sabato 6 giugno 2026

DPCM Energia Sardegna: una transizione energetica o una nuova dipendenza dal gas?




Italia Nostra APS – Sezione di Sassari ha presentato le proprie osservazioni sul DPCM Energia Sardegna del 10.9.2025, il provvedimento che definisce il percorso per il superamento del carbone nell'Isola attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche, oggetto di una procedura di consultazione da parte di ARERA (Documento n.135/2026/R/GAS). 

L'Associazione condivide pienamente l'obiettivo di abbandonare il carbone, una delle fonti fossili più impattanti sul clima e sull'ambiente. Ritiene tuttavia che il modello delineato dal decreto presenti criticità rilevanti e rischi di trasformare la transizione energetica in una semplice sostituzione di una fonte fossile con un'altra.

Al centro delle osservazioni vi è il ruolo attribuito al gas naturale liquefatto (GNL) e alle infrastrutture necessarie per il suo utilizzo: rigassificatori, depositi costieri, metanodotti e reti di distribuzione. Secondo Italia Nostra, investire oggi in opere progettate per durare decenni potrebbe vincolare la Sardegna a una nuova dipendenza energetica proprio mentre l'Europa accelera il percorso verso la progressiva uscita dai combustibili fossili.

Il documento richiama inoltre l'attenzione sulla vulnerabilità di un sistema energetico basato sulle importazioni di gas, esposto alle tensioni geopolitiche e alla volatilità dei mercati internazionali, e mette in discussione l'idea che la metanizzazione possa rappresentare da sola una risposta alle difficoltà industriali di aree come il Sulcis, dove le cause della crisi appaiono ben più profonde e strutturali.

Una parte significativa delle osservazioni riguarda inoltre il rapporto tra il DPCM e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Italia Nostra sottolinea come la Sardegna stia vivendo una fase di forte pressione progettuale, con un numero crescente di impianti eolici, fotovoltaici e relative opere di connessione proposti sul territorio. L'Associazione non contesta la necessità delle energie rinnovabili, considerate uno strumento essenziale per la decarbonizzazione, ma evidenzia l'assenza di una pianificazione integrata capace di coordinare produzione energetica, sistemi di accumulo, capacità della rete e reali fabbisogni regionali.

Secondo il documento, senza adeguati sistemi di accumulo e senza una strategia energetica complessiva, il rischio è che la Sardegna si trovi contemporaneamente a ospitare nuove infrastrutture per il gas e una crescente concentrazione di impianti da fonti rinnovabili, sostenendone gli impatti territoriali e paesaggistici senza una chiara garanzia di benefici diretti per le comunità locali. Una situazione che potrebbe trasformare l'Isola in una piattaforma energetica al servizio di esigenze esterne, anziché in un territorio protagonista della propria transizione energetica.

Particolare attenzione viene dedicata al Nord-Ovest della Sardegna e al Sassarese, territorio che negli ultimi decenni ha già sopportato gli effetti della grande industrializzazione, della presenza petrolchimica di Porto Torres e della centrale di Fiume Santo. Secondo Italia Nostra, proprio qui emergono con maggiore evidenza le contraddizioni del DPCM: da un lato si pianificano nuove infrastrutture legate al gas, dall'altro restano incerte le prospettive industriali che dovrebbero giustificarne la realizzazione. A ciò si aggiunge una crescente pressione derivante dai numerosi progetti energetici in corso, con il rischio di una ulteriore trasformazione del territorio senza una valutazione complessiva degli impatti.



L'Associazione esprime inoltre preoccupazione per gli effetti cumulativi che metanodotti, elettrodotti, impianti energetici e opere di connessione potrebbero produrre sul paesaggio, sulle aree agricole e sugli ecosistemi di maggiore pregio ambientale, con particolare riferimento al Golfo dell'Asinara, alla Nurra, ai siti della rete Natura 2000 e alle zone umide di rilevanza internazionale.

Per Italia Nostra la transizione energetica rappresenta un'opportunità storica che non può essere ridotta alla sostituzione del carbone con il gas. Occorre invece costruire un modello fondato sulle fonti rinnovabili, sui sistemi di accumulo, sull'efficienza energetica, sull'elettrificazione dei consumi e su una rigorosa pianificazione territoriale capace di coniugare decarbonizzazione, autonomia energetica e tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico dell'Isola.

Le osservazioni integrali approfondiscono nel dettaglio questi temi e avanzano una serie di proposte per orientare il futuro energetico della Sardegna verso un modello più sostenibile, autonomo e coerente con gli obiettivi climatici europei.

Il documento completo può essere consultato e scaricato al seguente link:

👉 OSSERVAZIONI ITALIA NOSTRA DPCM ENERGIA SARDEGNA