mercoledì 23 settembre 2026

Ampliamento delle ZPS: una scelta necessaria per la biodiversità della Sardegna

La Consulta delle Associazioni Ambientaliste, a cui Italia Nostra Sardegna aderisce, sostiene il percorso avviato dalla Regione per rafforzare la Rete Natura 2000.  



La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna esprime il proprio sostegno al percorso avviato dalla Regione Autonoma della Sardegna per l'ampliamento delle ZPS “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri” e “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, nonché per l'istituzione della nuova ZPS “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”.

Si tratta di un intervento di particolare rilievo per la conservazione della biodiversità dell'Isola, fondato su un quadro di conoscenze scientifiche aggiornate e coerente con gli obiettivi della Direttiva Uccelli 2009/147/CE, della Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030. La normativa europea individua infatti nella designazione e nella gestione delle Zone di Protezione Speciale uno degli strumenti fondamentali per assicurare la conservazione degli uccelli selvatici e dei loro habitat e per costruire una rete ecologica coerente.

Le tre proposte attualmente sottoposte a consultazione interessano territori di straordinario valore per l'avifauna sarda.  

La rilevanza di queste aree è direttamente collegata alla presenza e all'utilizzo documentato dei territori da parte di specie di elevato interesse conservazionistico. Le proposte riguardano, tra le altre, Aquila di Bonelli, Grifone, Capovaccaio, Astore sardo, Gallina prataiola, Falco pescatore e Nibbio reale, contribuendo al miglioramento dello stato di conservazione di sette specie per le quali la Sardegna ha assunto specifici impegni nell'ambito della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030


Particolarmente significativo è il caso del Grifone, per il quale nell'area di Bosa, Suni e Montresta sono state rilevate nel 2024 104 coppie territoriali, costituendo il nucleo riproduttivo più consistente d'Italia. Analogamente, nell'area della Piana di Ozieri sono presenti una coppia di Aquila di Bonelli e importanti nuclei di Gallina prataiola e altre specie di interesse conservazionistico.

La delimitazione proposta non appare dunque fondata su valutazioni esclusivamente teoriche o astratte. La Regione riferisce di aver utilizzato tracciamenti GPS, monitoraggi sul campo e l'aggiornamento dell'inventario delle Important Bird and Biodiversity Areas (IBA). Si tratta di un approccio che consente di collegare la perimetrazione delle aree alle effettive modalità di utilizzo del territorio da parte delle specie interessate.

L'ampliamento proposto determinerebbe inoltre un incremento della copertura della Rete Natura 2000 terrestre in Sardegna, che passerebbe dall'attuale 18,85% al 20,02%. 

Questo risultato assume un significato particolare se collocato nel più ampio quadro europeo. La Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 stabilisce infatti l'obiettivo di proteggere legalmente almeno il 30% della superficie terrestre dell'Unione e il 30% dei mari, assicurando al contempo una gestione efficace delle aree protette.

A questo quadro si è aggiunto il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, che rafforza ulteriormente gli obiettivi europei imponendo agli Stati membri misure di ripristino degli ecosistemi e prevedendo che, entro il 2030, esse interessino complessivamente almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Unione. Il regolamento stabilisce inoltre che, ove appropriato, fino al 2030 sia data priorità alle misure di ripristino all'interno dei siti Natura 2000.

In questo contesto, il rafforzamento della Rete Natura 2000 della Sardegna non rappresenta quindi un'iniziativa isolata, ma si colloca all'interno di un percorso europeo e nazionale di progressivo rafforzamento della tutela della biodiversità, al quale le Regioni sono chiamate a concorrere attraverso l'individuazione, la designazione e la gestione delle aree di maggiore rilevanza ecologica. 

La Consulta considera pertanto importante il confronto avviato dalla Regione con Comuni, agricoltori, allevatori, operatori economici, associazioni, ricercatori e comunità locali. Il confronto con i territori è un passaggio essenziale per comprendere gli effetti delle nuove designazioni, affrontare tempestivamente eventuali criticità e individuare modalità di gestione capaci di integrare efficacemente gli obiettivi di conservazione con le attività economiche e sociali presenti.

