lunedì 20 maggio 2019

Energia in Sardegna: presente e futuro

Si svolgerà a Sassari venerdì 24 maggio dalle ore 16.00 nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia di Sassari in Piazza d’Italia, la conferenza dal titolo ““ENERGIA IN SARDEGNA. PRESENTE E FUTURO”, organizzata dalle associazioni ambientaliste Wwf, Italia Nostra Sardegna e Fridays for Future. 
L’incontro sarà̀ articolato in due parti. Nella prima, con inizio alle ore 16,00, il giornalista Vito Biolchini e il delegato del Wwf Italia per la Sardegna Carmelo Spada converseranno con l’antro- pologo e scrittore Bachisio Bandinu sul modello di sviluppo della Sardegna negli ultimi sessant’anni. La conversazione vuole porre l’attenzione sulle scelte di sviluppo del passato rivelatesi drammaticamente fallimentari e le conseguenze sul presente. Quale insegnamento si può trarre per il futuro senza incorrere negli stessi errori del passato? Quale realtà dobbiamo consegnare alle giovani generazioni che si battono per la giustizia climatica? 
La seconda parte dell’incontro pubblico sarà̀ articolata con gli interventi di Carmelo Spada (Wwf): “Presente energetico della Sardegna"; Paola Pilisio (comitato No MetaNo): “La metaniz- zazione della Sardegna: dorsale, depositi costieri, reti cittadine”; Graziano Bullegas (Italia Nostra Sardegna) “Prospettive energetiche sostenibili per la Sardegna”; Lillino Sini (Comune di Benetutti): “Un possibile modello di autogenerazione energetica per Sassari”; Lorenzo Paolicchi, (Friday for Future): “Un futuro per il pianeta e le prossime generazioni”. 
L’incontro vuole fare il punto sulla situazione energetica della Sardegna mettendo in luce che nell’isola si produce un surplus energetico di circa il 35% (Fonte Terna, produzione 2017: 12.335 GWh; consumi 8.426 GWh ) che viene esportato, ma con i costi ambientali e sanitari scaricati sulla Sardegna e sui cittadini visto che quasi l’80% di questa produzione avviene con carbone e derivati dal petrolio altamente inquinanti e climalteranti. 
Altro elemento che vuole essere messo in evidenza è il fatto che la dorsale per il gas non è in costruzione (l’iter di valutazione di impatto ambientale è in corso presso il ministero competente) e non va confusa con gli scavi per le reti cittadine in fase di realizzazione. 
Il metano è una fonte fossile considerata di transizione e obsoleta, che non costituisce il futuro prossimo ma che manterrebbe la Sardegna in una dimensione di inesorabile arrettratezza e sudditanza al mercato internazionale dei combustibili fossili come già avviene per petrolio e carbone. Con il metano rischiamo di farci ingannare, ancora una volta, da uno sfasamento del tempo: grandi investimenti per il metano sarebbero stati giustificati e razionali nei decenni passati, non oggi. 

La realizzazione di un’inutile e costoso metanodotto – a tutt’oggi non si capisce chi dovrà accollarsi il costo - istituirebbe una nuova servitù̀ energetica per la Sardegna senza alcuna garanzia di costi inferiori nelle bollette per famiglie e imprese. Nel merito del progetto proposto di metanodotto, non è altresì̀ chiaro quale sia la capacità di trasporto annuo e quali siano stati i criteri che hanno portato al dimensionamento della condotta principale, delle sue derivazioni e delle opere accessorie. Cosí come è del tutto assente la valutazione complessiva dei potenziali impatti cumulativi sulle diverse matrici ambientali, sulle opzioni di approvvigionamento, sulla dislocazione dei rigassificatori e dei depositi di stoccaggio. E’ altamente probabile che il progetto venga rigettato e/o rinviato per ulteriori approfondimenti. Insomma, il metano potrebbe rivelarsi l’ennesimo miraggio, - dopo quello industriale che ha lasciato sulla martoriata terra di Sardegna inquinamento, malattia e disoccupazione. 
Nel corso dell’incontro le associazioni ambientaliste proporranno soluzioni alternative, concrete e attuabili per la Sardegna, basate essenzialmente sul risparmio e sull’incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile seguendo le strategie per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e quella nazionale del 2017. 


