martedì 18 marzo 2014

Medioevo in Sardegna: insediamenti umani, architetture e società

Ciclo di Conferenze sulle recenti acquisizioni della ricerca archeologica in Sardegna


CALENDARIO E TEMI DELLE CONFERENZE

San Basilio

20 marzo 2014 ore 17,30
Monaci e monasteri
Prof. Rossana Martorelli - Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio - Università degli Studi di Cagliari


27 marzo 2014 ore 17,30
Repubbliche marinare e poteri locali
Prof. Giovanni Serreli – Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cagliari

Burgos




3 aprile 2014 ore 17,30
Castelli e castellani
Prof. Fabio Pinna - Dipartimento di Scienze Archeologiche e
Storico Artistiche - Università degli Studi di Cagliari
 




10 aprile 2014 ore 17,30
Architetture religiose e potere della Chiesa
Prof. Andrea Pala - Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio - Università degli Studi di Cagliari

 24 aprile 2014 ore 17,30
I paesi e le genti
Prof. Marco Milanese - Dipartimento di Architettura Design
e Urbanistica – Università degli Studi di Sassari


Barumini


Gli incontri si terranno presso la Sala Conferenze del SEARCH
Sala Espositiva dell’Archivio Storico Comunale Palazzo municipale
Largo Carlo Felice, 2 - CAGLIARI


organizza Italia Nostra Cagliari

Locandina dell'evento

giovedì 6 marzo 2014

Il falso mito del mattone

Sintesi dell’intervento di Graziano Bullegas al Forum “Finis Terrae” organizzato a Sant'Antioco nei giorni 07 - 08 - 09 marzo 2014 dall’Associazione TAMtam 
 

L’Italia sta perdendo terreni agricoli in un trend negativo e continuo. Secondo l’ISTAT, dagli anni ’70 del secolo scorso ad oggi l’Italia ha perso una superficie agricola pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. Perché?
È questa la domanda principale alla quale vuole dare una risposta l’indagine del 24 luglio 2012 “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione” condotta da INEA, ISPRA e ISTAT per conto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Pur esistendo molteplici variabili che incidono sulla perdita di superficie agricola l’indagine riconduce a due macro fenomeni: l’abbandono dei terreni da parte degli agricoltori e l’avanzamento delle aree edificate.
Non essendo questo un trattato economico che analizza le tante motivazioni che conducono all’abbandono delle terre e alla crisi dell’agricoltura, ci limiteremo ad affrontare il tema della cementificazione e/o impermeabilizzazione dei suoli, con particolare riferimento a quanto accaduto negli ultimi anni nell’isola di Sant’Antioco.
Una prima considerazione riguarda la lievitazione del valore assegnato alle aree agricole dovuta alla perdita delle sue caratteristiche intrinseche (qualità del suolo, fertilità etc…) per diventare merce di scambio in base alla posizione, al paesaggio circostante e alla capacità di produrre volumi.
A causa di questa  “sovrastima” delle aree agricole nei territori costieri e in particolare nelle isole minori, i campi coltivabili - non più “accessibili” ai produttori agricoli - diventano quindi luoghi capaci di produrre volumi, ma non più cibo.

Il Piano Urbanistico Comunale di Sant’Antioco è un incentivo al consumo di suolo, proprio perché  basato essenzialmente sul consumo del suolo e sulla trasformazione del territorio e del paesaggio. Pur in presenza di un decremento demografico in atto e di facile previsione per i prossimi decenni, esso ha previsto di realizzare nuovi volumi nel centro urbano in grado di soddisfare le richieste di diverse decine di migliaia di abitanti e lungo la fascia costiera per oltre 15 mila abitanti (corrispondenti a circa un milione di mc di cemento).
Complessivamente nell’isola di Sant’Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità (abitanti di Sant’Antioco e Calasetta) sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! A questi si devono aggiungere i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole, fenomeno di cui tra l’altro si sta interessando anche la magistratura!
Un risultato disastroso, frutto di una pessima gestione e completa assenza di vigilanza urbanistica, oltreché  di leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
Grazie a questo PUC negli ultimi dieci anni sono stati realizzati a Sant’Antioco volumi stimati per ospitare oltre 3.000 abitanti, e attualmente in municipio giacciono richieste per 700.000 mc equivalenti ad altri 10.000 nuovi abitanti.
Insomma, in questi anni di crisi profonda nell’isola di Sant’Antioco si è costruito davvero tanto, ma solo pochissimi ne hanno tratto beneficio!
 