La stessa logica è alla base di Natura 2000: proteggere un territorio non significa sottrarlo alle attività umane, ma assicurare che queste possano svolgersi in condizioni compatibili con gli obiettivi di conservazione. La Regione ricorda infatti che i siti Natura 2000 sono concepiti per conciliare la tutela della natura con agricoltura, turismo, silvicoltura e altre attività e che gli eventuali piani o progetti suscettibili di incidere significativamente sui siti sono sottoposti alla Valutazione di incidenza ambientale. 

Rete Natura 2000 in Sardegna

È dunque importante che il confronto istituzionale e territoriale non venga interpretato come una contrapposizione tra conservazione della natura e sviluppo, ma come l'occasione per costruire una gestione più consapevole e lungimirante del territorio. Una Rete Natura 2000 adeguatamente progettata e gestita può rappresentare non soltanto uno strumento di tutela, ma anche una risorsa per le comunità locali, sostenendo la qualità ambientale, la valorizzazione del paesaggio, il turismo naturalistico, le attività agricole compatibili e nuove opportunità legate alla gestione sostenibile del territorio.

La Sardegna custodisce una parte straordinariamente importante del patrimonio di biodiversità europeo. Proprio per questo, la dimensione e l'efficacia della sua rete di tutela devono essere commisurate alla responsabilità che deriva da tale patrimonio.

La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna sostiene pertanto il percorso intrapreso dalla Regione e auspica che, al termine della fase di consultazione e degli approfondimenti previsti, le proposte siano valutate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e degli obiettivi di conservazione stabiliti dal quadro normativo europeo e nazionale.

L'auspicio è che la Sardegna possa dotarsi di una Rete Natura 2000 sempre più coerente, connessa ed efficace, capace di tutelare le specie e gli habitat di maggiore valore e, nello stesso tempo, di accompagnare le comunità locali verso un modello di sviluppo realmente sostenibile e compatibile con il patrimonio naturale dell'Isola.

Regione Sardegna - Nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela mirata di habitat specifici e specie di interesse comunitario - Consultazione pubblica

Le Zone di Protezione Speciale della Sardegna

La consultazione rimarrà aperta fino al 31/10/2026.

Chiunque abbia conoscenza diretta dei territori interessati è invitato a contribuire, ad esempio: associazioni, agricoltori, allevatori, cacciatori, operatori economici, ricercatori o semplici cittadini. A titolo esemplificativo, si indicano di seguito alcune tipologie di osservazioni:

  • la perimetrazione proposta per le aree;
  • elementi del territorio non considerati nelle istruttorie tecniche;
  • richieste di chiarimento sulle motivazioni scientifiche;
  • dubbi o domande sulle possibili ricadute pratiche della designazione.

Modulo per la consultazione online

Ogni contributo ricevuto sarà esaminato dai funzionari regionali e potrà concorrere a migliorare e affinare le proposte prima della loro formalizzazione.

Gallina prataiola


sull'argomento

La Nuova Sardegna - L'aquila di Bonelli regina dei cieli della Sardegna - Dove ammirarla

Ambiente news - Oltre 72 mila ettari per la tutela della biodiversità: la consulta sostiene l'ampliamento delle ZPS in Sardegna

Logudoro Live - Tutela di habitat e specie di interesse comunitario, la Sardegna amplia le ZPS tra Ozieri, Bosa e Sassari



lunedì 24 agosto 2026

We Love Turri 2

We Love Turri 2: Un Weekend di Arte, Natura e Cultura a Torre Canai

11-12-13 settembre 2026

C’è un luogo magico, affacciato sul mare di Sant’Antioco, dove la storia si fonde con la natura e la creatività. È Torre Canai, e per tre giorni, a settembre, diventerà il palcoscenico di We Love Turri 2, un evento che unisce fotografia, arte, benessere e la passione per il nostro territorio.

Organizzata dal Circolo Fotografico f7.1 e da Italia Nostra Sant’Antioco, questa seconda edizione si preannuncia ricca di emozioni, con un programma pensato per tutti: dagli appassionati di fotografia a chi cerca momenti di puro relax, dai curiosi della natura a chi ama la buona musica.