La Sardegna è sempre in ritardo, scrive nella premessa al suo libro “Noi non sapevamo” l’antropologo Bachisio Bandinu.
Parole di grande attualità che rappresentano la Sardegna e la sua classe dirigente, capace di inseguire negli anni scelte politico-economiche sbagliate, frutto di una pianificazione attenta agli interessi particolari, piuttosto che agli interessi comuni.
Basti guardare l’industrializzazione degli anni ’60, completamente estranea alla Sardegna, alle sue risorse, alla sua specificità, non certo adatta a un’isola che poteva contare su un suo tessuto produttivo e su risorse proprie che andavano supportate e non cancellate. 
Oppure la grande avventura turistica degli anni 80, adottata scimmiottando le attività turistiche della Riviera e alienando le coste e i migliori paesaggi dell’isola.
Noi allora non sapevamo sostiene Bandinu, ma alla fine del secolo scorso e ancora oggi sappiamo che quelle erano scelte sbagliate, eppure continuiamo ad adottarle, sostenendo le inquinanti e fallimentari industrie in crisi.
Ancora oggi prosegue questo secolare ritardo con la metanizzazione della Sardegna: una tecnologia obsoleta per un combustibile di transizione. È figlia della stessa politica del ritardo e delle scelte di retroguardia la protesta di sindacati e politici contro la chiusura nel 2025 delle centrali a Carbone.


L’ ultima sfida, ora soluzioni credibili
"Il fatto è che di fronte a emergenze di occupazione e di reddito, l’istinto italiano, sbagliato, è di esercitare un vero e proprio accanimento terapeutico a favore dell’impresa in crisi, anche quando le prospettive di mercato sono improbabili o nulle. Sono interventi che bruciano risorse pubbliche preziose e, creando false aspettative, consumano futuro. 
Quasi sempre sarebbe più saggio lasciare le imprese al loro destino e occuparsi invece dei lavoratori, sostenendo il loro reddito e accompagnandoli con servizi di qualità (orientamento e formazione, in primo luogo) verso una nuova occupazione".   
prof. Francesco Pigliaru– La Nuova Sardegna agosto 2012


Sull'argomento




lunedì 13 maggio 2019

Fridays For Future di Cagliari discute di energia, economia circolare e sostenibilità


Una lunga serie di scelte politico-economiche sbagliate, frutto di una pianificazione attenta agli interessi particolari, piuttosto che agli interessi generali hanno trasformato la Sardegna in una delle regioni più inquinate e più povere d'Europa. 
A partire dagli anni '60, con l''industrializzazione chimica e petrolchimica adatta a distruggere le attività primarie esistenti piuttosto che a garantire un futuro, fino ad oggi con la riproposizione dello stesso modello che vorrebbe continuare a sostenere le inquinanti e fallimentari industrie in crisi, assistiamo a una politica economica scellerata e priva di prospettive.
"Mancano le soluzioni credibili"sosteneva il professor Francesco Pigliaru nel 2012 e sosteniamo ancora noi sette anni dopo.
Nulla è cambiato da allora, difficilmente qualcosa cambierà senza un forte scossone che smuova le fondamenta dei palazzi del potere e l'apatia di chi li occupa. 
È necessario da subito attivare una serie di iniziative capaci di promuovere una economia circolare, per dare un futuro alle nuove generazioni partendo dalle cose fattibili nei prossimi anni, ad esempio trasformare la Sardegna nella prima isola del mediterraneo a zero CO2. 

Noi proponiamo di promuovere una serie di azioni che possano aiutarci a raggiungere questo obiettivo entro i prossimi 6 anni:
- Dirottare gli incentivi dalla speculazione delle FER verso i "Prosumers"
-  Investire nell’efficientamento e nel risparmio energetico
-  Uso intensivo e corretto dei «brown fields» 
-  Nessun investimento ad infrastrutture per l’uso del gas e di altri combustibili fossili
- Incrementare FER, Smart grid, sistemi di accumulo idroelettrico e elettrochimico, creare i distretti energetici

Anche di questi temi si discuterà Venerdì 17 Maggio, a una settimana dal prossimo Sciopero Mondiale per il Clima, alla conferenza organizzata da Fridays For Future di Cagliari.
L'incontro è aperto a tutti per confrontarsi sul tema dell’emergenza climatica nel mondo e in Sardegna.
Si parlerà della Questione energetica, del progetto di Metanizzazione e del suo impatto e di Economia circolare e possibili alternative di Sostenibilità.

