venerdì 27 settembre 2013

Giornate Europee del Patrimonio 2013

Torre e costa ovest Sardegna


Anche quest'anno, in collaborazione col MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), l'Associazione garantisce l'apertura della Torre Canai ai visitatori interessati.

La Torre è l'unico monumento di Sant'Antioco inserito nel programma delle attività relative alle Giornate Europee del Patrimonio 2013.




Nel sito del MiBACT ulteriori immagini e informazioni sull'evento riguardante la Torre,


Estate 2013 - Pittore all'opera nella camera dell'alcaide

martedì 24 settembre 2013

Pianeta in vendita

Il cinema per raccontare la tutela dei territori e i diritti dei popoli


I film in Proiezione:
Lezarè
LEZARE' di Zelalem Voldemarian  -
CATTEDRALI DI SABBIA di Paolo Carboni

Considerate le numerose emergenze ambientali e sociali che stanno interessando il territorio regionale in questi ultimi mesi, che hanno visto il coinvolgimento diretto di parte della società civile riunita in comitati e associazioni locali, l'Osvic (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano), l’Ass. Italia Nostra nelle sezioni Sinis Cabras Oristano, Sassari e Cagliari, i C.S.C. UNLA di Oristano e Macomer, il G.A.S. Pira Camusina e la Bottega Sud Equo di Nuoro, propongono un’analisi dell’argomento TERRA, la tutela dei paesaggi e la resistenza dei territori, attraverso lo strumento del cinema.
 

L'iniziativa itinerante dal titolo PIANETA IN VENDITA: Il cinema per raccontare la difesa dei territori e i diritti delle comunità sarà inaugurata a Oristano il 4 ottobre alle h 19 presso il C.S.C. Unla e proseguirà il 7 a Macomer (CSC Unla h19 ), l'8 a Sassari (Biblioteca comunale h17), il 9 a Nuoro (Salone Parrocchiale Deffenu h18,30) e si concluderà il 10 a Cagliari (Sottopiano Palazzo Civico di Cagliari h17).
Le pellicole d’autore, "Lezare" di Zelalem Woldemariam e Cattedrali di sabbia di Paolo Carboni, racconteranno le violazioni dei diritti di comunità e popoli, ma anche l’impegno prezioso di comitati ed associazioni che in ogni parte del mondo sono accomunati da un sottile “filo rosso”: la volontà di porre i beni comuni fuori da qualsiasi logica di mercato e di speculazione, nel “ritorno alla terra” e ai suoi valori imprescindibili.

Ciascuna proiezione sarà seguita da un dibattito con la partecipazione dei comitati che localmente operano a difesa dei Beni Comuni: saranno infatti ospiti a Oristano i comitati “S’Arrieddu per Narbolia”, “No al Progetto Eleonora”, a Macomer “Acqua Bene Comune Planargia” e “RifiutiZero”, a Sassari il comitato locale “No al Termodinamico a Cossoine e Giave”, a Cagliari "Terra che ci appartiene" e “NO Trivelle Sardegna”.

La giornata inaugurale, nella città di Oristano, sarà arricchita dalla presenza di Domenico Finiguerra,  che racconterà la sua esperienza di amministratore e di attivista.



