sabato 9 febbraio 2013

Stop al consumo di territorio

"... Dare priorità al recupero degli edifici abbandonati, abbattere gli orrori che assediano le nostre periferie sostituendoli con una nuova edilizia di qualità anziché catapultare grattacieli nel bel mezzo dei centri storici. Verificare i dati... sulle proiezioni di crescita demografica prima di autorizzare nuove edificazioni.
È falso che vi siano da una partei "modernizzatori" che cementificano all' impazzata e dall' altra i "conservatori" che non costruirebbero più una casae condannerebbero alla disoccupazione gli operai. La vera lotta è un' altra: fra chi vuole uno sviluppo in armonia con il bene pubblico e la Costituzione, e chi vede nel suolo italiano solo una risorsa da saccheggiare a proprio vantaggio".

                                                                                                                                    Salvatore Settis



dal Manifesto nazionale il consumo di territorio

Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato

 
Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).

Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.

Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.
Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative? Sì!

Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.

 
 
STOP: PERCHÉ?
1. Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci comunali.
2. Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.
3. Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.
4. Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc.
5. Per senso di responsabilità verso le future generazioni.
6. Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente una via alternativa all’attuale modello di società.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

I seguenti firmatari richiedono una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.
Sottoscrivono quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese
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sull'argomento:

 
 
 

giovedì 17 gennaio 2013

Nuovo pronunciamento del TAR a difesa della necropoli di Tuvixeddu

Necropoli di Tuvixeddu
Dopo l'importante sentenza del Consiglio di Stato del 2011 i giorni scorsi c’è stato un nuovo pronunciamento del tribunale amministrativo regionale della Sardegna a difesa del colle di Tuvixeddu e della necropoli. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Nuova Iniziative Coimpresa accogliendo le motivazioni dagli avvocati della regione, dall’avvocatura di stato e dall’avvocato Carlo Dore legale di Italia Nostra.
Tra le altre cose i giudici amministrativi di Cagliari evidenziano l’importanza della sentenza del Consiglio di Stato (n. 1366/2011) che ha sancito l’esistenza del vincolo di 120 ettari (e non 50) sui colli di Tuvixeddu e Tuvumannu e che pertanto gli accordi di programma del 2000 non sono più attuabili in quanto le opere previste insistono su un’area vincolata ai sensi del Codice dei BB.CC.
I giudici chiariscono definitivamente l’impossibilità di realizzare volumi, opere e infrastrutture in prossimità di Beni Culturali finché gli strumenti urbanistici non vengono adeguati al piano paesaggistico regionale, ai sensi degli art. 48 e 49 delle norme dello stesso PPR.
È interessante notare che sono le tesi da sempre sostenute da Italia Nostra sulla vicenda Tuvixeddu - Tuvumannu, ma anche su altre opere devastanti che interessano la città di Cagliari, come il nuovo parcheggio multipiano che si intende realizzare sotto le mura di Cagliari in via Cammino Nuovo.
In merito alle autorizzazioni paesaggistiche i giudici ribadiscono la sua validità come “atto autonomo rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico - edilizio” e la vigenza di “un “sistema binario” di verifiche paesaggistiche, che contempla una prima fase riguardante l’intervento nel suo complesso (cioè il piano attuativo) ed una seconda fase che investe i progetti esecutivi finalizzati alla concreta realizzazione delle singole opere pianificate”. Fermo restando che l’autorizzazione paesaggistica sui progetti esecutivi “è efficace per un periodo di cinque anni, scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione”.
In particolare i giudici del TAR evidenziano le modifiche sostanziali, intervenute successivamente agli accordi di programma del 2000, alla normativa che regola la tutela dei beni culturali e paesaggistici, il PPR in primo luogo - derivante dall’applicazione del Decreto sui Beni Culturali del 2004 - e le successive sentenze che riguardano proprio il colle di Tuvixeddu: Consiglio di Stato (1366/2011) e TAR Sardegna, Sez. II, 29 febbraio 2012, n. 256.
Auspichiamo che questa sentenza metta la parola fine all’annosa battaglia che da anni conducono i cittadini di Cagliari, le Associazioni Ambientaliste e Italia Nostra in particolare, a difesa della necropoli punica e che il Comune di Cagliari in fase di adeguamento del PUC al PPR sancisca definitivamente l’esistenza del vincolo in tutta l’area di Tuvixeddu – Tuvumannu che salvaguardi il colle da qualsiasi operazione immobiliare e lo renda definitivamente fruibile a tutta la comunità.

sentenza TAR Sardegna n° 00241/2012
Sentenza Consiglio di Stato n° 01366/2011


Sull'argomento:

La Nuova Sardegna: Tuvixeddu: bloccate anche le strade
La Repubblica: Tuvixeddu, il Tar ferma il cemento: stop alle ville affacciate sulla necropoli
Sardegna Oggi: Tuvixeddu, il Tar blocca i lavori. Legambiente: "Ora il parco"
CagliariPad: Stop ai lavori a Tuvixeddu. Il Tar boccia strade e parcheggi in via Is Maglias
Casteddu online: Il Tar salva Tuvixeddu: no al cemento e stop definitivo anche al canyon
Sardegna Democratica: Tuvixeddu: un'altra sentenza per la sua tutela
L'Unione Sarda: Tuvixeddu area di importanza storica. Il Tar conferma anche i vincoli minerari
COM.Unità: La lezione di Tuvixeddu
FAI: Necropoli fenicio-punica

    

sabato 5 gennaio 2013

Tra le Mura e la Torre un parcheggio a forte impatto ambientale

Le Mura
Il parcheggio di tre piani che si intende realizzare in pieno Centro Storico a Cagliari, in via Cammino Nuovo, sarà un’opera fortemente invasiva e inquinante in un area fragile, in prossimità delle Mura del Bastione di Santa Croce e della Torre dell'Elefante, uno dei luoghi più importanti di Cagliari dal punto di vista della riconoscibilità.
I giorni scorsi Italia Nostra ha inoltrato al Comune di Cagliari e agli uffici regionali del Ministero dei Beni Culturali alcune osservazioni sul progetto, in particolare l’Associazione ha evidenziato:
1.     Il progetto insiste in un’area di notevole interesse pubblico, tutelata ai sensi degli artt. 136 e 143 del D.Lgs 42/04 e dal Piano Paesaggistico Regionale. L’opera risulta in contrasto con le misure di protezione in vigore e non può essere realizzata in assenza di adeguamento del PUC allo stesso Piano Paesaggistico (sull’argomento si è già espresso lo stesso TAR Sardegna);
2.     La Soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari ritiene esista la fondata possibilità di ritrovamenti rilevanti, addirittura una necropoli di epoca romana in via del Cammino Nuovo e stratificazioni delle mura nelle epoche successive. I reperti potrebbero motivare scelte diverse e causare il blocco del cantiere per tempi imprevedibili, oltre alle innumerevoli conseguenze, sia da un punto di vista paesaggistico che sotto il profilo dei contenziosi;
3.     Come tutti i parcheggi in struttura, ormai banditi dalle politiche europee in materia di mobilità, sarà un grande attrattore di traffico e quindi fonte di inquinamento atmosferico e acustico;
4.     L’Associazione chiede di archiviare l’attuale progetto di parcheggio interrato e ritiene utile elaborare proposte alternative che prevedano le aree di sosta esterne al Centro Storico;
5.        Italia Nostra avanza inoltre la proposta di realizzare nell’area di via Cammino Nuovo un più salubre ed economico progetto paesaggistico di “vero” verde, con arbusti e alberi, per migliorare l’attuale condizione dei luoghi e puntare su un progetto di mobilità diversa, che utilizzi mezzi pubblici moderni, efficienti e frequenti, collegati a “veri” parcheggi di scambio in grado di drenare il traffico laddove ha origine.
 
Cagliari 05 gennaio 2013

Sull'argomento

Sardegna Democratica: Sul parcheggio del Cammino Nuovo: precisazioni
Sardegna Democratica: Sul parcheggio di via Cammino Nuovo
Sardegna Democratica: Cagliari dalle bianche mura
Valorest: Che si fa della via Cammino Nuovo? Italia Nostra propone una vera area verde
Sardegna Oggi: Italia Nostra: “No al multipiano in via Cammino Nuovo”
CagliariPad: Parco-Parcheggio, proposta di Italia Nostra: "Vero verde e non pavimentazione in calce struzzo"
La Nuova Sardegna: «Quel parcheggio non si può realizzare»
La Nuova Sardegna: Dubbi sui tempi del parco parcheggio
Vito Biolchini blog: Benvenuti a Cagliari, città di parchi e parcheggi. Perché il cemento sotto le mura piace anche al centrosinistra!
Urban Center:  Il progetto per il parco di via Cammino Nuovo



Cagliari Social Forum
Via Lanusei 15/a
Cagliari

Oggetto: Martedì 22 gennaio ore 17: sit in presso il comune di Cagliari

 
 
Il Cagliari Social Forum, assieme ad altre Associazioni, terrà un sit in davanti al Comune di Cagliari, in via Roma, il giorno martedì 22 Gennaio a partire dalle ore 17.00.