Vivi la Cultura, Salva la Storia

Il cuore pulsante dell’evento è una Open Call fotografica che ha portato a Torre Canai gli scatti di fotografi provenienti da tutta Italia. Le opere selezionate saranno esposte in una mostra collettiva che potrai ammirare e, soprattutto, acquistare in esclusiva durante i tre giorni.

E non si tratta solo di portare a casa un’opera d’arte. L’intero ricavato delle vendite (offerta minima 50€) sarà devoluto al sostegno e alla tutela di Torre Canai, un gioiello storico e paesaggistico che merita di essere protetto e valorizzato.


Il Programma nel Dettaglio

Tre giorni di eventi imperdibili, tra workshop, laboratori e momenti di spettacolo. Ecco cosa ti aspetta:

  1. Venerdì 11 Settembre - L’Inaugurazione tra Arte e Stelle

L’evento si apre nel pomeriggio con l’inaugurazione ufficiale:

  • Ore 18:00 - “Sguardi sul Territorio”: l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva.

  • Ore 19:00 - Anteprima Video: “Racconti d’autore” con Gianni Rizzotti, un viaggio emozionante attraverso le immagini.

  • Ore 21:00 - “Fotografare le Stelle”: il workshop notturno a cura del Circolo f7.1. Un’occasione unica per imparare a catturare la bellezza del cielo stellato (posti limitati!).


  1. Sabato 12 Settembre - Dal Bianco e Nero al Relax

Una giornata che spazia dall’arte analogica al benessere sonoro:

  • Ore 09:00 - “Lumen Print”: il laboratorio di fotografia analogica a cura di Ottovolante Sulcis. Un tuffo nelle tecniche d’altri tempi.

  • Ore 17:00 - “Armonia e Relax”: esperienza di Bagno Sonoro con Gianna Alessi. Un momento di profondo ascolto e rigenerazione.

  • Ore 20:00 - “Live Music sotto le stelle”: il concerto dei “More Than Duo” per chiudere la giornata in bellezza.


  1. Domenica 13 Settembre - Tradizione, Sapori e Benessere

L’ultimo giorno è dedicato ai profumi della macchia mediterranea e all’artigianato:

  • Ore 10:00 - “I Segreti della Macchia Mediterranea”: laboratorio di oli essenziali con Giorgio Congiu.

  • Ore 15:00 - “Mani in Pasta”: laboratorio di ceramica artigianale con Monica Vaccari e Cinzia Comi.

  • Ore 19:00 - “Tramonto in Yoga: rigenera corpo e mente con Silvia e Patrizia Manca, in una cornice mozzafiato.


Come Partecipare e Sostenere il Progetto

Tutti i workshop e le attività hanno posti limitati. Per assicurarti la partecipazione, è richiesta una donazione minima di 10€ (15€ per il laboratorio di ceramica artigianale).

Come prenotare? Clicca qui per scaricare il modulo di  GoogleForms per l'iscrizione ai laboratori e workshop

Oppure invia subito una email a contestcircolosantantioco@gmail.com oppure inquadra il QR Code presente sulla locandina dell’evento.

Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza indimenticabile e di contribuire alla salvaguardia di Torre Canai.

Vi aspettiamo numerosi a Torre Canai, pronti a condividere con voi la bellezza del nostro territorio! ❤️

Un progetto di: Circolo Fotografico f7.1 & Italia Nostra Sant’Antioco



Si è conclusa l’edizione di "We love Turri 2"! 
Il nostro grazie più grande va a tutti voi: a chi ha partecipato con entusiasmo ai workshop e ai laboratori, a chi ha scelto di sostenere la salvaguardia della nostra Torre e a chi è passato anche solo per un saluto o una visita. Siete stati il cuore di questo evento! ❤️
🎨 La mostra fotografica continua!
Se non siete riusciti a vederla, la mostra resterà visitabile ancora per qualche giorno.
Porta a casa un ricordo e sostieni la Torre
Vuoi fare la differenza? Puoi contribuire al sostentamento della Torre Canai acquistando una delle splendide fotografie esposte. Puoi farlo in due modi:
    • Di persona: venendo a trovarci direttamente presso la Torre Canai.
    • Online: sfogliando la galleria a
    https://www.picdrop.com/circolofotograficof7.1/5Zr2V2MGZj e contattandoci per l'acquisto.

