martedì 15 settembre 2020

Strategie e infrastrutture energetiche per la Sardegna

Sarà un’occasione di confronto sulle “Strategie energetiche per la Sardegna” l’incontro che Venerdì 18 c.m.  vedrà riuniti intorno ad un tavolo a Cagliari la sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico Alessandra Todde, e rappresentanti di Italia Nostra, COBAS, ISDE, USB ed Amministratori comunali.

Il meeting si pone idealmente nell’alveo aperto dal MISE con la convocazione a Roma il 31 gennaio scorso di forze politiche regionali, rappresentanze sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste per discutere del phase out dal carbone della Sardegna entro il 2025, nel rispetto degli obblighi assunti dall’Italia nei confronti della Comunità europea con la presentazione del Piano Energia Clima (PNIEC). Vale la pena ricordare per inciso che in tale occasione Italia Nostra, USB, COBAS e WWF avevano fatto pervenire al MISE un documento dal titolo “Sardegna Isola zero CO2 - Phase out 2025 – Proposte operative per la decarbonizzazione della Sardegna”. 

In quella sede era emersa una profonda divaricazione tra le posizioni del mondo ambientalista, che invocavano il rispetto degli impegni assunti con l’Europa e quelle espresse dalle restanti rappresentanze - in particolare Regione Sarda, Confindustria Sardegna e Sindacati confederali - che proponevano una indeterminata dilazione temporale. Ulteriori divergenze erano emerse in relazione ad alcune anticipazioni sulla volontà del Governo di abbandonare il progetto di realizzazione della dorsale del metano in Sardegna.

Rafforzato in tale scelta dallo studio RSE sull’approvvigionamento energetico della Sardegna (Anni 2020-2040), che dimostrava attraverso una stringente analisi Costi-Benefici la non sostenibilità economica della soluzione dorsale, il Governo ha optato con il DL semplificazione, di recentissima approvazione, per una soluzione che prevede un collegamento “virtuale” Sardegna-Continente mediante un servizio di bettoline che provvederanno a rifornire 5 depositi costieri, dotati di minirigassificatori, dai quali il metano potrà essere immesso nella rete di distribuzione a servizio dei 38 bacini di utenza o trasportato su ruota.

Saranno questi i temi principali che animeranno il dibattito. Oltre a soddisfare i maggiori chiarimenti da più parte invocati sulle modalità di attuazione del modello postulato dal MISE, la sottosegretaria Todde avrà modo di precisare le posizioni del Governo in merito alla decarbonizzazione della Sardegna ed alle modalità di implementazione dell’utilizzo delle fonti rinnovabili. Di contro i diversi interlocutori presenti al tavolo, pur accogliendo con favore l’abbandono della dorsale da sempre avversata, non mancheranno di evidenziare l’opportunità irripetibile per la Sardegna di attivare una politica energetica basata in primo luogo sull’efficientamento e sul risparmio e una migrazione decisa e rapida verso le FER, che miri al superamento della illogica strettoia imposta da una transizione energetica necessariamente legata al metano. La posizione ambientalista e dei sindacati di base nasce dalla constatazione delle singolari potenzialità delle FER in Sardegna, dalle peculiarità socio economiche, ma soprattutto dalla necessità di iniziare nell’immediato un processo globale di decarbonificazione che investa tutti i settori dal residenziale all’industria. Un processo inevitabile la cui accelerazione risulta dettata non solo dagli effetti dei cambiamenti climatici e dai riverberi più o meno oscuri sulla salute, ma vieppiù sollecitata dalla imprevista opportunità di cospicue risorse finanziarie rese disponili dal Recovery fund. 

Il confronto si preannuncia dunque aperto e serrato. Gli stakeholders coglieranno di certo l’occasione per sollecitare il Governo a intraprendere scelte più coraggiose sui temi ambientali, in anticipo sugli stessi obbiettivi che comunque l’Europa ci chiede di rispettare e che in caso di default sconterebbero un prezzo in termini di perdita di incentivi e di credibilità politica. D’altra canto la stessa compagine ministeriale appare sotto attacco da parte della classe politica isolana che in un’inedita sintonia bipartisan si ostina a chiedere l’autorizzazione e il finanziamento  di un gasdotto, la cui realizzazione appare solo funzionale ad un modello industriale il cui fallimento è da tempo sotto gli occhi di tutti.  

