lunedì 16 giugno 2014

La cancellazione della Conservatoria della Coste mette a rischio il futuro sostenibile delle coste della Sardegna


Capo Comino - Siniscola
Nel 2010 la Giunta Cappellacci, col pretesto del riassetto finanziario della Regione, proponeva di cancellare l’Agenzia per la Conservatoria delle Coste della Sardegna. Grazie alla mobilitazione di amministratori locali, delle associazioni ambientaliste e grazie anche a una certa dose di buon senso la proposta fu ritirata. L’attività della Conservatoria fu ridimensionata, purtroppo, rispetto ai propositi e alle competenze previsti dalla legge regionale n° 2/2007 che la istituiva e rispetto agli interessanti esempi di altre nazioni (Conservatoire du Littoral francese e il National Trust inglese) a cui il legislatore si è ispirato. Non comprendiamo perché, a quattro anni di distanza e con un quadro politico completamente cambiato, si riproponga la stessa questione. Infatti, con la Delibera n. 21/18 del 2014 la Giunta regionale revoca le funzioni del Direttore Generale e commissaria l'Agenzia, preludio alla sua definitiva cancellazione.
 

Possibile che l’Agenzia della Conservatoria delle  Coste della Sardegna, rappresenti un voce di spesa tanto importante da dover essere cancellata per salvare il bilancio regionale? Che destino avranno le migliaia di ettari di costa e le tante strutture costiere attualmente gestite e salvaguardate dall’Agenzia?
Italia Nostra ritiene che la cancellazione dell’Agenzia della Conservatoria delle Coste Sarde,  prevista da un’operazione di spending-review, rappresenti una grave ipoteca sul futuro sostenibile della Sardegna.


Coast Day 2009
Abbiamo seguito con interesse e spirito critico l’istituzione della Conservatoria delle Coste – esempio innovativo di ente preposto a tutela del patrimonio costiero - e, assieme alle altre Associazioni ambientaliste della Sardegna, abbiamo avuto modo di collaborare in alcune iniziative.  Riteniamo che la Conservatoria non debba essere cancellata, ma debba anzi essere potenziata per poter svolgere appieno il proprio ruolo ed essere chiamata a gestire tutte le aree costiere più sensibili sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico e svolgere attività di promozione e diffusione delle tematiche relative alla tutela naturalistica e alla gestione integrata e sostenibile delle aree costiere, anche per preservarle dal rischio speculativo sempre in agguato. Riteniamo inoltre che l’Agenzia, assieme alle qualificanti attività avviate in questi anni, debba avere un ruolo nella pianificazione urbanistica e paesaggistica degli ambiti costieri della Sardegna.  

Cala Lunga Sant'Antioco - foto M. Raspa
Ci aspettavamo dalla Giunta Pigliaru, nata all’insegna della discontinuità rispetto alla precedente amministrazione regionale, non la cancellazione della Conservatoria – esempio innovativo in Italia di ente preposto a tutela del patrimonio costiero – ma l’abrogazione di tutte le norme che indeboliscono le tutele del Piano Paesaggistico Regionale. Un percorso che deve precedere qualsiasi proposito di pianificazione urbanistica della Sardegna compresa la legge urbanistica regionale di cui si parla in questi giorni.

Constatiamo che quanto accade oggi è esattamente il contrario delle aspettative di Italia Nostra - che non ha mai espresso assessori nell’attuale o in altre amministrazioni regionali o locali (*) - e che da anni si batte per una efficace tutela del paesaggio e del territorio.

(*) Il riferimento è all'articolo di oggi sull'Unione Sarda dal titolo <<Spano difende la scelta: non cambierà niente>> nel quale l'on. Pittalis dichiara: "... Italia Nostra che oggi esprime un assessore in giunta..."

 
Is Arenas

Sull'argomento



Cala Fuili - Dorgali
 

Appello

No al Commissariamento dell’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna

Giovedì 12 giugno la Giunta Regionale Sarda ha deciso di commissariare l’agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna al fine, come si apprende dalla stampa, di trasferire le sue funzioni all’interno di un assessorato della Regione.

 
Tale decisione, operata nell’ambito della più generale “spending review”, appare ingiustificata considerato che la Conservatoria delle coste è un ente sano, non in perdita e capace di risparmiare investire al meglio il denaro pubblico, come si evince dagli stessi rapporti ufficiali sul suo funzionamento resi pubblici sul suo sito istituzionale. L’efficienza economica e gestionale dell’Agenzia, esempio unico in Italia, e la sua capacità di attrarre finanziamenti per la Sardegna, dimostrano concretamente la validità di investire nelle politiche ambientali per creare uno sviluppo realmente sostenibile.
In questi anni la Conservatoria delle coste ha rappresentato uno strumento concreto di supporto agli enti locali per l’applicazione delle politiche regionali di tutela e di gestione integrata delle zone costiere della Sardegna. Uno strumento innovativo al quale s’ispirano tutte le altre regioni italiane costiere.
E’ sufficiente analizzare il processo virtuoso avviato dalla Conservatoria delle coste per lo sviluppo sostenibile dell’isola dell’Asinara, in applicazione della Deliberazione della Giunta Regionale del Dicembre 2008, per comprendere l’utilità di uno strumento come l’agenzia capace di coordinare competenze diversificate come le azioni di tutela e valorizzazione con la disponibilità diretta dei beni del patrimonio regionale affermando lo stesso ruolo istituzionale della Regione Sardegna in un’isola per oltre un secolo di proprietà dello Stato.
Che fine farà, ci si chiede, il patrimonio costiero affidato alla gestione dell’Agenzia? Oltre 6.000 ettari – soprattutto sui litorali di Alghero, Muravera, Buggerru, Castiadas – ritorneranno, infatti, nella disponibilità delle strutture regionali “ordinarie”, portando di fatto le lancette dell’orologio indietro di 10 anni, quando le coste della Sardegna venivano gestite in maniera settoriale. Con la soppressione dell’Agenzia migliaia di ettari di coste, ad alto valore paesaggistico e ambientale, potranno, inoltre, esser messi in vendita ai migliori offerenti, pronti a speculare sulle coste sarde, magari con il pretesto di attrarre investimenti esteri.
Dopo decenni e a volte secoli di abbandono di molti beni storici del territorio regionale, la Conservatoria delle coste, grazie alle sue competenze integrate e uniche in tutta Italia, ha riportato l’attenzione sul patrimonio delle torri costiere, dei fari e delle stazioni semaforiche, iniziando il difficile restauro di molti manufatti e riportando questi beni culturali a un uso pubblico. In assenza di risorse pubbliche per la loro tutela, la Conservatoria, gestendo direttamente il patrimonio regionale, ha dimostrato che esiste un modello alternativo ed efficace di gestione di questi beni rappresentando uno strumento concreto di supporto agli enti locali per l’applicazione delle politiche regionali di tutela e di gestione integrata delle zone costiere della Sardegna. Tale modello è stato interamente ispirato dalle linee guida contenute nel documento “Fascia costiera come bene strategico comune della Sardegna” redatto dal primo Comitato Scientifico dell’Agenzia l’11 febbraio del 2009.
Molte associazioni ambientaliste ma anche rappresentanti istituzionali auspicano e anzi prospettano l’adozione a livello nazionale del modello della Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che sinora ha ricevuto il plauso delle maggiori istituzioni che operano nel settore come il Piano d’Azione del Mediterraneo del Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP MAP).
Con questo nostro appello chiediamo al Presidente della Regione Sarda on.le Francesco Pigliaru un ragionevole ripensamento sulla decisione ad oggi adottata, affinché sia revocata la decisione di commissariare l’Agenzia, auspicando che l’esperienza maturata e il lavoro della Conservatoria delle coste, possano proseguire naturalmente continuando a rappresentare una buona pratica di tutela e gestione integrata delle zone costiere per la Sardegna e per il resto dell’Italia.
 