Non c’è stato alcun vantaggio per gli imprenditori locali (neppure per le imprese edili), nessun vantaggio per i disoccupati (sono aumentati di oltre il 5%), mentre l’emigrazione giovanile è rimasta pressoché costante.
In definitiva, la risposta data alla crisi economica è stata inefficace e dannosa. Anzi essa è servita a compromettere le ipotesi di sviluppo futuro attraverso un eccessivo consumo di risorse (anche quelle edificatorie) a falsare il mercato immobiliare.  In questi anni si è creata una bolla speculativa che ha drogato il mercato edilizio e il suo indotto (le imprese locali non sono più concorrenziali e perdono sempre più competitività). Nascono e scompaiono società immobiliari, di costruzione, di intermediazione e nel loro disastroso percorso senza regole trascinano anche le piccole imprese del territorio.
In questi anni in pochi si sono arricchiti e la comunità si è impoverita ancora di più.
 
Un’altra considerazione va fatta sulla qualità del costruito: si è costruito tanto eppure non ci sono alberghi. Manca una significativa ricettività alberghiera che consenta di lanciare l’isola nel mercato del turismo.
L’unico elemento positivo riguarda la realizzazione di un ostello della gioventù, mai entrato in funzione, e alcuni alberghetti sorti nel centro urbano –  va detto per inciso che una sola di queste piccole strutture ricettive garantisce più occupazione di tutti i villaggi turistici costruiti sulle coste negli 1960-1980.


Impianto ex SardaMag
In un’isola minore la soluzione più razionale consiste nell’individuare aree per servizi (alberghi, strutture a rotazione d’uso etc…) in prossimità del centro urbano consolidato e nelle aree già degradate da precedenti attività e quindi da recuperare.

A Sant’Antioco queste aree esistono - ex Sardamag ed ex Palmas Cave, sono i cosiddetti brown fields, aree compromesse da precedenti attività industriali che potrebbero essere riconvertite, previa bonifica, per ospitare nuove attività economiche.
 
Purtroppo in questi anni nell’isola di Sant’Antioco e in buona parte della Sardegna si è inseguito il “falso mito del mattone” senza tener conto delle reali esigenze della comunità residente e dei suoi bisogni.
Ciò che è mancato realmente perché la pianificazione del territorio diventasse elemento di crescita economica e culturale lo descrive in una recente sentenza il Consiglio di Stato (sentenza n° 36 del 09 gen 2014 sull’intervento SITAS a Capo Malfatano - Teulada):
“Uno sviluppo che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli - non in astratto, bensì in relazione alle effettive esigenze di abitazione della comunità ed alle concrete vocazioni dei luoghi – sia di valori ambientali e paesaggistici, sia di esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti, sia delle esigenze economico – sociali della comunità radicata sul territorio, sia, in definitiva, del modello di sviluppo che si intende imprimere ai luoghi stessi, in considerazione della loro storia, tradizione, ubicazione e di una riflessione ‘de futuro’ sulla propria stessa essenza, svolta - per autorappresentazione ed autodeterminazione  - dalla  comunità medesima, attraverso le decisioni dei propri organi elettivi e, prima ancora, attraverso la partecipazione dei cittadini al procedimento pianificatorio.”
 