sabato 21 settembre 2013

Lavori in corso al Liceo Scientifico Lussu di Sant’Antioco

COMUNICATO STAMPA DELLA SEZIONE DI SANT'ANTIOCO DI ITALIA NOSTRA


Liceo Lussu - plesso via Bolzano
Gli studenti del Liceo di Sant’Antioco sono da alcuni giorni in agitazione perché il plesso di via Bolzano è ancora un cantiere aperto nel quale la ditta appaltatrice sta eseguendo interventi di “manutenzione straordinaria” per la rimozione di una consistente quantità di pannelli di amianto compresso.
Lamentano la presenza di polveri non meglio identificate ma comunque provenienti da quell’attività.
Inoltre, non avendo avuto risposte ritenute soddisfacenti da parte della dirigente scolastica – che è anche responsabile della sicurezza – e allarmati dal possibile pericolo per la  salute derivante dalla presunta insalubrità della scuola, gli studenti hanno chiesto e ottenuto di riunirsi in assemblea straordinaria invitando un rappresentate della nostra Associazione.
Nel corso dell’assemblea il prof. Antonello Meli  dirigente di Italia Nostra, ha sinteticamente illustrato a  studenti, docenti e genitori le fonti normative in tema di sicurezza e di salubrità degli ambienti di lavoro (D.lgs. n° 81/2008)  e in tema di movimentazione di amianto (D.lgs  N° 277/91).  Ha inoltre informato sulle varie competenze degli enti pubblici  interessati alla prevenzione e alla tutela degli ambienti di studio e di lavoro e sull’applicabilità del principio di precauzione previsto dall’Unione Europea e recepito nell’ordinamento Italiano con D.lgs. n° 152/2006.
Dall’assemblea sono emerse alcune serie criticità in merito alla gestione della vicenda:
  • Permane un cantiere in attività nei pressi di alcune aule nelle quali si svolgono le lezioni. La dirigente scolastica ha dichiarato di aver obbligato gli studenti ad entrare nei locali dell’istituto a seguito della comunicazione scritta  dalla Provincia, ente proprietario dell’immobile scolastico,  di avvenuta chiusura dei lavori da parte dell’impresa appaltatrice;
  • E stato affermato inoltre che negli ambienti scolastici sono presenti polveri provenienti dal cantiere di cui non si conosce la composizione e l’eventuale pericolosità. Gli studenti inoltre sono stati costretti a frequentare aule in cui gli arredi, non adeguatamente protetti in fase di rimozione dell’amianto compresso, erano coperti da una coltre di polveri. Quelle polveri, per ammissione del responsabile del cantiere, hanno interessato anche gli studenti frequentanti il vicino Istituto Professionale.
Si evidenzia inoltre la “schizofrenia” tra quanto previsto nella normativa di tutela della salute e nella sua distorta applicazione. Basti citare, a titolo di esempio,  la recente disposizione del ministro della Salute che giustamente vieta di fumare in tutti gli spazi scolastici, chiusi e all’aperto, mentre la dirigente del Liceo obbliga gli studenti a seguire le lezioni in un cantiere aperto. 
In conclusione l’Associazione manifesta, a ragion veduta, serie preoccupazioni per quanto è emerso e ribadisce la propria disponibilità  a sostenere la comunità scolastica giustamente allarmata in tutte le sedi (amministrativa, contabile e penale).
Sant’Antioco 21 settembre 2013
 
p.s.: Il 23 settembre 2013 l'Associazione ha informato il Dipartimento per la  promozione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Segreteria del Minstero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca su quanto sta accadendo nel plesso di via Bolzano del Liceo Lussu di Sant'Antioco
sull'argomento:
ANSA - Allarme amianto in liceo in provincia di Cagliari


  
 





martedì 20 agosto 2013

RICHIESTA PERMESSI RICERCA RISORSE GEOTERMICHE NEL MEDIO E BASSO CAMPIDANO


Nei giorni scorsi le associazioni WWF, Italia Nostra e LIPU della Sardegna – così come i numerosi comitati locali (“No Trivelle Sardegna”, “Terra che ci Appartiene” Gonnosfanadiga, “No Megacentrale” Guspini etc…) - hanno presentato una serie di Osservazioni all’Ass.to Reg.le all’Industria, chiedendo di non concedere i permessi di ricerca di risorse geotermiche avanzati dalla società aretina TOSCO GEO srl o in alternativa di sospendere la procedura subordinando il rilascio dei permessi all’esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale.

Le quattro richieste di permessi per ricerche geotermiche avanzate dalla TOSCO GEO interessano complessivamente 416 kmq di fertili terreni agricoli della piana del Medio e Basso Campidano e coinvolgono il territorio di ben 16 Comuni e rappresentano, purtroppo, solo una parte delle tante richieste di ricerca geotermica presentate in Sardegna. 

Negli esposti presentati le Associazioni evidenziano il contrasto esistente tra le richieste della TOSCO GEO e la Delibera della Giunta Regionale Sardegna N° 34/41 del 07/08/2012 che detta le “Linee Guida per la disciplina della Ricerca e la coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna”. La delibera impone infatti che l’eventuale rilascio del permesso di ricerca sia condizionato all’espletamento delle procedure in materia di valutazione di impatto ambientale (Verifica/VIA), secondo quanto previsto dalle direttive comunitarie e dalla vigente normativa nazionale e regionale.