Questa manifestazione è indetta per porre alcune domande all’amministrazione comunale, domande che avremmo già posto da tempo se l’amministrazione avesse deciso, come da noi più volte richiesto, di incontrarci.
Incombe sulla nostra città una delibera votata dal Consiglio comunale per la costruzione di un parcheggio in via Cammino Nuovo. E' un progetto ereditato dalla passata amministrazione: quella volta, però, fortemente contrastato dall’attuale maggioranza, allora minoranza.
Non ci convincono le piccole varianti che sono state apportate. Le consideriamo piccole imbellettature di un progetto devastante sotto l’aspetto paesaggistico, storico-architettonico ed archeologico di uno dei punti più belli della città.
Rimaniamo ancora del parere che i parcheggi sono dei forti attrattori di traffico automobilistico privato.
Siamo convinti che i punti critici rilevati allora dall’attuale maggioranza permangano e vorremmo, dunque, capire quali sono stati i motivi di questo capovolgimento.
Vogliamo capire  perchè questa amministrazione continua a disattendere il programma con il quale si è presentata alle elezioni ed in virtù del quale ha ottenuto i voti di molti cittadini cagliaritani.
Vogliamo capire se l’amministrazione vuole mettere in pratica la tanto sbandierata democrazia partecipata o vuol ridurla, come sta facendo, a sporadiche assemblee condominiali.

PER DIRE NO A QUESTO PROGETTO E PER AVERE RISPOSTE DALL’ AMMINISTRAZIONE PARTECIPIAMO AL SIT IN.
Cagliari social forum  18.01.13

 
Volantino del Cagliari Social Forum
Lettera aperta del fisioterapista agli amministratori comunali della città di Cagliari



La posizione della colonna vertebrale è uno dei principali motivi di sofferenza della vita di oggi. Tendiamo naturalmente ad afflosciarci e questo influisce negativamente sulla qualità complessiva della nostra vita. In campagna elettorale avete sostenuto fermamente che avreste tutelato gli aspetti ambientali, culturali  e urbanistici della città di Cagliari in controtendenza alla precedente amministrazione.
Ci si sarebbe aspettato che i benefici immediati ottenuti in quell'occasione servissero poi a confermare le promesse fatte agli elettori. Invece no.
Piegare la schiena sotto la pressione dei costruttori di parcheggi, garages, rimesse e multipiani accettando senza un adeguato spirito critico le indicazioni di tecnici che nessuno ha mai eletto e che quindi non devono rispondere delle loro scelte ai cittadini elettori non è una buona cosa per la salute della vostra colonna vertebrale. Le cartilagini tra vertebra e vertebra si schiacciano irrimediabilmente e vi accorgerete dei danni solo alla prossima tornata elettorale.
State per combinarne un'altra che avete intitolato: “Sistema coordinato di parcheggi di scambio nel Centro Storico – Parco Cammino Nuovo”
I cittadini sanno cosa è successo alla spiaggia del Poetto. Vedremo se si lasceranno imbrogliare di nuovo.

Fingere di non sapere, minimizzare o negare  i rischi di crolli e danni irrimediabili in un tessuto così fragile come la zona storica di Cagliari, stratificata in centinaia di anni e perciò con un sottosuolo di incerta tenuta statica, fingere di non capire che verrà comunque stravolto il paesaggio in modo insanabile in barba alle leggi che lo tutelano è un segnale preoccupante dell'incapacità di tenuta di schiene poco propense a restare diritte.



 



 

lunedì 31 dicembre 2012

Come faccio a non urlare

Video su Creta, ma potrebbe essere la Sardegna

clicca qui


Solare termodinamico nell'isola di Creta
Questo video descrive quanto succede a Creta, ma potrebbe essere anche la Sardegna, La Sicilia e tante altre isole del Mediterraneo. Racconta l’occupazione di terreno vitale per il settore primario (agricoltura- allevamenti) e le conseguenze per gli uomini, gli ucceli rari e l’ambiente naturale, racconta di distruzioni ambientali e di speculatori che fanno razzia di incentivi di terre fertili e di paesaggio.
 

    

Una cooproduzione della Rete di associazioni contro le energie rinnovabili industriali a Creta
e della Televisione fatta dai Cittadini sulla invasione della energia "verde" a Creta.
Un video fatto per smascherare una regolamentazione finalizzata all”installazione senza regole di Energie Rinnovabili in Aree protette con l’unico scopo di far guadagnare le multinazionali con la vendita della corrente ai Cretesi. Tutto in nome di un "sviluppo" senza termini e regole.
 