 

FINIS TERRAE
Economia, Ambiente, Territorio
7-8-9 Marzo 2014
AULA CONSILIARE - SANT'ANTIOCO

PROGRAMMA
Venerdì 7 Marzo
Il Pianeta Terra
ore 11.00 Aula Consiliare – Sant'Antioco
Proiezione di "Immagini dal Pianeta Terra" di Simone Sbaraglia
Riservato al Liceo Lussu di Sant'Antioco
ore 18.00 Aula Consiliare – Sant'Antioco
Proiezione di "Immagini dal Pianeta Terra" di Simone SBARAGLIA
Aperto a tutti
Ore 21 . 30 Aula Consiliare – Sant'Antioco
Proiezione film “HOME” di Yann Arthus-Bertrand

Sabato 8 marzo
Dalla Decrescita ad una nuova Economia
ore 16.30 Aula Consiliare – Sant'Antioco
Roberto SERRA – Studioso di Filosofia e Scienze Sociali - “Prospettive dalla Crisi”
Andrea Masullo – Professore di Economia Sostenibile – "Presentazione del libro: Qualità VS Quantità. Dalla Decrescita ad una nuova Economia" 
Mario Tozzi – Geologo CNR-IGAG La Sapienza - “ Dissesto idrogeologico in Sardegna”

Domenica 9 marzo
Tavola Rotonda su Sostenibilità e Buone Pratiche nel Sulcis
ore 16.00 Aula Consiliare – Sant'Antioco
· Felice Di Gregorio – Geologo Università di Cagliari – “Cambiamenti climatici ed adattamento”
· Stefano DELIPERI- Presidente del Gruppo di Intervento Giuridico – Cagliari – “ Polo
industriale, bonifica e riqualificazione”
· Vincenzo Migaleddu - Presidente ISDE, Medici per l’Ambiente,Sardegna –
“Situazione sanitaria”
· Maria Giulia CIRRONIS – Psicologa della Gestalt - “Pianeta Isola ed Ergonomia esistenziale”
·Antonella SERRENTI – Esperta in progettazione e gestione eventi e percorsi culturali -
“Sant'Antioco, Isola Territorio Museo”
· Alessio Satta – Conservatoria delle Coste – “La messa in valore del patrimonio ambientale e culturale costiero”
· Maria Pina USAI – Architetto Paesaggista - “Il Museo del Mare a Sant'Antioco”
· Graziano BULLEGAS – Presidente Italia Nostra Sardegna – “Il falso mito del mattone”
· Cristiano FLORIS – Orticoltore olistico. Presidente Associazione Arca di Noè -
“L'agricoltura senza chimica, una pratica antica, una risorsa per il futuro, un'esperienza reale ”
· Paolo BALIA - Viticoltore – “L’unicità dei vigneti Carignano”
· Elvira Corona – Giornalista freelance - “La via dell'autogestione”

 
Struttura "turistica" in abbandono nelle campagne dell'isola

Link
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 

 

giovedì 20 febbraio 2014

La regione revochi le delibere di revisione del PPR

Faro Capo Ferrato
Le associazioni Italia Nostra, Legambiente, WWF, FAI e INU hanno espresso i migliori auguri di buon lavoro al neo presidente della Regione Sarda Francesco Pigliaru, auspicando un rinnovato impegno per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico ed ambientale della Sardegna. 
Le Associazioni hanno manifestato la volontà di contribuire alla tutela e alla valorizzazione del territorio della Sardegna e hanno chiesto un incontro in cui poter esaminare le relative prospettive programmatiche. Hanno chiesto intanto al neo presidente della giunta regionale la revoca o l'annullamento delle delibere di "aggiornamento e revisione del Piano Paesaggistico Regionale P.P.R. (1° stralcio costiero), che era stato promulgato con D.P.Reg. 7 settembre 2006, n. 82 approvate in piena campagna elettorale dalla giunta Cappellacci. La delibera definitiva è infatti chiaramente illegittimità in quanto approvata  in assenza della conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. 
Entrambe le delibere hanno l’obiettivo di eliminare  le tutele paesaggistiche disposte dal PPR 2006 in coerenza con i principi costituzionali e gli  indirizzi innovativi della convenzione europea  e  del codice del paesaggio.  
 