Per info e prenotazioni foto:
    • WhatsApp: 328 0090372 (Marco Matta)
    • Email: contestcircolosantantioco@gmail.com

Grazie ancora per il vostro prezioso supporto! 
Grazie a tutti gli organizzatori e a tutti i partecipanti
Alla prossima edizione










I Cantores Sa Tempesta di Sant’Antioco con il loro emozionante coro hanno chiuso questa seconda edizione di We Love Turri.












We Love Turri1 su La Provincia del Sulcis Iglesiente del 2016

lunedì 17 agosto 2026

Italia Nostra Sardegna presenta le osservazioni al PUC di Iglesias: "Un piano che consuma suolo e ignora il declino demografico"

Italia Nostra Sardegna ha depositato oggi al Comune di Iglesias le proprie osservazioni al Piano Urbanistico Comunale, contestando nel merito e nella forma l'intero impianto del piano, giudicato inadeguato e in aperto contrasto con i principi di sostenibilità ambientale. 

Iglesias - Centro storico

Il PPR della Sardegna risale al 2006 e l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali doveva avvenire entro un anno, ma il Comune di Iglesias arriva oggi con vent'anni di ritardo. Anziché una riflessione accurata sullo stato del territorio, tuttavia, il piano si limita a riprodurre e aggravare gli errori del passato.

In vent'anni a città ha perso 3.500 residenti, passando da 28.000 a 24.500 abitanti. Il bilancio demografico del 2024 registra 83 nascite contro 325 decessi, con l'età media salita da 40,9 a 50,8 anni e l'indice di vecchiaia schizzato da 120 a 356,2. Eppure il PUC prevede un milione di nuovi metri cubi, equivalenti a un incremento di circa 10.000 abitanti, una previsione che Italia Nostra ritiene possa alimentare la speculazione, non il fabbisogno abitativo della comunità. Nuovi volumi da realizzarsi per lo più in aree vergini, ignorando i brownfields: pur disponendo di una delle più vaste concentrazioni di siti industriali e minerari dismessi d'Italia, il PUC consuma suolo agricolo e naturale anziché avviare un serio progetto di rigenerazione delle aree già compromesse.

La fabbrica RWM Italia spa

Come il "classico elefante nella stanza", il PUC omette sistematicamente la presenza nel territorio della fabbrica di ordigni bellici RWM Italia, un'omissione che Italia Nostra ritiene debba inficiare l'intero procedimento, anche perché lo stabilimento è stato ampliato abusivamente a poche centinaia di metri dalla ZSC Monte Linas-Marganai, in un'area di elevata sensibilità ambientale. Parallelamente, è altrettanto ingombrante la presenza della discarica di Genna Luas, per la quale il PUC prevede margini di ampliamento nonostante i gravi episodi di inquinamento che hanno interessato l'area. Italia Nostra contesta inoltre le zone di espansine, dedicate all'edificato spontaneo in area agricola, che includono terreni coltivati suscettibili di frazionamento in nuovi lotti edificabili, e le zone turistiche F4 tra Masua e Nebida, all'interno di aree Natura 2000, giudicate sovradimensionate a causa di un grossolano errore nel calcolo della ricettività balneare in applicazione del Decreto Floris del 1983.

Villaggio turistico a Nebida


In sintesi, Italia Nostra Sardegna chiede il rigetto del PUC per contrasto con il PPR e i principi di sostenibilità, il ridimensionamento delle previsioni edificatorie in coerenza con i dati demografici, la cancellazione delle nuove zone di espansione residenziale e il recupero del patrimonio esistente, l'annullamento della Zona Industriale San Marco per incompatibilità idraulica, idrogeologica e paesaggistica, la corretta classificazione urbanistica della discarica di Genna Luas e l'istituzione di una fascia di salvaguardia, l'annullamento delle zone turistiche F4 lungo la costa, una nuova Valutazione Ambientale Strategica che tenga conto di tutte le criticità, e infine il censimento del patrimonio edilizio inutilizzato e l'adozione di politiche per il recupero.