Qui la registrazione dell'intera conferenza su Youtube 


N.B. Considerata la limitazione dei partecipanti in presenza a causa delle restrizioni per il coronavirus abbiamo provveduto ad organizzare una diretta streaming alla quale sarà possibile l’accesso dalle ore 17 di venerdí 18 settembre: 

  1. Sulla pagina Facebook di “Cobas Cagliari”, 
  2. Sul canale YOUTUBE: https://tinyurl.com/cobascagliari

sull'argomento




Una sintesi dell'intervento del presidente di Italia Nostra Sardegna riportata da Italia Nostra

In un partecipato convegno organizzato il 18 settembre scorso da Italia Nostra Sardegna assieme ad alcuni sindacati di base e con la partecipazione della sottosegretaria al MISE Alessandra Todde si è svolto il convegno “Strategie energetiche per la Sardegna”

“Con questo incontro – ha detto Graziano Bullegas, Presidente Italia Nostra Sardegna – si intende dare un contributo al dibattito in corso in Sardegna sulla necessità di adottare le misure più avanzate e di basso impatto ambientale e di promuovere comportamenti consapevoli e responsabili nei consumi energetici. Ancora oggi commettiamo lo stesso errore: tenere in vita industrie senza prospettive di mercato con costi economici e ambientali insostenibili, e in funzione di questo progettiamo il futuro della Sardegna e chiediamo di finanziare costose infrastrutture come l’inutile metanodotto che stravolgerebbe l’intera isola”



Purtroppo il sistema energetico sardo (produzione, rete di trasporto e di distribuzione etc…) è completamente anomalo e pensato per soddisfare le esigenze delle grosse industrie energivore a discapito delle comunità residenti. Nonostante la sovrabbondanza di produzione di energia elettrica e di export, infatti, la Sardegna è tra le regioni più povere d’Europa (214ma tra le 268 regioni europee) con un PIL pari al 70% di quello europeo e una capacità competitiva di gran lunga inferiore rispetto  ad analoghi contesti insulari, quali la vicina Corsica e le Isole Baleari.

Una vera svolta, anche in termini occupazionali, potrebbe essere l’adesione alla produzione di energie da fonti rinnovabili davvero compatibili col paesaggio e l’abbandono del progetto di metanizzazione dell’isola. Ma occorre in primo luogo adottare serie misure di efficientamento e di risparmio  energetico, bloccando con fermezza tutti i grandi impianti che impattano su territori delicati e importanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale, come è accaduto per i mega parchi eolici che hanno già distrutto la bellezza di moltissimi crinali.

Bisogna agire in modo ancora più rigoroso di quanto imposto dalla stessa Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile che prevede di “Incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile evitando o riducendo gli impatti sui beni culturali e il paesaggio”

“Un ricorso massiccio alla produzione fotovoltaica deve pertanto limitare le installazioni alle già molto estese aree degradate da precedente attività antropica, i cosiddetti brown fields, evitando di compromettere i territori integri – ha sottolineato Bullegas – Utilizzando semplicemente le aree industriali dismesse, le superfici dei tetti disponibili (civili e industriali) al di fuori dei centri storici, le aree artigianali inutilizzate et… si raggiungerebbe facilmente una potenza di 4-5 GW per una produzione superiore alle 5.000 GWh/a, che sommata all’attuale produzione da FER di circa 3.000 GWh/a ci consentirebbe di coprire il fabbisogno elettrico dell’isola”.



Si ribadisce che questo obiettivo è raggiungibile – e deve essere raggiunto – senza alterare o addirittura compromettere il nostro patrimonio culturale e paesaggistico.

Diventa, pertanto, sempre più necessaria una seria regolamentazione energetica che tenga conto della qualità, quantità,  dimensioni e ubicazione di tutti gli impianti.

Per tali motivi, nel corso del convegno Italia Nostra Sardegna ha chiesto alla sottosegretaria Todde un intervento urgente del governo per interrompere la corsa indiscriminata ad accaparrarsi gli incentivi previsti per le FER da parte di imprenditori, troppo spesso interessati al solo tornaconto personale. Basti pensare che negli uffici Valutazione Impatti di Minambiente e Regione Sardegna giacciono richieste per 52 megaimpianti, eolici e fotovoltaici, che se approvati occuperebbero oltre 4mila ettari di territorio, stravolgendo in modo irreversibile il paesaggio delle campagne sarde e compromettendo definitivamente lo svolgimento dell’attività agricola, risorsa fondamentale per il futuro dell’isola.