Capo Ferrato
A fine gennaio le associazioni avevano rivolto una richiesta pressante al SAVI che aveva avviato la Valutazione Ambientale Strategica del nuovo piano paesaggistico perchè organizzasse al più presto degli incontri pubblici per consentire la partecipazione dei cittadini e dei portatori di interesse che rappresenta uno dei valori essenziali della Valutazione Ambientale Strategica.





Sull'argomento:


Tiscali - Nuovo Ppr, ambientalisti chiedono incontro alla Regione: "Nessuno faccia come se l'alluvione non ci fosse stata"
L'Unione Sarda -  Ppr, ambientalisti chiedono un confronto"Discutere gli ultimi eventi drammatici"
Sardegna Live -  La giunta regionale adotta il nuovo piano paesaggistico
Il Fatto Quotidiano - Regionali Sardegna, Cappellacci a due giorni dalle elezioni approva il Piano paesaggistico
Sardegna Oggi -   Approvato il nuovo Piano paesaggistico, proteste a sinistra
AlgheroNotizie.it  -   "Mantenuto impegno con i sardi: il Pps ora è legge"
Gruppo di Intervento Giuridico -  Ecco il ricorso dello Stato contro lo stravolgimento del piano paesaggistico regionale. 



Manifestazione contro la cancellazione del PPR







sabato 11 gennaio 2014

Capo Malfatano: contro gli speculatori ha vinto Italia Nostra

Italia Nostra e il pastore Ovidio Marras hanno vinto, il resort di lusso è stato bloccato e potrebbe essere demolito.
La sentenza dello scorso 9 gennaio del Consiglio di Stato, confermando la sentenza del 6 febbraio dell’anno scorso con la quale il Tar sardo aveva accolto il ricorso sulla legittimità delle concessioni paesaggistiche, ha impedito che un disastro paesaggistico si  portasse a compimento bloccando definitivamente i lavori edilizi di un immenso cantiere edile e salvando un suggestivo tratto di costa della Sardegna dalla completa distruzione.
Con una decisione articolata in 84 pagine ricche di riferimenti giurisprudenziali i giudici del Consiglio di Stato hanno bocciato i ricorsi in appello del costruttore e del comune di Teulada e hanno stabilito definitivamente che la valutazione d’impatto ambientale all’origine delle autorizzazioni era illegittima perché «frammentata» sui sei piani di lottizzazione proposti dalla Sitas, di cui è stato realizzato solo il primo. Una scelta che per il Tar - e per i giudici di secondo grado - costituisce un grave travisamento dei fatti. L’impatto del progetto sul paesaggio di Teulada - hanno scritto i giudici della quarta sezione, doveva essere valutato nel suo complesso, perché fosse chiaro il rapporto tra il «sacrificio ambientale» e le eventuali ricadute sociali dell’intervento.
A Capo Malfatano, in prossimità della suggestiva spiaggia di Tuerreda, la SITAS immobiliare con alcune delle più agguerrite società di costruzione della penisola stava realizzando un immenso intervento immobiliare di circa 200 mila mc di cemento, equivalenti all’insediabilità di circa 3.300 abitanti. Insediamento turistico sul mare che aveva ricevuto l’autorizzazione di regione Sardegna, comune di Teulada e, con un artificio, anche parere positivo dalla Valutazione di Impatto Ambientale.
La sentenza del Consiglio di Stato a riportato la legalità in un angolo della regione Sardegna  nella quale troppo spesso essa viene considerata un fastidio da superare anziché un valore da perseguire e garantire.
Italia Nostra ha creduto fortemente in questa battaglia, nella quale ha speso energie e risorse, per la difesa di questo luogo unico ha svolto un’azione con grande impegno e determinazione che ha visto coinvolti il Consiglio Regionale di Italia Nostra Sardegna e il  Direttivo Nazionale, la delegata alla Pianificazione Paesaggistica per la Sardegna Maria Paola Morittu e gli avvocati Filippo Satta e Carlo Dore.
La sentenza è una grande vittoria contro un'immensa e continua aggressione all'ambiente e al paesaggio della Sardegna. Il Consiglio di Stato non solo ha riconfermato il valore assoluto del paesaggio sugli interessi economici, ma ha anche confermato la funzione delle associazioni in difesa del patrimonio culturale e a bocciato ancora una volta la speculazione immobiliare e l’attività di amministratori senza scrupoli che barattano il territorio e il paesaggio della Sardegna in cambio di un piatto di lenticchie.

