di lapalissiana insostenibilità ambientale, sociale ed economica. La gattopardesca previsione di un vano futuro conferma ancora una volta l’immutabile drammaticità di un tragico presente! 

Da qui la disperata iniziativa dei tre appelli, pur nella disperante convinzione di una caducità auditiva quali “voces in deserto clamantes!”

I documenti inoltrati da visionare e/o scaricare:

Appello di Italia Nostra Sicilia

Lettera del presidente nazionale di Italia Nostra

Lettera aperta di Italia Nostra Calabria, Sardegna e Sicilia 

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