Per ricordare Giorgio


Tanti ospiti che lo hanno amato, apprezzato, conosciuto che hanno collaborato con lui, un cinema all’aperto quello di Odissea, lo spazio Nottetempo dentro la magnifica cornice della Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. In questi spazi  giovedì  prossimo 17 settembre alle ore 18,00 si  terrà un incontro con ingresso libero che i promotori hanno voluto intitolare semplicemente “Per ricordare Giorgio”. 

Il 17 era il numero preferito di Giorgio Todde e in questo 17 settembre lo scrittore avrebbe compiuto 69 anni. È passato poco più di un mese dalla sua morte ed è fortissimo il desiderio di continuare a parlare di lui, di ricordare la sua vita, anzi le sue tante vite, quelle che per anni si sono intrecciate fra di loro. 

Quella di Giorgio Todde l’apprezzato medico oculista, quella di raffinato scrittore, quella di infaticabile intellettuale impegnato in importanti battaglie civili. La sua vita sarà ricordata con frammenti di alcuni suoi spettacoli teatrali, letture dai suoi romanzi e dai suoi saggi, con i suoi cortometraggi, con i progetti di film prossimi e venturi tratti dai suoi romanzi, ma soprattutto con la testimonianza di tanti, amici e compagni di strada, che lo hanno conosciuto e amato e che con lui hanno condiviso momenti importanti di un’esistenza così intensa nel campo della scienza, della letteratura, delle tante battaglie per la difesa della bellezza e della memoria. 

Saranno presenti gli scrittori Marcello Fois, Francesco Abate, gli attori Fabio Marceddu, Antonello Murgia e Rita Atzeri. Parteciperanno Maria Paola Morittu, Sandro Roggio, Fanny Cao, Elio Garzillo, Fausto Martino, Massimo Dadea, Carlo Nieddu Arrica, Danila Demurtas, Daniela Zedda, Enrico Pau, Peter Marcias, Andrea Lotta, lo storico editor di tutti i suoi romanzi Giancarlo Porcu de Il Maestrale, Carla Corona, anche lei oculista, che per tanti anni ha lavorato al fianco di Giorgio Todde.


P.s. Si potrà partecipare all’appuntamento previa prenotazione all’indirizzo mail  spaziodissea@gmail.com nel quale si dovrà lasciare un numero di telefono.



martedì 8 settembre 2020

Riprendere la missione del Parco Geominerario della Sardegna


Il trasferimento della sede del Parco Geominerario da Iglesias a Carbonia mette di nuovo sotto i riflettori l’istituto. Una serie di interventi, anche politici, si sono succeduti in questi giorni a seguito della notizia dello spostamento degli uffici. Dichiarazioni che hanno in realtà riportato al centro della discussione la missione stessa del parco.

A tracciarne la storia e le traversie, è Fanny Cao, già Presidente di Italia Nostra Sardegna e membro della segreteria della consulta delle associazioni che affiancava il Parco nella sua attività.

“Sono trascorsi 20 anni dalla costituzione del parco geominerario – ha sottolineato la Cao – e purtroppo il parco non è riuscito a funzionare come avrebbe dovuto. La complessa burocrazia strutturale in particolare ne ha bloccato l’operatività. Il progetto ancora oggi è meraviglioso e nessuno, dico nessuno, si sogna di non definirlo tale. Eppure si sono avute enormi difficoltà.”

La storia affonda le sue radici nel lontano 1997 quanto l’EMSA presentò la candidatura del progetto all’UNESCO.



“Ottenemmo una grande vittoria – riprende la Cao – l’UNESCO riconobbe il nostro progetto come il primo esempio mondiale di Geoparco. Un piano che riscuoteva unanimi consensi ricevendo molte attenzioni da parte di tutti. Il parco da quel momento divenne soggetto al controllo UNESCO e nel 2019 purtroppo, dopo una serie di avvisi e di richieste, c’è stata l’esclusione dalla lista dei geoparchi minerari UNESCO. Ancora una volta ci siamo mobilitati con tutte le associazioni ma, al momento, non riusciamo a intravedere una strada verso il futuro. Eppure questo progetto rappresenta l’unica prospettiva praticabile per l’economia locale ancora oggi. D’altronde sono stati spesi milioni di euro nella ristrutturazioni di molti siti e davvero sarebbe un peccato che si perdessero nel nulla. Voglio ricordare inoltre – sottolinea – che la consulta delle associazioni raccoglieva moltissime realtà sia nazionali che locali permettendo così di sostenere il cammino del parco anche nei piccoli ambiti territoriali.  Al momento è tutto caduto nel nulla. La realtà è che questo progetto, che avrebbe avuto un’importanza enorme per questi territori, voluto da tutti e da tutto, a 20 anni di distanza si ritrova indietro rispetto al momento della sua istituzione.”