sentenze





sull'argomento




N° e data : 140115 - 15/01/2014
Stop ai grattacieli sulla spiaggia

di Tomaso Montanari

 SCATTI DA UN PATRIMONIO

Ø  Capo Malfatano
Sud della Sardegna

MADE IN BENETTON  Ogni tanto una buona notizia. Il 9 gennaio le sessanta cartelle di una sentenza della IV sezione del Consiglio di Stato hanno salvato un pezzo di paesaggio italiano: Capo Malfatano, all'estremo sud della costa della Sardegna. Qui la Società Iniziative Turistiche Agricole Sarde e una cordata di costruttori di tutto rispetto ( Sansedoni, Benetton, Toti e Caltagirone) stavano costruendo hotel e servizi per quasi 200.000 mila metri cubi di cemento (paria circa 15 palazzi di dieci piani) collocati a 300 metri dalla spiaggia di Tueredda.
Se è dovuto intervenire il Consiglio di Stato è perché il Comune di Teulada e la Regione Sardegna avevano tranquillamente concesso tutte le autorizzazioni (ennesimo atto di interessato suicidio), e la Soprintendenza non aveva fatto una piega (ennesima complicità nel suicidio) .
Il primo a opporsi un semplice cittadino: Ovidio Marras, contadino e pastore di 82 anni, supportato dallo
straordinario GrIG (Gruppo di Intervento Giuridico). Ma mancavano i soldi per percorrere fino in fondo l'iter sdella giustizia amministrativa, ed è qua che è intervenuta Italia Nostra, un' associazione cui tutti noi dovremmo essere profondamente grati.

"La sentenza - scrive proprio Italia Nostra - è una vittoria contro un' immensa e continua aggressione all'ambiente. Il Consiglio di Stato non solo ha riconfermato il valore assoluto del paesaggio sugli interessi economici, ma ha anche confermato la funzione delle associazioni in difesa del patrimonio culturale. Un'azione
svolta con grande impegno e determinazione dal consiglio regionale di Italia Nostra Sardegna, da Maria Paola Morittu e dall' avvocato Filippo Satta per la difesa di un luogo unico.
Malfatano deriva dall' arabo Amal fatah' che vuol dire “il luogo della speranza”, la speranza che per Italia Nostra sentenze come queste indichino quale debba essere il rispetto che il nostro patrimonio storico, artistico e naturale merita ogni giorno nel nostro Paese "
E sembra di vederlo, su qualche nuvola nel cielo della Sardegna, il sorriso di Antonio Cederna.



sabato 28 dicembre 2013

Maladroxa: la scoperta dell’acqua calda ...

Qualche giorno fa è apparso sulla stampa un articolo così titolato:”Maladroxia, caccia all’acqua termale”.
In esso si dà conto dell’attività di “ricerca mineraria per acque termo-minerali” in corso nell’abitato di Maladroxa, frazione di Sant'Antioco.
Maladroxa: foto d'epoca con casotto delle acque termali
E’ facile prevedere che il risultato della ricerca sarà positivo.
Basta leggere la letteratura scientifica al riguardo. Ad esempio, lo studio condotto nel 1981 dal CNR e dalle Università di Cagliari e di Perugia.
Per non parlare delle fonti orali.
La novità è che tali acque “saranno utilizzate per il centro di Co‘e Quaddus”.
Tale granitica certezza merita un commento.
Prima che possa essere mossa foglia a Co ‘e Quaddus sarà necessaria non solamente “un’autorizzazione regionale all’Urbanistica” ma ne serviranno molte – davvero molte altre – con buona pace del proponente.
L’autorizzazione definitiva dovrà essere preceduta – tra l’altro – da VAS ( valutazione ambientale strategica) e da VIA (valutazione d’impatto ambientale).
E tutti – Enti, Associazioni, semplici cittadini – potranno avanzare osservazioni.
E saranno moltissime – basta riferirsi al clamore suscitato dalla notizia sui social network.
Sono passati i tempi del mattone facile – per quanto i tentativi siano ancora numerosi.
L’area di Co ‘e Quaddus, interessata dall’intervento edificatorio, è fortunatamente oggetto di varie tipologie di tutela.
Spiaggia di Coa 'e Quaddus
Non potrebbe essere altrimenti date le sue caratteristiche culturali, paesaggistiche, florofuanistiche, agricole…
Un primo tentativo di forzare la normativa – con lo strumento dell’”intesa” – è miseramente fallito.
Non sempre ”repetita iuvant”
Piuttosto: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