Italia Nostra Sardegna ritiene che il territorio di Iglesias offra numerose e concrete opportunità di sviluppo, che vanno colte nella direzione della sostenibilità ambientale e sociale. Esso può e deve diventare un laboratorio di rigenerazione, non una discarica di cemento e rifiuti industriali, né un polo per interessi speculativi, tantomeno una piattaforma per la produzione di ordigni militari al servizio di un'economia di guerra.

Clicca qui per accedere:



sull'argomento









martedì 28 luglio 2026

Turri, un luogo, la torre, il suo sguardo e il mare

Un titolo che è già un racconto.

È con grande emozione che condividiamo questo straordinario filmato, ideato e realizzato con maestria da Gianni Rizzotti, che ha scelto di donarlo a Italia Nostra Sant'Antioco. Un gesto prezioso che va ben oltre il semplice supporto: è un tributo alla bellezza e un aiuto concreto per portare avanti la nostra missione.


Da oltre trent'anni, infatti, ci prendiamo cura della Torre Canai, custodendo questo gioiello affacciato sul mare e lavorando ogni giorno per mantenerlo accessibile a tutta la comunità. Grazie a questo video, lo sguardo che si sprigiona da questo luogo unico arriva ora ancora più lontano, toccando il cuore di chiunque ami la nostra isola.

E per chi avrà il piacere di varcare la soglia della torre, lo attende un ulteriore incanto: all'interno, un secondo video racconta, da prospettive inedite, questo meraviglioso scorcio dell'isola di Sant'Antioco, regalando un'esperienza immersiva che fonde storia, natura e identità.

Un ringraziamento speciale va a Gianni Rizzotti per la sua sensibilità e il suo talento, a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questi preziosi materiali e, con immensa gratitudine, ai volontari di Italia Nostra. È grazie al loro instancabile impegno e alla loro passione se questo bene identitario continua a vivere e a essere fruito da tutti.

Buona visione e... lasciatevi incantare dallo sguardo della Torre sul mare.

lunedì 13 luglio 2026

Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza

Una battaglia per il paesaggio sardo e per il rispetto del Piano Paesaggistico. 

ZES e deregolamentazione: Italia Nostra Sardegna si schiera a difesa del territorio e del paesaggio per impedire che uno strumento di promozione economica si trasformi nell’ennesimo scempio del territorio isolano. 

Italia Nostra scende ufficialmente in campo nella battaglia legale e ambientale di Cala Finanza. Come già anticipato, l'Associazione interverrà ad adiuvandum nel ricorso presentato presso il TAR Sardegna dalla Regione Sarda contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Struttura di Missione ZES.

L'azione legale di Italia Nostra tende verso un pronunciamento del TAR sull'illegittimità dell'Autorizzazione Unica n. 74 del 6 febbraio 2026, rilasciata per la variante urbanistica e la riconversione di strutture esistenti in località Cala Finanza, nel Comune di Loiri Porto San Paolo. La procura speciale è stata conferita all’avvocato Manuela Tedde del foro di Sassari, che formalizzerà a breve la costituzione in giudizio.

Italia Nostra condivide e sposa appieno la strategia giudiziaria adottata dai legali della Regione Sardegna. Nonostante il dietrofront del Governo e la revoca del provvedimento autorizzativo, la richiesta di un pronunciamento nel merito da parte del TAR è la strada corretta. L'obiettivo dell'Associazione, all’unisono con le altre sigle ambientaliste già costituite, è rendere l'azione legale ancora più incisiva. La posta in gioco supera i confini di Cala Finanza e della stessa Sardegna: investe l’intero territorio del meridione d’Italia e l'ordinamento costituzionale.  