Al Parco afferiscono beni immobiliari di diverso tipo con un patrimonio non indifferente e che sarebbe importante avere risposte dalle istituzioni competenti.

“L’ultima richiesta di intervento è stata sottoposta a novembre scorso alla sottosegretaria al Mise Alessandra Todde – conclude la Cao – in una data peraltro molto significativa per tutti. Il 5 novembre segna infatti la nascita del parco. Aspettiamo che ci siano risposte.”

Per chi volesse approfondire:

Sintesi_Unesco


Porto Flavia

sull'argomento

La Provincia del Sulcis Iglesiente - Carla Cuccu (M5S): "No al trasferimento provvisorio della sede del parco a Carbonia"

Ajò Noas - Parco Geominerario della Sardegna: Reginali (PD) "Insucesso del management nella gestione dell'Ente"

GO Geoturismo On line - Lo strano caso del sedicente professor Pani

Italia Nostra - Trasferimento sede del Parco Geominerario da Iglesias a Carbonia: necessario riprenderne la missione




domenica 16 agosto 2020

C’è chi distrugge le vigne e c’è chi le reimpianta!

A seguito della pubblicazione del comunicato stampa (riportato nel post del 22 luglio scorso - vedi sotto) del Comitato  Acqua Bene Comune Planargia e di Italia Nostra Sardegna nel quale si esprimeva  solidarietà a Franco Sechi presidente del Comitato Ambiente Planargia per l'attentato subito, abbiamo ricevuto dai legali della società Geco Srl la lettera sotto pubblicata contenente una singolare diffida



Il nostro comunicato non ha attribuito ne’ alla Geco, ne’ ai suoi titolari il gesto di grave violenza di cui è rimasto vittima Franco Sechi. Nulla ci può impedire di pensare che, stante la contiguità temporale del gesto con il provvedimento giudiziario di sequestro e la battaglia a difesa dell’ambiente dello stesso Sechi, chi si è reso protagonista del gesto avesse in mente una punizione nei suoi confronti con un effetto intimidativo conseguente. 


22 luglio 2020

C’è chi specula alle spalle del territorio e c’è chi cerca di difenderlo. 



Come non collegare la devastazione della vigna di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia, al suo attivismo a tutela del territorio e della sua popolazione? Per di più nei giorni precedenti lo stesso Sechi aveva subito minacce oltreché lo squarcio delle gomme il mese scorso. Noi tutti, che contestiamo in maniera pacifica e non violenta attività che riteniamo siano lesive dell’ambiente e del territorio in cui viviamo e operiamo, stiamo vivendo in questi giorni in un clima di intimidazione: ci sentiamo osservati, seguiti nei nostri spostamenti, guardati in cagnesco.  

Al di là degli aspetti legati alla deplorevole offesa rivolta alla persona, denunciamo la singolare gravità del gesto intimidatorio di stampo mafioso, perpetrato proprio nel momento in cui è in atto un procedimento giudiziario che ha sequestrato la linea dei fanghi Geco s.r.l. di Magomadas, a partire dalla seria valutazione di elementi raccolti attraverso precise indagini della Magistratura.
E’ una intimidazione indiretta, non perciò meno grave, anche nei confronti del magistrato che ha disposto il sequestro dell'impianto della GECO

Il Comitato Acqua Bene Comune Planargia e Montiferru sostenuto da Italia Nostra Sardegna, auspica che la comunità tutta respinga questi gesti ed isoli i seminatori di odio, propone un concreto gesto di solidarietà per Franco Sechi e organizza una raccolta fondi per l’immediato reimpianto della vigna. 

Ci auguriamo di essere in tanti a partecipare come buon segno in risposta a questi gesti di stupida violenza che rischiano di rovinare, come purtroppo già succede in altre parti d'Italia, spesso irreparabilmente, la serenità dei luoghi e della gente.
E la gente di Planargia non ha mai conosciuto e praticato simili comportamenti criminali.

Comunicheremo a breve le modalità di raccolta fondi

 Con le parole di Giovanni Falcone vogliamo riaffermare:
 “Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa” 


C’E’ QUALCUNO CHE DISTRUGGE LA VIGNA? 
CE NE SONO TANTI CHE LA REIMPIANTANO! 

Nella notte del 21 luglio è stata distrutta la vigna di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia, con un atto di intimidazione mafiosa anche contro la popolazione che difende il diritto alla salute delle persone e del territorio di Planargia e si oppone al pericolo di inquinamento prodotto dalla linea fanghi da depurazione della GECO srl di Magomadas, ora sequestrata dalla magistratura. 
Il Comitato AcquaBeneComune Planargia e Montiferro sostenuto da Italia Nostra Sardegna propone un gesto concreto di solidarietà a Franco e alla sua famiglia, come segno di posizione pubblica, consapevole e politica per contribuire con una donazione volontaria al reimpianto della sua vigna. 
A richiesta del donatore non verrà reso pubblico il suo nome e contributo. 
L’'importo complessivo verrà consegnato a Franco 
n.b: la causale deve essere esattamente quella indicata, per poter riscontrare precisamente la destinazione del bonifico

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Bonifico su:
Banco di Sardegna Ag. di Cabras intestato a: 
Italia Nostra onlus Associazione Nazionale 
IBAN: IT61D0101585560000000010436 
causale: LIBERA DONAZIONE PER ATTIVITA' DI TUTELA DEL TERRITORIO DELLA PLANARGIA(eventualmente aggiungere:” importo e/o nominativo devono rimanere anonimi”) 


 sull'argomento

ANSA Sardegna - Raid in vigna presidente Associazione ambientalista Sardegna
Sardinapost - Distrutta la vigna di un ambientalista: secondo attentato in una settimana
Buongiorno Alghero - Attentato intimidatorio al presidente di Planargia Ambiente
La Nuova Sardegna - Atto intimidatorio a Magomadas, devastata  la vigna del presidente di Ambiente Planargia


giovedì 13 agosto 2020

Non c’è spazio in Sardegna per i mega impianti eolici offshore


Schema sull'ubicazione dell'impianto eolico
Ubicazione dell'impianto eolico

Italia Nostra, assieme a Pro Natura, Amici della Terra. Salviamo il Paesaggio e ad altre associazioni ambientaliste, in un recente documento[1] ha auspicato che il Green Deal europeo in difesa del clima globale consenta di scegliere tecnologie e modalità sostenibili non solo per l’ambiente, ma anche per il territorio e per il paesaggio. Nel documento chiedono al Governo – in fase di individuazione delle aree idonee alla produzione di energia rinnovabile da FER - di escludere gli impianti fotovoltaici a terra, di individuare con precisione le superfici edificate adatte, sia urbane che industriali, favorendo il loro utilizzo per la produzione di energia da fotovoltaico, e di vietare la proliferazione indiscriminata di devastanti campi eolici.

 Sulla scorta di tali linee ritenute propedeutiche per i criteri di scelta delle localizzazioni degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, Italia Nostra Sardegna ha inviato di recente un documento di Osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Difesa del Mare, intervenendo nella procedura di scoping attivata in relazione all’esteso parco eolico offshore, che la società Ichnusa wind power srl intenderebbe  posizionare al largo della costa sud occidentale della Sardegna

Con le Osservazioni Italia Nostra Sardegna ritiene di dover richiamare l’attenzione del Ministero sull’obbligo della congruenza di un impianto eolico delle proporzioni di quello proposto con i principi generali e gli obiettivi contenuti nel PNIEC e sulla compatibilità dello stesso con le cogenti Direttive europee. 


Nel documento presentato lo scorso gennaio al MISE[2] (da Italia Nostra Sardegna, WWF, Cobas Cagliari e USB Sardegna) durante le audizioni per il Phase Out dal carbone, veniva anche dimostrata la possibilità che la Sardegna possa nel medio termine divenire un’Isola “Zero CO2”.  Pertanto Italia Nostra ritiene che nell’isola non possa esserci spazio per la speculazione energetica e per la concentrazione della produzione elettrica in mega impianti, che porterebbero in breve tempo la rete elettrica sarda, già sotto stress e tecnicamente obsolescente,  al collasso, incrementando situazioni di instabilità e fenomeni di overgeneration. L’Associazione ritiene invece non differibile l’adozione di sitemi di produzione energetica diffusi sul territorio e l’incentivazione dell’autoconsumo.