Siamo fermamente convinti che la rivolta ambientale e culturale nasca dall’informazione, unisciti a noi per parlarne!

Ci vediamo Venerdì 17 Maggio dalle 16.30 nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Cagliari, Via Marengo 2.

L’evento è gratuito, pubblico e aperto a studenti, associazioni, insegnanti , famiglie e a tutti insomma 🌈
FFF Cagliari 🌿🌳

Interverranno:

Graziano Bullegas- Italia Nostra SardegnaVincenzo Tiana- Legambiente Laura Cadeddu - No Metano Marco Mameli- Assotziu consumadoris Piero Loi- Giornalista Claudia Zuncheddu- Associazione Medici per l’AmbienteGiacomo Meloni- Comitato Sindacati Sardi 

Modera : Samed Ismail- Fridays For Future

Con la partecipazione di :

  • Legambiente
  • No Metano
  • CSS Comitato Sindacati Sardi
  • ISDE Associazione Medici Per L’Ambiente
  • A FORAS
  • FIAB Federazione Italiana Ambiente Biciclette
  • Italia Nostra Sardegna
  • Assotziu consumadoris
  • Zero Waste
  • ReCoSol Rete Comuni Solidali


                    evento facebook 

                    sull'argomento

                    Vistanet - "La terra sta morendo, vogliamo il cambiamento": 5 mila in piazza per il Global Stryke For Future
                    CagliariPad - Cresce la rete sarda di Greta: "Con noi per salvare il mondo"
                    Il Fatto Quotidiano - Fridays For Future, la piazza di Greta per il clima


                    domenica 5 maggio 2019

                    La Settimana del Patrimonio Culturale di Italia Nostra


                    La peculiarità dell’Italia è l’esistenza di un diffuso Patrimonio artistico, storico e paesaggistico presente sull’intera penisola. La Settimana del Patrimonio Culturale di Italia Nostra vuole contribuire, insieme ad altre iniziative similari, ad aprire una riflessione sui modelli di gestione sostenibili di tali beni, senza avere la presunzione di proporre modelli strabilianti o innovativi ma, perseguendo una strada che si è rivelata virtuosa là dove è stata applicata.


                    Quattro proposte concrete di Italia Nostra:

                    1. Rafforzare il principio della tutela e della valorizzazione del patrimonio (ribadendol’unitarietà dei due principi) attivando quel principio di sussidiarietà (art.118 ultimo comma della Costituzione) che vede rafforzato il legame tra gli istituti preposti ed il territorio, prevedendo tavoli di partecipazione con il mondo del no profit del settore cultura,soprattutto nell’elaborazione dei PON Cultura e Sviluppo.

                    2. Rivalutare il ruolo delle Soprintendenze, assicurando alle stesse, anche per le delicatefunzioni di tutela, autonomia ed indipendenza dell’approccio scientifico.
                    3. Investire sulle Soprintendenze, dotandole di risorse finanziarie, di funzionari amministrativi, di personale di tutti i livelli, per reintegrare le carenze di organico. Consentire la contrattualizzazione di collaboratori scientifico/tecnici, pensare a specifiche norme per gli appalti sui Beni Culturali che facilitino gli investimenti in questo settore, favorendo ed ampliando la platea della ricerca fondi nei beni culturali.
                    4. Consolidare nel Paese l’Educazione al Patrimonio. In quest’ottica va la proposta di Italia Nostra di ampliare e sostenere l’educazione artistica nelle scuole di ogni ordine e grado e reintrodurre gli Istituti d’Arte.


                    Questi gli eventi in Sardegna


                    TORRE CANAI SANT’ANTIOCO

                    Sezione di Sant’Antioco

                    Costruita nel 1757 e restaurata nel 1994 la Torre Canai è stata restituita alla fruizione collettiva. Il monumento ospita una Mostra fotografica e cartografica degli aspetti naturalistici eculturali dell’isola di Sant’Antioco. Una sezione è riservata allastoria della Torre Canai. Nel sito circostante la Torre sono agevolmente percorribili dei sentieri-natura con indicazioni delle principali specie vegetazionali presenti; in prospettiva è prevista la realizzazione di un orto botanico delle specie costiere. A poca distanza dalla Torre sono inoltre visitabili altri siti di rilevanza archeologica e naturalistica.
                    La torre è stata restaurata dall’Associazione Italia Nostra con i contributi del Ministero dell’Ambiente e della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Cagliari. Si tratta di un bene demaniale restituito alla pubblica fruibilità e oggi aperto al pubblico grazie all’impegno dei soci volontari di Italia Nostra. 
                    La sezione di Sant’Antioco di Italia Nostra ha scelto di organizzare l’evento in contemporanea con la rassegna ”Monumenti Aperti” organizzata dal Comune di Sant’Antioco. Questo consentirà di poter usufruire della pubblicizzazione locale e quindi di un notevole numero di visitatori e di poter organizzare le visite guidate alla torre e alla mostra assieme agli studenti del liceo Lussu di Sant’Antioco.




                    PALAZZO PASSINO A BONNÀNARO (SS)
                    Sezione di Sassari


                    Il Palazzo Passino, edificio in stile eclettico, residenza dei nobili Passino, edificato tra il XIX e il XX secolo. 
                    Il bene, oggi di proprietà comunale, è un esempio di struttura bifunzionale, ossia residenza nobiliare e antica azienda agricola, dove permane cristallizzata un’atmosfera “Gozzaniana” del tempo passato. 
                    La sezione di Sassari, in occasione della Settimana del Patrimonio Culturale, organizza una visita guidata al Palazzo e la pulizia del giardino fronteggiante la facciata principale.


                    per approfondimenti 

                    https://www.italianostra.org/arriva-la-settimana-del-patrimonio-culturale-oltre-70-eventi-in-tutta-italia/


                    sabato 4 maggio 2019

                    Si fermino i mezzi pesanti sulla spiaggia

                    Appello urgente al sindaco di Alghero 



                    La presenza della posidonia spiaggiata sul litorale sabbioso tra Alghero e Fertilia non è una calamità ma un fatto naturale. Infatti la posidonia (Posidonia oceanica) è una pianta superiore che vive in mare e il deposito sui litorali assolve una funzione importante per l’ecosistema marino, i suoi habitat, le specie animali e vegetali. Dal punto di vista ecologico la rimozione della posidonia spiaggiata, ancor peggio con pesanti mezzi meccanici, è potenzialmente dannosa per la biodiversità delle biocenosi, ovvero delle comunità animali e vegetali della battigia e per la sabbia stessa che viene compressa e pestata trasformando la spiaggia in un duro e solido battistrada. Altrettanto dannosa - e non condivisibile - è la rimozione delle piante pioniere. La normativa regionale consente la possibilità di rimozione della posidonia nel periodo estivo e il riposisionamento in autunno.

                    In questi giorni, sulla spiaggia cittadina di via Lido, si assiste a interventi con mezzi meccanici pesanti. Vengono utilizzati camion di grosso tonnellaggio, terne gommate e un cingolato. Si sta procedendo un modo non condivisibile. Si osserva che il sistema adottato per la rimozione della posidonia spiaggiata sta determinando profondi solchi sull’arenile ed, in alcuni tratti, una sorta di “effetto” laguna.

                    Le scriventi associazioni ambientaliste rivolgono un appello urgente al Sindaco di Alghero Mario Bruno con richiesta di interruzione dei lavori con queste mezzi e metodi nella rimozione della posidonia dalla spiaggia cittadina.

                    WWF                    Lipu Italia                Nostra                      Gruppo Intervento Giuridico
                    Carmelo Spada    Francesco Guillot    Graziano Bullegas     Stefano Deliperi





                    sull'argomento

                    L'unione Sarda - "Via quei mezzi pesanti dalle spiagge di Alghero". L'allarme degli ambientalisti
                    Sardinia Post - Alghero, gli ambientalisti al sindaco: "Stop ai mezzi pesanti sulla spiaggia"
                    ISPRA - Posidonia spiaggiata, una risorsa ambientale

                    giovedì 11 aprile 2019

                    AlTuReSS: Alleanza per il Turismo Responsabile e Sostenibile in Sardegna

                    Giovedì 11 aprile presso la sede della Condotta di Cagliari dell’Associazione Slow Food si sono riunite le delegazioni regionali di Italia Nostra, Slow Food e Touring Club Italiano per sottoscrivere pubblicamente una Alleanza finalizzata alla realizzazione di iniziative di monitoraggio e proposta in tema di sviluppo turistico responsabile e sostenibile. Il nostro intento è quello di rappresentare un interlocutore nei confronti delle Istituzioni regionale e locali (quali ad esempio Commissioni consiliari e degli Assessorati al Turismo, all'Ambiente e ai Trasporti e dei Territori, amministrazioni comunali) che si occupano, spesso in modo separato, di progetti turistici che, invece, richiederebbero un approccio sistemico con ricadute in termini culturali, enogastronomici e ambientali di riferimento, che richiederebbero, al contrario, regolamentazioni che coerentemente con le disposizioni di legge sovraordinate, possano poi prendere forma concreta anche con disciplinari e regolamenti ad hoc.

                    L’Alleanza nasce con la convinzione che ora più che mai la Sardegna necessiti di soggetti che si facciano paladini della difesa di quanto di più prezioso questa terra oggi disponga, il territorio con i suoi paesaggi, i suoi siti naturalistici, archeologici, di insediamento umano sedimentatisi nei secoli. Purtroppo, assistiamo invece, anche per ragioni legate a difficoltà sociali ed economiche di varia natura, interne e internazionali, al fatto che si utilizzi il turismo come pretesto per portare avanti iniziative che invece di creare valore per le popolazioni e i territori, rischiano di distruggere valore e con esso, parti importanti del patrimonio ereditato dal passato, di tipo naturalistico, ambientale e culturale. 


                    A pretesto di tale iniziativa c’è il tentativo portato avanti dal Comune di Palau di dismettere la stazione ferroviaria di Palau Marina con l’eliminazione del tracciato ferroviario che la collega con la stazione situata al centro del Paese. Per i sottoscrittori di questo accordo e, più in generale, per le 15 organizzazioni tra associazioni ambientaliste, culturali e di rappresentanza degli operatori turistici, che da oltre un anno sono organizzate come Gruppo di Pressione per la salvaguardia di questa porzione di territorio, si tratta di un rischio che va assolutamente contrastato per evitare che si distrugga in modo irreparabile quel che fino ad oggi il “disinteresse generale” ha permesso di salvaguardare. 

                    La ragione della nostra presa di posizione è dettata dal fatto che quel pezzo di ferrovia e la stazione ubicata nel porto di Palau Marina non rappresentano il punto di arrivo di un percorso desueto e in abbandono, ma la porta di collegamento con l’Arcipelago di La Maddalena, vero gioiello naturalistico che impreziosisce quel lembo di Sardegna. 


                    L'azione di salvaguardia dell'infrastruttura ferroviaria di Palau Marina, che ereditiamo dal Gruppo di Pressione come primo atto da concretizzare, è stata avviata assieme ad AMoDo (Alleanza per la Mobilità Dolce) e FIFTM (Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche e Museali) e finora ha visto il susseguirsi di raccolte di firme e petizioni, preghiere, richieste di incontro indirizzate alla Presidenza della Regione senza ascolto alcuno. 

                    L’indifferenza ricevuta ci ha costretto a richiedere l’intervento diretto del Ministero dei Beni Culturali che a oggi ha dato luogo, da parte della Soprintendenza di Sassari/Olbia, ad un procedimento per la valutazione del riconoscimento dell'infrastruttura ferroviaria di Palau Marina quale Bene Culturale da proteggere, assieme all'intera ferrovia che la collega con Sassari.