Nata a livello internazionale per attrarre capitali in aree portuali e industriali depresse, la normativa sulle ZES (Zone Economiche Speciali) ha subito attraverso i passaggi parlamentari italiani una singolare metamorfosi traducendosi in un devastante strumento di deregolamentazione e saccheggio dei territori. Italia Nostra denuncia con fermezza all’opinione pubblica il tentativo in atto di scardinare l’armatura normativa posta a tutela del patrimonio culturale e ambientale, eludendo competenze e tutele sancite dal PPR, dal Codice dei BB.CC. e dallo Statute Speciale per perseguire meri obiettivi speculativi.

Nel caso di Loiri Porto San Paolo, il Coordinatore della ZES, alla stregua di un novello satrapo, ha agito ignorando pareri, calpestando competenze ed emanando una delibera autorizzativa che ricalca la celebre e arrogante espressione del Marchese del Grillo e su cui, per il resto, putor vetat. Ciò che indigna profondamente è che la privatizzazione e lo sfregio paesaggistico di un sito costiero di altissimo pregio vengano spacciati come trasformazioni in “lusso e natura" (parole di CEO!), il tutto facilitato con i soldi dei contribuenti. Una vera manna per le nuove frontiere delle speculazione.



La normativa ZES, se applicata in questo modo selvaggio, agisce come un cancro che rischia di mandare in metastasi l'intero territorio nazionale. Il popolo sardo – già mobilitato dall’esperienza contro la speculazione sulle energie rinnovabili – ha compreso perfettamente il pericolo, rispondendo con la straordinaria mobilitazione dello scorso 1° luglio. Una reazione netta, a differenza di altre Regioni italiane che si sono fatte passare sotto il naso un boccone mefitico, illuse dalle promesse di investimenti. Timeo Danaos et dona ferentes: un monito per quegli amministratori locali che ripongono una fiducia cieca in un capitale non avvezzo al rispetto delle regole territoriali.

Italia Nostra Sardegna promuove questa azione legale per impedire che uno strumento di promozione economica si trasformi nell’ennesimo scempio del territorio isolano. L'obiettivo è ottenere un pronunciamento nel merito da parte del TAR Sardegna, che risulterà importante anche per analoghi fatti avvenuti in altre Regioni, sollecitando eventualmente i giudici amministrativi a sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale della normativa ZES dinanzi alla Consulta, laddove si ravvisi il contrasto con le diverse normative regionali e in particolare con lo Statuto Speciale sardo e l'armatura costituzionale di tutela del paesaggio. Solo bloccando questa falla nel nostro ordinamento si potrà impedire una catastrofe nazionale.

Italia Nostra, che ha già fatto sentire la propria voce in Puglia e che continuerà a vigilare su ogni fronte nazionale, prosegue il suo impegno in Sardegna a difesa degli interessi collettivi e dei valori storici e ambientali sanciti nel proprio statuto sin dalla fondazione. L'iniziativa odierna si inserisce nel solco delle storiche battaglie condotte dall'Associazione per la salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio. Al centro di questa mobilitazione vi è il Piano Paesaggistico Regionale, strumento cardine contro le numerose speculazioni che affliggono l'isola. Eppure, dopo oltre vent'anni dalla sua approvazione, il Piano rimane sistematicamente disatteso, sostanzialmente inapplicato e costantemente esposto a reiterati tentativi di revisione, tutti volti a svuotarne la portata e a minare le fondamenta stesse delle tutele del nostro territorio.




Sull'argomento

Italia Nostra Sardegna - Caso Tavolara Bay a Cala Finanza: NO al grimaldello delle ZES

Sardinia Post - Cala Finanza, anche Italia Nostra ricorre al TAR insieme alla Regione: "Dobbiamo difendere il Piano Paesaggistico"

Sardegnagol - Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza: "In gioco la tutela del paesaggio sardo"

CagliariToday - Cala Finanza, il TAR rinvia al 2027: la partita resta aperta e continua la battaglia legale

Pressenza - Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza

La Provincia del Sulcis Iglesiente - Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza, si costituisce in giudizio

AlgheroLive.it - Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza: una battaglia per il paesaggio sardo e per il rispetto del Piano Paesaggistico

ReportSardegna24 - Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza