sabato 24 luglio 2021

Al fuoco!

In questo momento le comunità del Montiferru, del Marghine e della Planargia stanno vivendo una tragedia sociale e ambientale senza precedenti. Italia Nostra condivide le preoccupazioni ed i timori della popolazione ed auspica che la battaglia contro il fuoco sia vinta al più presto. Ai cittadini colpiti tutta la nostra solidarietà e vicinanza umana.

Un particolare ringraziamento alle donne e gli uomini che si stanno battendo con coraggiosa determinazione per contrastare questi roghi, che stanno causando danni gravissimi alle persone, al patrimonio naturale, agli allevamenti del bestiame, all'economia delle località interessate.

Mentre scriviamo la situazione non è ancora sotto controllo. Il forte vento di scirocco ha alimentato le fiamme e adesso si teme per il maestrale che sta per arrivare. 

Siamo fortemente preoccupati per gli effetti nefasti di tali azioni su territori che avrebbero urgente bisogno di controlli costanti e di interventi di prevenzione e di cura. Purtroppo si tratta di azioni criminali favorite dal disinteresse e dalla superficiale manutenzione della risorsa più rilevante che abbiamo: il patrimonio naturale e paesaggistico.

Il risultato di questa calamità sono migliaia di persone evacuate, decina di migliaia di ettari di bosco cancellate, con tutti gli effetti negativi sul territorio e sull'ambiente. Ci stiamo sempre più avviando nella strada tracciata verso un futuro di impoverimento. 

Il fuoco è solo l’atto finale degli sconsiderati interventi dell’uomo sul territorio: abbandono delle terre, deforestazione, agricoltura e zootecnia non sostenibili oltre ai cambiamenti climatici. Queste nostre azioni ci stanno portando via vaste aree di boschi e foreste: uno degli ambienti più straordinari e ricchi di vita del pianeta, da sempre baluardo contro i cambiamenti climatici. Gli alberi, infatti, svolgono un ruolo di adattamento al riscaldamento globale e assorbono un’enorme quantità di CO2. 

L'impatto è devastante per le sue conseguenze sociali, economiche e ambientali: per l'interruzione dei cicli naturali, per la scomparsa delle specie autoctone, per l'aumento dei livelli di CO2 con effetto serra, per la distruzione delle biodiversità.

Affinchè questo disastro non sia capitato invano, è arrivato il momento di discutere seriamente di una vera politica ambientale regionale, che metta in primo piano il nostro capitale ambientale e paesaggistico, assieme a quello umano, e che finalmente abbandoni le politiche di aggressione e di impoverimento dei territori e delle comunità locali.

Il governo regionale chiede lo stato di calamità naturale, sembrerebbe che basteranno un po' di contributi economici per tranquillizzare le coscienze. Purtroppo i disastri di questa natura non sono monetizzabili e i costi sono tutti a carico delle future generazioni.



 sull'argomento

Sky tg24 - Incendi in Sardegna, ancora roghi nell'Oristanese. Dichiarato lo stato di emergenza

Il Fatto Quotidiano - Incendi Oristano, la Sardegna brucia da più di 60 ore

Il Post - I gravi incendi in Sardegna

Italia Nostra Sardegna - Pianeta in vendita. Al via la 2 edizione




venerdì 23 luglio 2021

A Portoscuso una nuova centrale termoelettrica e la collina dei fanghi rossi sempre più estesa

I giorni scorsi Italia Nostra Sardegna ha presentato motivate osservazioni nell’ambito della procedura di PAUR chiesta dalla società Eurallumina spa per il riavvio della raffineria di allumina di Portovesme.

Si tratta dell’ennesimo progetto, dopo quello del 2015 e successivamente del 2018, presentato alla Valutazione di Impatto Ambientale. La nuova richiesta prevede la costruzione di una centrale termoelettrica a gas che dovrebbe essere alimentata dalla rete nazionale di trasporto gas naturale, la virtual pipeline recentemente approdata alla procedura di VIA nazionale.  