Oltre ad un iter confuso e pasticciato – per alcune richieste non è stata neppure data la corretta e obbligatoria informativa ai cittadini - è del tutto assente nelle richieste presentate un Piano di Recupero Ambientale che preveda la rimozione delle infrastrutture e il ripristino dello stato dei luoghi secondo le vocazioni proprie del territorio, oltre alle modalità di smaltimento del materiale dismesso.

Le Associazioni ribadiscono la validità del documento in materia energetica presentato lo scorso maggio 2013, con il quale si chiedeva alla Regione Sardegna una moratoria delle installazioni in area agricola di tutte le centrali per la produzione di energie rinnovabili, comprese le ricerche delle risorse geotermiche, in  attesa della definizione di un Piano Energetico Regionale (P.E.A.R.S.),  che preveda la programmazione delle attività di ricerca e detti norme severe sulla localizzazione e la compatibilità ambientale delle concessioni di coltivazione del geotermico. Un Piano in grado di fermare la folle e selvaggia corsa all’accaparramento delle terre, di impedire la sottrazione delle risorse ambientali e dei beni comuni alle comunità locali e alle generazioni future e di disciplinare finalmente con regole ferree questi impianti industriali disseminati in lungo e in largo nelle aree agricole dell’intera Sardegna.
 

Sull'argomento:

 

lunedì 19 agosto 2013

Comitati, controinformazione e occupazione delle terre

un commento all'articolo di Sandro Roggio del 17 agosto 2013

La bellezza della Alghero-Bosa e la scelta del golf a Tentizzos

Costa di Buggerru

Emiri, imprenditori locali e nazionali, società per azioni e società a responsabilità limitata, sono tanti i rapaci pronti ad occupare i nostri areali e a distruggere le nostre terre, non appena la Regione Sardegna terrà fede alle promesse elettorali e scardinerà finalmente il Piano Paesaggistico Regionale. Ci son voluti quasi 5 anni di promesse e annunci ripetuti ogni sei mesi, scadenze fissate e mai rispettate, ma adesso i collaboratori esterni stanno lavorando a pieno regime anche nelle afose giornate di agosto (d'altronde son stai pagati profumatamente con i soldi del contribuente!). Sembrerebbe sia questo il momento giusto, tutto dovrebbe essere pronto per i prossimi mesi .
La domanda è capire se riuscirà il Presidente Cappellacci, in questi pochi mesi che gli rimangono, a consegnare le coste della Gallura, quelle del Sulcis e della Planargia e quelle dell’intera Sardegna alla speculazione immobiliare.
Riuscirà a consegnare l’intero Campidano alla devastante opera delle trivelle che attendono i permessi per la ricerca di petrolio, gas e acqua calda e che trasformeranno la più importante pianura della Sardegna in una grande gruviera?
Riuscirà a consegnare alla speculazione energetica migliaia di ettari di terreni agricoli e a cacciar via dalle proprie terre migliaia di agricoltori, contadini e pastori, cancellando definitivamente centinaia di piccole aziende agricole e condannando la già sofferente agricoltura della Sardegna?


Comprendiamo che il nostro governatore abbia pure speso parole e abbia preso impegni con i signori del mattone e quelli del vento e con gli speculatori di ogni genere, pensiamo però che governare la Sardegna significhi in primo luogo perseguire gli interessi dei sardi, della comunità sarda e quelli delle future generazioni.
In questi anni abbiamo fatto molto, ci siamo impegnati per ricordare questi doveri a quanti governano la Sardegna. Assieme ai numerosi Comitati locali sorti in ogni angolo della Sardegna ci siamo impegnati e abbiamo lavorato duramente per fermare le politiche scellerata di questa classe dirigente ottenendo talvolta anche degli ottimi risultati!
È in questa direzione che dobbiamo insistere impegnandoci ancora di più nel prossimo futuro, potendo contare sulla forza davvero dirompente delle numerose comunità sarde che hanno capito quanto deleterie e pericolose siano le promesse “sviluppiste” di questi dannosi amministratori. È in quest’ottica che credo si inserisca l’interessante impegno anche di controinformazione svolto dagli amici del Comitato “Salviamo Tentizzos Per Bosa” e dagli altri comitati, le cui iniziative stanno raccogliendo numerosi consensi e adesioni. Nutro invece poche speranze su quanto sapranno fare le forze politiche e sulla loro attività priva di ambiguità!


