Sit-in sotto il Consiglio Regionale per chiedere un incontro e denunciare le gravi violazioni ambientali e il sostegno della Giunta alla produzione bellica nel Sulcis
Cagliari, 29 giugno 2026 – Un fronte ampio di associazioni ambientaliste, sindacali e pacifiste ha indetto un sit-in di protesta per il prossimo giovedì 2 luglio, a partire dalle ore 10, sotto il Palazzo del Consiglio Regionale della Sardegna. La mobilitazione nasce per denunciare le gravi conseguenze del decreto n. 34147 del 17 febbraio 2026, con il quale il Commissario ad acta ha rilasciato l’autorizzazione ambientale (VIA ex post) alla RWM Italia S.p.A., azienda operante nei comuni di Domusnovas, Iglesias e Musei.
In una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale e ai Capi Gruppo, le organizzazioni firmatarie esprimono forte preoccupazione per la scelta della Giunta regionale di non pronunciarsi direttamente sulla richiesta di VIA, demandandola a un Commissario ad acta. Tale decisione, considerata dagli scriventi un atto politico e istituzionale di rilevante gravità, ha di fatto compresso l’autonomia regionale e leso il principio di legalità, sostenendo le ragioni della multinazionale degli armamenti anche dinanzi al TAR Sardegna.
Le associazioni ricordano che la RWM Italia ha gestito lo stabilimento per circa nove anni in assenza di un valido titolo autorizzatorio ambientale, producendo esplosivi, munizioni e ordigni, continuando nel contempo ad ampliare e modificare l’impianto. Nonostante le prescrizioni del decreto commissariale, la società prosegue nella sua politica di espansione, ottenendo ulteriori autorizzazioni dai Comuni per interventi edilizi e impiantistici che a nostro avviso avrebbero invece richiesto la dovuta attenzione per verificarne l’assoggettabilità a una eventuale nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Nella lettera al Presidente del Consiglio Regionale e ai Capi Gruppo denunciamo che la politica industriale per il sud della Sardegna è di fatto determinata da soggetti esterni e orientata verso la militarizzazione del territorio e la produzione bellica. Si tratta di una deriva che si traduce nell’ampliamento di uno stabilimento già dichiarato abusivo dal Consiglio di Stato, con lo scopo dichiarato di triplicare la produzione di esplosivi destinati a bombe per aerei, proiettili per artiglieria e droni killer di progettazione israeliana, attualmente utilizzati anche nei teatri di guerra.
Il sit-in del 2 luglio sarà un'occasione di sensibilizzazione e informazione pubblica, ma anche di pressione istituzionale: nella lettera si è chiesto formalmente un incontro con il Presidente del Consiglio Regionale e con i Capi Gruppo per richiamare l’attenzione dell’Assemblea sulla gravità della vicenda e sulle sue rilevanti conseguenze ambientali, sociali e politiche, con l’obiettivo di fermare l’appoggio acritico della Regione Sardegna alle ragioni del riarmo e della guerra, a cominciare dai favori concessi alla multinazionale Rheinmetall.
L’iniziativa è promossa da:
Italia Nostra Sardegna, Movimento Nonviolento Sardegna, Associazione A Foras, USB Sardegna, Assotziu Consumadoris Sardigna, Comitato Riconversione RWM, Confederazione Sindacale Sarda, Cagliari Social Forum, ANPI Cagliari e Cobas Cagliari, Comitato su Entu Nostu Sanluri, Assemblea Permanente Villacidro, PCI Sardegna, Federazione Giovanile Comunista Italiana, - Sardegna, CGIL Le Radici del Sindacato
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