Il riavvio dell’impianto andrebbe ad aggravare un contesto ambientale e sanitario fortemente degradato e senza impegni concreti per la sua bonifica. Già nel 2006 il “Rapporto sullo stato di salute
delle popolazioni residenti nelle aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna”
[1], coordinato dal prof. Annibale Biggeri ha avuto modo di verificare come le patologie riscontrate nella zona di Portoscuso siano attribuibili all’inquinamento derivante dalle emissioni inquinanti delle industrie di Portovesme.

Risultati confermati nel 2008 dalle indagini del Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro, dell’Università di Cagliari che evidenziarono la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 μg/dl. Ulteriore conferma proviene dal “Quinto Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico”[2] del giugno 2019 che riprendendo le cause di mortalità e di malattia in eccesso nel SIN Sulcis-Iglesiente Guspinese ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute di lavoratori e cittadini.

Bacino dei fanghi rossi
Altro capitolo riguarda l’autorizzazione, ai margini di un’area SIC e di una IBA, all’ampliamento della discarica dei fanghi rossi, probabilmente la più estesa della Sardegna (160 ha) e tra le più inquinanti per quanto riguarda le ricadute sulle falde acquifere. Ampliamento che occuperà ulteriori 19 ha di terreno e solleverà la discarica di oltre 10 mt di altezza (fino a 36 mt s.l.m.).  Un’immensa discarica che supererà i 50 milioni di tonnellate di fanghi e che continuerà a rilasciare sul suolo e sulle falde i veleni che contiene.  

<<Una gigantesca spugna imbevuta di arsenico che rilascia nella falda il pesante carico dei suoi veleni e che potrebbe inquinare per i prossimi 300 anni >>[3], affermava nel 2016 il professor Mario Manassero consulente del PM Marco Cocco nel processo attualmente in corso presso il Tribunale di Cagliari contro alcuni dirigenti dello stabilimento di Portovesme accusati di disastro ambientale.

Nelle sue osservazioni Italia Nostra Sardegna evidenzia l’anomalia sulla conformazione costiera derivante dall’ulteriore innalzamento della nuova collina artificiale del deposito dei “fanghi rossi”, un elemento che costituisce un’evidente estraneità nel contesto paesaggistico dell’ambito definito dal Piano paesaggistico regionale. Un intervento che appare in palese contrasto con i principi più generali che regolano la definizione degli impatti sul patrimonio culturale e il paesaggio nel procedimento di VIA e specificatamente normati dal D.Lgs. 152/2006. Dalle relazioni allegate al procedimento non appare infatti che l’intervento sia coerente con tali principi e tantomeno col recupero dell’area dal degrado ambientale così come imposto dal PPR per le nuove attività industriali, alla luce dell’esigenza di non aggravare il degrado medesimo e non pregiudicare il recupero dell’area.

Necropoli di San Giorgio
Tra l’altro la costruzione di nuovi impianti termoelettrici a combustibili fossili contrasta con le politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici e con lo stesso Piano energetico della regione Sardegna.

Italia Nostra Sardegna ritiene che nessuna nuova attività possa essere autorizzata senza la certezza che essa non arrechi danno agli obiettivi ambientali ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 e che qualsiasi intervento debba essere assoggettato anche alla valutazione denominata DNSH (Do Not Significant Harm – non produrre danno significativo). È fondamentale che anche gli interventi industriali siano soggetti a tale analisi affinchè sia dimostrata la loro azione positiva verso la mitigazione o l’adattamento ai cambiamenti climatici, la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e riduzione dell’inquinamento e la protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Nel ribadire il diritto costituzionale al lavoro dei cittadini del Sulcis, dei cassintegrati e dei disoccupati - non necessariamente in un’azienda priva di prospettive di mercato che brucia risorse pubbliche preziose e presenta un conto eccessivamente elevato all’ambiente naturale e alla salute dei cittadini - l’Associazione ritiene che la miglior soluzione sia oggi quella di trovare soluzioni occupazionali più salubri per i lavoratori e per la comunità di Portoscuso e del Sulcis, abbandonando al loro destino queste aziende prive di futuro.

 

Stagno di Boi Cerbus



[1] Pubblicato sulla rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia “Epidemiologia & Prevenzione”  -    Gennaio-Febbraio 2006, supplemento 1

martedì 13 luglio 2021

Un piano energia a tutela del Paesaggio, dell'Ambiente e dei Beni Comuni

Richiesta moratoria contro tutti i nuovi progetti per la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici ed eolici previsti in aree agricole e contro la realizzazione delle infrastrutture per l'approvvigionamento, il trasporto e la distribuzione del gas. 

Come anche le ultime dichiarazioni del ministro della transizione ecologica dimostrano, in nome dell’emergenza climatica e pandemica si sta tentando in ogni modo di derogare anche alle più elementari forme di tutela: dal lavoro, ai beni storici, ambientali e paesaggistici, fino alla salute. La crisi ambientale e la pandemia si stanno trasformando nei fatti in un’ennesima occasione per speculare e assaltare territori e diritti, col rischio di una catastrofe ambientale, economica e sociale senza precedenti. 



Ai primi di giugno è stato lanciato in Sardegna un appello alla mobilitazione, il 16 dello stesso mese convocato un primo incontro e il 4 luglio un secondo da cui è scaturito il documento che qui presentiamo, già sottoscritto da numerose organizzazioni, associazioni e singoli, che contiene una richiesta di moratoria contro tutti i nuovi progetti per la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici ed eolici previsti in aree agricole e la realizzazione delle infrastrutture per il gas previste dall’art. 31 del Decreto Semplificazioni. La richiesta è stata inoltrata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Transizione Ecologica, al Ministro della Cultura, al Presidente della Giunta Regionale Sarda, all’assessore della Difesa dell’Ambiente Sardegna, all’Assessore dell’Industria Sardegna e ai Capi Gruppo del Consiglio Regionale Sardo, e l’invito rivolto a tutti i lettori è di sottoscriverla al fine di darle ancora maggiore impulso ed efficacia.

Le ragioni di questa richiesta nascono a seguito della nuova ondata di progetti, ad oggi 114, per impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, ora in fase di valutazione ambientale, ai quali si accompagnano vecchi e nuovi progetti per le infrastrutture del gas metano; questi ultimi solo in apparente contrapposizione ai primi ma in realtà figli delle stesse logiche. Vi sono alcune zone geografiche in cui l’assalto si sta concentrando, e tra queste l’attenzione è particolarmente concentrata sulla Sardegna, grazie soprattutto alle difficoltà economiche e sociali in cui si trova oramai da lungo tempo.

Ci opponiamo con forza a queste politiche predatorie che rischiano di compromettere in maniera irreversibile il territorio e il nostro futuro. Chiediamo pertanto una pausa di riflessione in attesa dell’elaborazione di un grande piano strategico, all’interno del quale la pianificazione del territorio e il piano energetico siano funzionali ai nostri reali fabbisogni e rispondano concretamente ai criteri di sostenibilità, salvaguardia ambientale e paesaggistica, di tutela dei beni comuni, della salute e dell’ambiente, in cui siano garantiti servizi di qualità e accessibili a tutti, di mantenimento o addirittura crescita dei livelli occupazionali, per un lavoro sano e di qualità e maggiore ricchezza per tutti. Affinché la transizione sia realmente ecologica e a vantaggio del pianeta intero.

Assemblea di Bauladu del 4 luglio 2021

Segue il documento approvato dall'assemblea di Bauladu il 4 luglio 2021

La comunità sarda chiede la tutela del territorio e dei beni comuni

L’Assemblea dei cittadini sardi, dei comitati, degli amministratori locali, delle associazioni e formazioni politiche, dei sindacati di base e identitari, riunita a Bauladu il giorno 4 luglio 2021, per discutere dell’emergenza che attraversa la Sardegna a causa dei numerosi e non giustificati mega impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e del paventato pericolo di sostituire, senza alcun vantaggio ambientale, il carbone e il petrolio con il gas nella produzione di energia elettrica,

Nel riaffermare:

La ferma volontà di accelerare, sulla base di regole certe e ambientalmente sicure, la transizione da fonti fossili a fonti rinnovabili.

Verificato che:

 La totale assenza di scelte strategiche in tema energetico sta determinando un’incontrollata proliferazione di impianti per la produzione di energia elettrica (sono in attesa di VIA 114 grossi impianti per la produzione da FER) oltre alla riesumazione della dorsale per il gas e ai progetti dei rigassificatori di Portoscuso, Portotorres e Giorgino;

• Si tratta di infrastrutture energetiche eterodirette e finalizzate a trasformare la Sardegna in una piattaforma energetica e ad alimentare la speculazione piuttosto che soddisfare le esigenze energetiche e occupazionali della Sardegna, principalmente tramite l’occupazione delle migliori terre a preminente vocazione agricola, con la conseguente ulteriore marginalizzazione delle tradizionali attività agro-pastorali.

Denuncia:

 L’eccessivo consumo di suolo, di aree agricole, di beni naturali e ambientali e di beni paesaggistici, la sottrazione e privatizzazione dei nostri beni comuni derivante dall’installazione caotica e disordinata, senza alcuna programmazione e pianificazione, dei mega impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; e senza nessun rispetto della salute dei cittadini e degli interessi degli operatori del settore primario e del turismo;

• L’inutilità e la pericolosità di sostituire i combustibili fossili attualmente in uso per la produzione di energia, con il gas, un altro combustibile fossile i cui effetti potrebbero essere ancora più devastanti sui cambiamenti climatici, sul riscaldamento globale e sulla salute dei cittadini.

• La colpevole assenza della Valutazione di Impatto Sanitarionella procedura di autorizzazione di questi impianti, nonostante essa sia inserita, assieme al principio di precauzione, nella vigente normativa ambientale2.

In attesa

• Dell’applicazione dell’art. 5 della legge 22 aprile 2021 n. 53 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2019-2020) che introduce rilevanti innovazioni nel quadro normativo che regolamenta le FER e che prevede l’obbligo di disciplinare e individuare le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi PNIEC;

• Del recepimento delle “Linee di indirizzo strategico per l’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna” individuate dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 59/89 del 27.11.2020.

Chiede che:

Si proceda ad una moratoria con effetto immediato di tutti procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale attualmente in corso per impianti di grande taglia fotovoltaici ed eolici previsti in aree agricole non vincolate all'autoconsumo e si sospenda la realizzazione delle infrastrutture per il gas previste dall’art. 31 del Decreto Semplificazioni, al fine di salvaguardare il territorio con le sue matrici ambientali e le biodiversità da interventi sconsiderati che potrebbero comprometterlo definitivamente, in coerenza con l’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio e con quanto impone la normativa europea di prossimo recepimento e per consentire una corretta e realistica pianificazione energetica nella Regione Sardegna, che tenga conto dei bisogni, reali e non indotti, di consumo energetico da parte degli abitanti dell’isola.

Consiglio di Stato, Sez. IV, 11 febbraio 2019, n. 983

Art. 191 TFUE, art. 3 ter del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i


Aderiscono al documento dell’assemblea di Bauladu:

Adesioni collettive:

Acqua Bene Comune Planargia Montiferru

Articolo 1 prov. Oristano

ASCE – Associazione Sarda Contro lEmarginazione

Assemblea permanente Villacidro

Associazione “Riprendiamocla Sardegna “

Associazione Culturale Labstart 

Associazione Culturale Pararrutas – Isili

Casa Lussu di Armungia

Cagliari Socialforum

Cobas Scuola Cagliari - Cobas Scuola Sardegna

Collettivo Comunista (marxista-leninista) di Nuoro 

Decrescita felice – Cagliari

Fridays for future – Cagliari

Gruppo di Intervento Giuridico Oristano

Isde – Medici per l’Ambiente Sardegna 

Italia Nostra Sardegna

Movimento Nonviolento Sardegna 

Potere al Popolo Cagliari

Progres - Progetu Republica

Riprendiamoci la Sardegna 

Sa domu de Tottus – Sassari 

Sardegna Possibile

Sardegna Sostenibile Sovrana 

Sardigna Libera

Scuola della Terra in Sardegna – rete di cultura ecoterritoriale

Società della cura Sardegna

Touring Club Italiano – Consoli della Sardegna 

Usb – Unione Sindacale di Base

Zero Waste Sardegna


Adesioni individuali:

Angioni Giuseppina, Aresti Stefano, Aresu Massimo, Balderacchi Paola, Bellisai Carlo, Camedda Maria Graziella, Canetto Giorgio, Cani Franca, Castiglione Pierluisa, Chiozzi Riccardo, Collu Claudio,  Concas Margherita,  Concu Monica, De Poli Chiara, De Rosa Patrizia, Deiana Annunziata, Deiana Gian Luigi, Drago Salvatore, Etzi Alessia, Farci Rossano, Fascella Maria. Galasso Susanna, Ghiani Marcella, Loi Antonella, Loi Giovanna, Loi Mario, Loi Pierpaolo, Macis Viviana, Maggio Concetta, Maggioli Nadia, Marcia Luca, Regalia Anna Laura, Benvenuti Marco, Loche Maria Luisa, Mariani Cristiano, Martelli Silvia, Masala Teresa,  Massidda Carmen, Maullu Antonio Michele,  Melis Giuseppe, Melis Valeria, Memeo Marco Muscas Antonio Nieddu Francesco Onnis Maurizio, Ortu Claudia, Pabis Antonio Padroni Nicola Parascandolo Fabio Peddis Ivano, Pili Sabrina, Pinna Antonio Pintus Susy, Pirisi Luca, Pisci Luigi, Porcedda Pietro, Porcella Paolo, Ronchitelli Remo, Rubiu Enrico, Setzu Mariella, Stellione Raffaella, Tedesco Ninni, Vacca Angela, Verrigni Francesco, Vigasio Carlo, Visioli Giampaolo, Zuncheddu Claudia

Il documento inoltre è sottoscritto da:

Possibile Sardegna

Comitato per la Biodiversità "Sas Radichinas" di Nuoro A Innantis

Comitato di redazione mensile online "Aprile"



giovedì 1 luglio 2021

Transizione e Semplificazione: democrazia e ambiente a rischio

Bauladu, Domenica 4 luglio, dalle 9.30 alle 13.30

Per alcune zone della Sardegna sono attualmente in attesa di VIA ben 114 impianti per la produzione di energia da rinnovabile, si tratta di richieste di autorizzazione per 20 impianti eolici e 94 parchi fotovoltaici. Il rilascio di queste autorizzazioni comporterebbe un sacrificio di suolo pari a 11 mila ettari senza alcun ritorno economico per il territorio, con un prezzo altissimo in termini di impatto sui beni ambientali, paesaggistici e culturali, ma senza condurre alla auspicata riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dall’uso dei combustibili fossili. La ragione è da ricondursi alla totale assenza di scelte strategiche che stanno comportando una incontrollata proliferazione di impianti di ogni specie, incluso il metano, con la rediviva dorsale, i progetti, oramai in fase di approvazione dei rigassificatori di Portoscuso Giorgino.

Tutto ciò grazie ai consistenti benefici economici garantiti ai soggetti proponenti.

Si tratta di una pesante ipoteca sulla Sardegna che rischia di vedere preclusa ogni possibilità di programmare il futuro e compromesso irrimediabilmente il suo patrimonio paesaggistico e ambientale. 

I 114 progetti, infatti, rappresentano solo la premessa dell’assalto che si sta per scatenare sull’isola, favorito dal nuovo decreto semplificazioni attraverso il quale alle Amministrazioni, alla Regione e alla soprintendenza verrà ulteriormente ridotta la possibilità di esprimere un parere ed eventualmente porre il veto ai nuovi progetti.

È necessaria un’azione forte e coesa da parte di tutti noi.

Dopo un incontro preliminare in videoconferenza tenutosi il 16 giugno, ci ritroveremo Domenica 4 luglio a Bauladu, presso il Centro Civico

Culturale in Piazza Emilio Lussu, a partire dalle 9.30 e fino alle 13.30, per discutere delle proposte già presentate sulle eventuali nuove e sulle azioni e iniziative di mobilitazione.

Gruppo di lavoro Energia e Territorio

Italia Nostra Sardegna aderisce al Gruppo di Lavoro

sull'argomento

"Sardegna Zero CO2 - Phase out 2025" Vi invitiamo a scaricare e consultare l’intero documento al seguente indirizzo:  https://www.cobascagliari.org/zero-co2

La possibile decarbonizzazione della Sardegna senza spendere miliardi di euro per il metano 

Metanizzazione della Sardegna: progetto nocivo e obsoleto