Peraltro sia il PNIEC che le recenti direttive europee, emanate nell’ambito del Green New Deal, ravvisano la necessità di una produzione e consumo dell’energiada contenersi all’interno di distretti energetici, territorialmente definiti e previsti dallo stesso PEAR Sardegna, e sollecitano con specifici indirizzi normativi la costituzione delle Comunità energetiche, obiettivi che nel loro complesso appaiono antitetici all’incontrollato moltiplicarsi di produzioni energetiche polarizzate in megacentrali. 

Nelle Osservazioni viene ancora evidenziato che l’impianto offshore in oggetto condizionerebbe in termini fortemente penalizzanti lo studio richiesto dal Ministero dell’Ambiente all’ISPRA per l’individuazione di un’Area Marina Protetta nell’Arcipelago del Sulcis e nella costa adiacente, attualmente in corso di istituzione. Il campo eolico proposto infatti limiterebbe fortemente la perimetrazione dell’Area Protetta e comprometterebbe la possibilità di condurre a buon fine un’iniziativa con ritorni economici certi per l’itera collettività e utile per garantire la tutela del mare, dell’ambiente e delle biodiversità presenti nel tratto di mare del sud-ovest sardo. 


Link al progetto presentato al Ministero dell'Ambiente

[1] Viva il Green Deal, ma non a spese del paesaggio https://www.italianostra.org/viva-il-green-deal-ma-non-a-spese-del-paesaggio   

lunedì 3 agosto 2020

Raccolta fondi reimpianto vigneto di Franco Sechi, presidente del Comitato Ambiente Planargia

Successivamente al sequestro dell’impianto Geco di Magomadas e al suo parziale dissequestro, abbiamo assistito alla distruzione del vigneto del presidente del Comitato Ambiente Planargia. Un grave atto intimidatorio che non può non ricondursi all’attività a difesa del territorio e dell’ambiente del Comitato di cui Franco Sechi è presidente. 

Il Comitato Acquabenecomune Planargia, Italia Nostra Sardegna e un gruppo di cittadini hanno deciso di reagire denunciando quanto successo e lanciando una raccolta fondi per partecipare al reimpianto del vigneto. Ha aderito all’iniziativa, attivando una raccolta fondi, l’Assemblea Permanente NoMegadiscarica di Villacidro.
Dobbiamo trasformare questa vile distruzione in un momento di mobilitazione a difese dei beni comuni e del territorio della Planargia.
Chi volesse partecipare alla raccolta fondi può usare il conto corrente della sezione di Italia Nostra di Cabras-Sinis indicando come casuale “Libera donazione per attività di tutela del territorio della Planargia”.
Si ricorda che le erogazioni liberali a favore delle Onlus danno diritto alla detrazione di imposta del 19%

Bonifico su: Banco di Sardegna Ag. di Cabras intestato a: 
Italia Nostra onlus Associazione Nazionale 
IBAN: IT61D0101585560000000010436 
causale: “Libera donazione per attività di tutela del territorio della Planargia”.
(eventualmente aggiungere: ”importo e/o nominativo devono rimanere anonimi”) 

n. 21 donazioni  al 31 luglio  - euro 1.226,72

n. 33 donazioni al 11 agosto - euro 1.871,72

n. 39 donazioni al 24 agosto. - euro 2.156,72

n. 41 donazioni al 02 settembre - euro 2.351,72

n. 48 donazioni al 11 settembre - euro 3.061,72

La sottoscrizione è stata chiusa il 25 novembre 2020 
Le donazioni effettuate sono state 50 

per un ammontare complessivo di euro 3.261,72

Il Comitato Acqua Bene Comune Planargia Montiferru e Italia Nostra Sardegna dichiarano chiusa la raccolta fondi. L'importo raccolto è stato consegnati a mezzo bonifico bancario a Franco Sechi. 

Si ringraziano quanti hanno accordato fiducia accogliendo il nostro appello  che ha    trasformato  la vile  distruzione della vigna  in un momento di mobilitazione a difesa dei beni comuni e del territorio della Planargia.



sull'argomento

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