Sull'argomento

Unione Sarda - Sant'Antioco: Le mie terme vista mare
Facebook - Sant'Antioco -  un centro termale in spiaggia
Grig - Ricerche minerarie a Coa ‘e Cuaddus, S. Antioco: un procedimento di V.I.A. farraginoso
Federterme - Nascerà un nuovo centro termale a Sant'Antioco, nel sud della Sardegna?
La Nuova Sardegna - Il centro termale crea polemiche
La Nuova Sardegna - Sant'Antioco, gli imprenditori: "subito un si al centro termale"

Rendering dell'intervento edilizio previsto a Coa 'e Quaddus


L'Unione Sarda del 30 dicembre 2013

L'Unione Sarda del 17 dicembre 2013





lunedì 23 dicembre 2013

Buone Feste


A tutti i nostri lettori un augurio sincero di Buone Feste Natalizie e di un positivo Anno Nuovo.
In quest'ultimo anno ci siamo impegnati in numerose iniziative per la salvaguardia del paesaggio, per la tutela dei beni culturali, per la conservazione del nostro patrimonio costiero e per impedire l'installazione di impianti industriali nelle aree agricole della Sardegna.
Ci siamo dedicati a difendere i centri storici e il verde pubblico, il Colle di Tuvixeddu e la chiesetta di Sant'Elena di Lotzorai, la piazza Belly di Calasetta e il forte sabaudo di Sant'Antioco.
In collaborazione con numerosi cittadini riuniti in comitati locali abbiamo sostenuto davanti al TAR Sardegna, e nelle numerose denunce, esposti e osservazioni una dura battaglia contro l'accaparramento delle aree agricole per fini industriali e speculativi (finte serre fotovoltaiche, termodinamico solare, impianti eolici, numerosissime ricerche di idrocarburi e geotermiche et...). Assieme al WWF abbiamo avanzato la richiesta di moratoria delle installazioni di centrali elettriche in aree agricole. 
Abbiamo lavorato con passione per contrastare lo scellerato processo di revisione del Piano Paesaggistico Regionale. L'organizzazione, assieme alle altre associazioni ambientaliste, del convegno dello scorso novembre sul rischio idrogeologico in Sardegna e sul PPS, assieme alla presentazione delle osservazioni, sono stati gli ultimi atti del costante impegno degli ultimi anni. Attività che ci vedrà impegnati anche nel futuro.
C'è ancora un forte e urgente bisogno di proseguire nella nostra importante attività di proposta, di informazione e di denuncia a difesa dell'ambiente e dei valori irrinunciabili che rappresentano la vera ricchezza della Sardegna, quali il paesaggio e il patrimonio storico e culturale, i beni identitari e le nostre tradizioni. 
Ancora un sincero augurio e un particolare ringraziamento agli oltre trecento soci che hanno scelto di sostenere Italia Nostra in Sardegna, ai quasi 5.000 visitatori del nostro blog che hanno dimostrato interesse per le nostre iniziative, e naturalmente a tutti i responsabili e rappresentanti di Italia Nostra in Sardegna.