Io comunque nella lotta tra e i grifoni che volano liberi tra Capo Marrargiu e l’altopiano di Campeda e gli avvoltoi umani che si aggirano per gli uffici di viale Trento parteggio per la sopravvivenza dei primi.

 
 
 
Sull'argomento:
 
Eddyburg: Il MIBAC non è un notaio di Elio Garzillo 
La Nuova Sardegna: PPR, task force da 700mila euro 
Il Sole 24 ore: Per amore del grifone

lunedì 1 luglio 2013

Torre Canai Estate 2013

Locandina orario
Apertura estiva Torre Canai Sant'Antioco

Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei numerosi volontari la Torre Canai sarà aperta al pubblico  per l'intera stagione estiva.

Orario di Apertura 

dalle 10.00 alle 12.30   Tutti i giorni della settimana

dalle 17.00 alle 19.00   Martedì-Mercoledì-Giovedì e Sabato

 
L’ingresso alla Torre  è gratuito
 
Il monumento ospita una Mostra fotografica e cartografica sugli aspetti naturalistici e culturali dell’isola di Sant’Antioco. Una sezione è riservata alla storia della Torre Canai.
Nel sito circostante la Torre sono agevolmente percorribili dei sentieri-natura (con indicazioni delle principali specie vegetazionali presenti).
All'interno della Torre è disponibile per i visitatori interessati una dettagliata cartina dell’isola di Sant’Antioco e un libretto (in italiano) dove è riportata la storia della Torre e alcune sezioni sulle presenze naturalistiche, ambientali e culturali del sud dell’isola.
Mostra Fotografica
La novità di quest'anno è rappresentata dall'esposizione di diverse foto del fotografo naturalista Fabio Corona.
Le foto esposte riprendono aspetti paesaggistico-naturalistici dell'isola di Sant'Antioco
 
  
 

Italia Nostra e la Torre Canai

Nel 1985 l’associazione Italia Nostra fece richiesta di concessione della Torre, affinché essa potesse diventare patrimonio della comunità di Sant’Antioco.
 
Il primo atto di concessione del monumento all’Associazione è del 1988, anno in cui iniziarono delle attività di studio e restauro che si protrassero fino al 1990.
L’attività di restauro, progettata e diretta dall’architetto Luciano Rossetti, è consistita nella demolizione della sovrastruttura - realizzata dal concessionario privato sopra la piazza d’armi per crearvi un panoramico soggiorno–pranzo-cucina - nel ripristino della originaria merlatura e nella demolizione di un ampio soppalco, utilizzato per camere da letto. Nel corso del restauro è stata messa in evidenza, a seguito di recupero, la pregevole volta emisferica, è stata individuata la cisterna, precedentemente manomessa per realizzarvi un locale deposito, e ripristinata la garitta, che era stata trasformata in bagno di servizio. In occasione del restauro infine si è provveduto alla messa a norma degli impianti elettrici e del trattamento delle acque reflue.
Nel 1994 la Torre è stata aperta al pubblico ed è attualmente la sede della sezione di Sant’Antioco dell’associazione Italia Nostra. Ospita una Mostra permanente sugli aspetti storici, ambientali e culturali dell’isola di Sant’Antioco e sul sistema delle torri costiere della Sardegna.
Nella Torre si svolgono attività di educazione ambientale e attività culturali di vario tipo: convegni, concerti, mostre, teatro. Il monumento, che nel corso della stagione estiva, viene aperto al pubblico grazie alla collaborazione di volontari dell’associazione, è inserito ogni anno nelle giornate culturali promosse dal Ministero dei Beni Culturali e nella rassegna Monumenti Aperti.
La Torre è circondata da un giardino botanico progettato dal naturalista Sergio Todde, che ha anche provveduto a classificare le specie autoctone presenti nell’area. Intorno alla Torre sono stati predisposti dei sentieri natura e sono stati realizzati alcuni interventi di riqualificazione del patrimonio floristico e vegetazionale.