                    La sottoscrivente Associazione AlTuReSS non si fermerà ovviamente a questa specifica richiesta ed è impegnata per sostenere ogni iniziativa volta a valorizzare gli attrattori turistici della Sardegna quali sono appunto le ferrovie turistiche fino a oggi ampiamente sottovalutate in termini di potenzialità sociali economiche e di valorizzazione del territorio. In tale ambito, per esempio, la battaglia per la stazione di Palau Marina va inquadrata all’interno di un progetto, tutto da costruire, che abbiamo denominato “corridoio ambientale” con il quale si vuole profittare dell’infrastruttura ferroviaria esistente per collegare, per ora solo in modo virtuale, l’arcipelago di La Maddalena con la città di Alghero e l’adiacente parco di Porto Conte. Un corridoio ambientale che si presta alla costruzione di una offerta turistica eco-sostenibile e responsabile di tipo naturalisitico, paesaggistico, culturale ed enogastronomica che coinvolgerebbe tutti i territori che insistono lungo il tracciato ferroviario e che permetterebbe il recupero di molte infrastrutture oggi abbandonate oltre che la nascita di iniziative imprenditoriali sostenibili, coerenti e compatibili con l’identità di quei luoghi. 


                    sull'argomento



                    martedì 26 marzo 2019

                    Economia circolare oltre il carbone e il metano

                    Si svolgerà  ad Alghero sabato 30 marzo dalle ore 17.00 presso la biblioteca dell’Obra Cultural in via Ardoino 44 (Piazza del Teatro), la conferenza dal titolo “GIUSTIZIA ENERGETICA. Economia circolare oltre il carbone e il metano”, organizzata dalle associazioni ambientaliste WWF, Isde-Medici per l’Ambiente, Codacons, Italia Nostra, Federparchi, Lipu, Fridays for Future. 

                    L’incontro vuole porre l’attenzione, in Sardegna, sul raggiungimento dell’obiettivo fissato dall'Accordo di Parigi del 2015 per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C e fare i più grandi sforzi per non superare l'aumento di temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali. 
                    Il titolo dell’incontro non lascia spazio ad equivoci, non può esserci giustizia climatica senza quella energetica. In tal senso, il movimento ambientalista, vuole mettere in primo piano la richiesta che viene dagli studenti di tutto il mondo, con il movimento ispirato dall’attivista Greta Tumberg, dando la parola ai giovanissimi rappresentati di Fridays for Future

                    L’incontro promosso dalle associazioni ambientaliste sarà centrato sulle modalità per l’uscita della Sardegna Qui e ora” - dall’era fossile. In tal senso sarà presentata, da Lillino Sini, l’esperienza del Comune di Benetutti portata alla ribalta nazionale dalla trasmissione di Rai Tre Presa Diretta di Riccardo Iacona. Il paese del Goceano, è il primo esempio di Smart community in Sardegna con reti elettriche intelligenti, produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e condivisione energetica. Parteciperà all’incontro Manuela Pintus, sindaca di Arborea, che insieme alla sua comunità ha impedito le trivellazioni nel proprio comune. Il Wwf per questo suo impegno, nel 2016, le ha conferito i premi Panda d’oro Gigante dell’ambiente

                    Sono altresì previsti gli interventi di Carmelo Spada (WWF), Paola Pilisio (No Metano), Piero Loi (giornalista), Mauro Gargiuolo (Italia Nostra), Domenico Scanu (Isde-Medici per l’Ambiente), Laura Careddu (No Metano), Daniele Solinas (Codacons), Salvatore Sanna (Federprchi), Francesco Guillot (Lipu). 

                    Italia Nostra Sardegna ha avviato in questi anni un serrato dibattito, assieme alle altre associazioni ambientaliste sulla questione energetica e in particolare sull’opportunità o meno di infrastrutturare l’isola con la rete del gas. La Sardegna è l’unica regione italiana esclusa dalla distribuzione del gas. In considerazione del surplus di produzione di energia (si esporta circa il 30% dell’energia elettrica prodotta nell’isola) Italia Nostra Sardegna sostiene l’inutilità di sprecare risorse pubbliche per sostenere un combustibile fossile “di transizione” e la necessità di investire in attività di supporto e sostegno ai “prosumers” (i produttori – consumatori) di energia rinnovabile.
                    Con questi obbiettivi abbiamo partecipato alla discussione sul Piano Ambientale Energetico Sardo e abbiamo contestato l’ipotesi di installare una nuova centrale a carbone, oltre alle ultime scelte della Regione di chiedere una deroga alla norma statale che impone il fermo delle centrali elettriche a carbone entro il 2025.
                    Con lo stesso spirito stiamo contrastando la speculazione legata i grossi impianti FER, la nascita delle grosse wind farm e degli  immensi impianti termodinamici solari.


                    sull'argomento

                    Italia Nostra Sardegna - Il metano non da una mano