Sull'argomento


Nexus Co.: Creta: Distruzione ambientale in ascesa con l’installazione di migliaia di pale eoliche giganti in tutta l’isola
Pancretan Network: Contro la pianificazione su scala industriale di fonti rinnovabili di energia
La Decrescita: Energie rinnovabili e inquinamento dei paesaggi

venerdì 28 dicembre 2012

Lettera aperta al sindaco di Villasor

serre fotovoltaiche a "Su Scioffu" - Villasor
Egregio Signor Sindaco

Ho seguito con vivo interesse e molto stupore il suo intervento all’assemblea popolare organizzata lo scorso 14 dicembre a Decimoputzu dal comitato Terrasana sul tema della centrale a biogas e delle energie rinnovabili.
Non capita spesso di ascoltare un politico o un rappresentante istituzionale affermare di sentirsi “truffato” dalle false promesse e riconoscere le proprie colpe e la propria ingenuità rispetto alle decisioni assunte in nome e per conto della comunità che rappresenta.  Abbiamo così appreso che anche Lei, signor sindaco, come troppi amministratori sardi, si è fatto abbagliare dalle promesse dei soliti “facilitatori” che si son presentati in giacca e cravatta nel suo ufficio a portare il cosiddetto “sviluppo”  e contribuire con le energie rinnovabili al raggiungimento degli “obbiettivi posti dal protocollo di Kyoto”.
Nel caso dell’impianto di “Su Scioffu” a Villasor si è trattato di una scelta scellerata che ha consegnato alla speculazione del fotovoltaico decine di ettari di terra fertile, sottratta alla produzione agricola in cambio delle solite promesse di posti di lavoro, di royalties, di scuole e altre opere pubbliche, di centri di ricerca e di somme devolute sotto la voce di “ristoro ambientale” per compensare gli effetti negativi derivanti alla comunità dalla presenza dell’impianto. Abbiamo potuto assistere in questi giorni, in occasione dell’anniversario dell’entrata in funzione dell’impianto, a una campagna di stampa propagandistica che ci racconta quanto è bello produrre in queste favolose serre e quanto lavoro (hanno parlato di un centinaio di maestranze) e benessere abbiano portato alla comunità. Ma Lei ci ha invece raccontato un’altra storia, fatta di promesse mancate, di un comune indebitato e a rischio default, di informazione assolutamente non veritiera sull’effettiva occupazione garantita dall’impianto di “Su Scioffu”.

Io Le credo, signor sindaco, perché la sua comunità, al pari di troppe altre in Sardegna e nel resto d’Italia, è stata privata di un’importante area agricola per ospitare veri e propri impianti industriali autorizzati come “miglioramento fondiario”. Importanti risorse della Sardegna e dei sardi razziate da speculatori che si stanno arricchendo grazie proprio alla “dabbenaggine” di amministratori locali e regionali. Non ho colto però la ratio delle sue conclusioni, il fatto cioè di ipotizzare l’alienazione, o la cessione ventennale, di parte del territorio di proprietà comunale (237Ha di terreno agricolo) a una società che propone di realizzare a “Flumini Mannu” una centrale elettrica in zona agricola (impianto solare termodinamico a concentrazione da 50 MW di potenza installata). Col ricavato della cessione di queste aree Lei spera di  far fronte al probabile dissesto finanziario del suo comune. Mi sembra che anche questa ipotesi La porti a ripetere  l’errore precedente, visto che anche il nuovo impianto porterà ricchezza soltanto a chi lo realizza, impoverendo ancora di più la sua comunità, privandola delle proprie terre e quindi dell’opportunità di metterle a valore con attività agricole che abbiano una vera ricaduta economica sui cittadini di Villasor.
Penso invece che esprimere parere contrario al nuovo impianto industriale sui terreni agricoli di Flumini Mannu rappresenti per Lei  la grande occasione per riscattarsi dall’aver voluto le serre di Su Scioffu. Le suggerisco di seguire questa strada così come sarebbe opportuno che lei segnalasse al GSE le anomalie riscontrate nella produzione agricola di queste serre affinché, se ne esistono le condizioni, la società venga privata dagli incentivi fotovoltaici pagati con le nostre bollette elettriche.
Mi piacerebbe anche che Lei portasse la testimonianza dell’imbroglio di cui ci ha parlato agli altri sindaci vittime come Lei, ma che ancora non se ne sono resi conto.
Cagliari 27 dicembre 2012
Graziano Bullegas 
 

 


domenica 23 dicembre 2012

Auguri di Buone Feste


I migliori auguri di Buone Feste,
perché il prossimo anno ci aiuti a superare le attuali difficoltà economiche, sociali e ambientali. Perché si avvii una completa revisione delle politiche distruttive improntate al consumismo, allo spreco di risorse  e alla distruzione del patrimonio ambientale e culturale, generatrici di ingiustizia sociale e troppo spesso di catastrofi naturali. 

“Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.”
Robert Kennedy 1968