Ma la mobilitazione non si ferma: ora si imponga il recupero ambientale del sito.
La bocciatura definitiva del progetto presentato da Ekosarda per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti all’interno della cava dismessa di Is Urigus, nel territorio comunale di San Giovanni Suergiu, rappresenta un importante risultato per la tutela del territorio e una significativa vittoria di una comunità che da oltre un anno si è battuta con determinazione per difendere la propria salute e il proprio ambiente.
L'impianto sarebbe dovuto sorgere all'interno di una cava in dismissione, in località Is Urigus, nelle immediate vicinanze del campo sportivo e di numerose abitazioni. Sebbene inizialmente presentato come destinato al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, il progetto prevedeva anche la possibilità di trattare rifiuti speciali pericolosi, compresi quelli contenenti amianto.
È il risultato di una lunga e tenace mobilitazione che ha saputo unire i cittadini di Is Urigus e Is Gannaus, il Comitato, il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu, Italia Nostra Sardegna e le associazioni ambientaliste oltre agli altri enti territoriali del Sulcis. Una mobilitazione ampia, unitaria e competente, che ha saputo far emergere le gravi criticità di un progetto ritenuto incompatibile con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell'area, con la vicinanza dei centri abitati e con la necessità di tutelare le risorse idriche sotterranee.
Una prospettiva che avrebbe comportato un ulteriore e inaccettabile aggravio ambientale per un territorio, quello del Sulcis-Iglesiente, già pesantemente compromesso dalla presenza di insediamenti industriali, impianti di trattamento e discariche, a partire dai poli di Portovesme e di Carbonia-Iglesias.
La comunità locale ha espresso con chiarezza la propria contrarietà a un ulteriore carico di pressione ambientale, rivendicando il diritto alla salute, a un ambiente salubre, alla qualità della vita e alla salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico.
La bocciatura del progetto, tuttavia, non può rappresentare il punto di arrivo della vertenza.
Resta infatti aperta una questione altrettanto importante: il futuro della cava e il suo necessario recupero ambientale e paesaggistico. Un'area segnata da anni di attività estrattiva, abbandono e mancato adempimento degli obblighi connessi alla concessione mineraria non può essere lasciata in condizioni di degrado né diventare oggetto di nuove iniziative incompatibili con la sua riqualificazione.
È quindi indispensabile che gli enti competenti attivino tutti gli strumenti amministrativi e normativi necessari per garantire il rispetto degli obblighi di ripristino, la messa in sicurezza e il recupero ambientale dell'intero sito. Un percorso che dovrà essere accompagnato da trasparenza, controlli rigorosi e pieno coinvolgimento della comunità locale.
Il Comitato, i cittadini di Is Urigus, il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu, Italia Nostra Sardegna e le altre associazioni ambientaliste continueranno a seguire la vicenda e a mantenere alta l'attenzione, affinché il risultato raggiunto non si trasformi in un'occasione mancata per restituire quest'area al territorio.
La vittoria di oggi dimostra che la partecipazione e la mobilitazione delle comunità possono fermare progetti ritenuti incompatibili con la tutela dell'ambiente e della salute. Ma la difesa del territorio non si esaurisce nel contrastare ciò che lo minaccia: significa anche pretendere che venga risanato, recuperato e restituito alla collettività.
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