La Consulta delle Associazioni Ambientaliste, a cui Italia Nostra Sardegna aderisce, sostiene il percorso avviato dalla Regione per rafforzare la Rete Natura 2000.
La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna esprime il proprio sostegno al percorso avviato dalla Regione Autonoma della Sardegna per l'ampliamento delle ZPS “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri” e “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, nonché per l'istituzione della nuova ZPS “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”.
Si tratta di un intervento di particolare rilievo per la conservazione della biodiversità dell'Isola, fondato su un quadro di conoscenze scientifiche aggiornate e coerente con gli obiettivi della Direttiva Uccelli 2009/147/CE, della Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030. La normativa europea individua infatti nella designazione e nella gestione delle Zone di Protezione Speciale uno degli strumenti fondamentali per assicurare la conservazione degli uccelli selvatici e dei loro habitat e per costruire una rete ecologica coerente.
Le tre proposte attualmente sottoposte a consultazione interessano territori di straordinario valore per l'avifauna sarda.
La rilevanza di queste aree è direttamente collegata alla presenza e all'utilizzo documentato dei territori da parte di specie di elevato interesse conservazionistico. Le proposte riguardano, tra le altre, Aquila di Bonelli, Grifone, Capovaccaio, Astore sardo, Gallina prataiola, Falco pescatore e Nibbio reale, contribuendo al miglioramento dello stato di conservazione di sette specie per le quali la Sardegna ha assunto specifici impegni nell'ambito della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030.
Particolarmente significativo è il caso del Grifone, per il quale nell'area di Bosa, Suni e Montresta sono state rilevate nel 2024 104 coppie territoriali, costituendo il nucleo riproduttivo più consistente d'Italia. Analogamente, nell'area della Piana di Ozieri sono presenti una coppia di Aquila di Bonelli e importanti nuclei di Gallina prataiola e altre specie di interesse conservazionistico.
La delimitazione proposta non appare dunque fondata su valutazioni esclusivamente teoriche o astratte. La Regione riferisce di aver utilizzato tracciamenti GPS, monitoraggi sul campo e l'aggiornamento dell'inventario delle Important Bird and Biodiversity Areas (IBA). Si tratta di un approccio che consente di collegare la perimetrazione delle aree alle effettive modalità di utilizzo del territorio da parte delle specie interessate.
L'ampliamento proposto determinerebbe inoltre un incremento della copertura della Rete Natura 2000 terrestre in Sardegna, che passerebbe dall'attuale 18,85% al 20,02%.
Questo risultato assume un significato particolare se collocato nel più ampio quadro europeo. La Strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030 stabilisce infatti l'obiettivo di proteggere legalmente almeno il 30% della superficie terrestre dell'Unione e il 30% dei mari, assicurando al contempo una gestione efficace delle aree protette.
A questo quadro si è aggiunto il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, che rafforza ulteriormente gli obiettivi europei imponendo agli Stati membri misure di ripristino degli ecosistemi e prevedendo che, entro il 2030, esse interessino complessivamente almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Unione. Il regolamento stabilisce inoltre che, ove appropriato, fino al 2030 sia data priorità alle misure di ripristino all'interno dei siti Natura 2000.
In questo contesto, il rafforzamento della Rete Natura 2000 della Sardegna non rappresenta quindi un'iniziativa isolata, ma si colloca all'interno di un percorso europeo e nazionale di progressivo rafforzamento della tutela della biodiversità, al quale le Regioni sono chiamate a concorrere attraverso l'individuazione, la designazione e la gestione delle aree di maggiore rilevanza ecologica.
La Consulta considera pertanto importante il confronto avviato dalla Regione con Comuni, agricoltori, allevatori, operatori economici, associazioni, ricercatori e comunità locali. Il confronto con i territori è un passaggio essenziale per comprendere gli effetti delle nuove designazioni, affrontare tempestivamente eventuali criticità e individuare modalità di gestione capaci di integrare efficacemente gli obiettivi di conservazione con le attività economiche e sociali presenti.
La stessa logica è alla base di Natura 2000: proteggere un territorio non significa sottrarlo alle attività umane, ma assicurare che queste possano svolgersi in condizioni compatibili con gli obiettivi di conservazione. La Regione ricorda infatti che i siti Natura 2000 sono concepiti per conciliare la tutela della natura con agricoltura, turismo, silvicoltura e altre attività e che gli eventuali piani o progetti suscettibili di incidere significativamente sui siti sono sottoposti alla Valutazione di incidenza ambientale.
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| Rete Natura 2000 in Sardegna |
È dunque importante che il confronto istituzionale e territoriale non venga interpretato come una contrapposizione tra conservazione della natura e sviluppo, ma come l'occasione per costruire una gestione più consapevole e lungimirante del territorio. Una Rete Natura 2000 adeguatamente progettata e gestita può rappresentare non soltanto uno strumento di tutela, ma anche una risorsa per le comunità locali, sostenendo la qualità ambientale, la valorizzazione del paesaggio, il turismo naturalistico, le attività agricole compatibili e nuove opportunità legate alla gestione sostenibile del territorio.
La Sardegna custodisce una parte straordinariamente importante del patrimonio di biodiversità europeo. Proprio per questo, la dimensione e l'efficacia della sua rete di tutela devono essere commisurate alla responsabilità che deriva da tale patrimonio.
La Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Sardegna sostiene pertanto il percorso intrapreso dalla Regione e auspica che, al termine della fase di consultazione e degli approfondimenti previsti, le proposte siano valutate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e degli obiettivi di conservazione stabiliti dal quadro normativo europeo e nazionale.
L'auspicio è che la Sardegna possa dotarsi di una Rete Natura 2000 sempre più coerente, connessa ed efficace, capace di tutelare le specie e gli habitat di maggiore valore e, nello stesso tempo, di accompagnare le comunità locali verso un modello di sviluppo realmente sostenibile e compatibile con il patrimonio naturale dell'Isola.
Regione Sardegna - Nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela mirata di habitat specifici e specie di interesse comunitario - Consultazione pubblica
Le Zone di Protezione Speciale della Sardegna
La consultazione rimarrà aperta fino al 31/10/2026.
Chiunque abbia conoscenza diretta dei territori interessati è invitato a contribuire, ad esempio: associazioni, agricoltori, allevatori, cacciatori, operatori economici, ricercatori o semplici cittadini. A titolo esemplificativo, si indicano di seguito alcune tipologie di osservazioni:
- la perimetrazione proposta per le aree;
- elementi del territorio non considerati nelle istruttorie tecniche;
- richieste di chiarimento sulle motivazioni scientifiche;
- dubbi o domande sulle possibili ricadute pratiche della designazione.
Modulo per la consultazione online
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| Gallina prataiola |
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