I 50 Primi Firmatari
Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati
Fulco Pratesi, Fondatore e Presidente Onorario WWF Italia
Fabio Renzi, Segretario Generale Fondazione Symbola
Rosalba Giugni, Presidente Marevivo
Carmen Di Penta, Direttore Generale Marevivo
Francesco Ferrante, Vice Presidente Kyoto Club
Cala Cartoe - Dorgali
Sergio Andreis, Direttore Kyoto Club
Paolo Fresu, Musicista
Marcello Fois, Scrittore
Elena Ledda, Musicista
Massimo Carlotto, Scrittore
Dacia Maraini, Scrittrice
Marco Fratoddi, Direttore La Nuova Ecologia, mensile di Legambiente
Roberto Tortoli, Presidente Mare Amico
Annalisa Corrado, Portavoce Green Italia
Roberto Della Seta, Promotore Green Italia
Enrico Fontana, Coordinatore Nazionale LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie
Stefano Deliperi, Presidente Gruppo di Intervento Giuridico, Amici della Terra
Daniela Ducato, imprenditrice
Antonio Ferro, imprenditore
Gianni Massa, Consiglio Nazionale Ordine degli Ingegneri
Nicolò Fenu, Presidente SARDARCH.
Giuseppe Melis, Docente Università di Cagliari
Alberto Pratesi, Docente Università Roma 3
Enzo Patierno, Osservatorio Comunicazione Ambientale Università La Sapienza Roma
Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale
Graziano Bullegas, Presidente Italia Nostra Sardegna
Ignazio Garau, Presidente Associazione Nazionale Città del Bio
Riccardo Porta, Presidente Associazione Nazionale La Casa Verde CO2.0
Nicoletta Selis, delegato regionale WWF Italia
Stefania Rossini, Presidente Donne Ambiente Italia
Maria Laura Terribilini, Presidenza Donne Italiane Ambientaliste
Monica Saba, Vice Presidente Sardegna Impresa Donna Coldiretti
Vincenzo Migaleddu, Associazione Medici per l’Ambiente
Daniela Addis, Coordinatrice nazionale CAMP Italia
Laura Cadeddu, Coordinatrice Comitato Sardo No Megacentrali
Mauro Coni, Professore Università di Cagliari
Umberto Oppus, Direttore Anci Sardegna
Antonio Vigo, Sindaco Calasetta
Mario Corongiu, Sindaco di Sant’Antioco
Silvano Farris, Sindaco di Buggerru
Antonio Diana, Sindaco di Stintino
Beniamino Scarpa, Sindaco di Porto Torres
Franco Cuccureddu, Sindaco di Castelsardo
Angelo Comiti, Sindaco di La Maddalena
Francesco Atzori, Sindaco di Arbus
Andrea Loche, Sindaco di Cuglieri
Ivo Melis, Sindaco di Masainas
Concetta Spada, Sindaco di Domus de Maria
Quintino Sollai, Sindaco di Castiadas
 

Marina di Sant'Antioco
 
 

lunedì 9 giugno 2014

La storia infinita del parcheggio interrato sotto le mura di Cagliari



Foto storica
Italia Nostra ha chiesto al Comune di Cagliari l’annullamento delle delibere di approvazione del progetto del parcheggio interrato sotto le mura di Castello e agli organi regionali e ministeriali competenti la verifica della sussistenza di tutti i presupposti di legge necessari per la realizzazione delle opere.
Con un documento di 55 pagine ha depositato le osservazioni contro il progetto del parcheggio, a conferma e integrazione di quelle già inviate - rimaste senza riposta - al Comune di Cagliari, alle Soprintendenze e alla Direzione regionale.
Il progetto che si vorrebbe realizzare risale agli anni ‘90 e salvo l’abolizione delle scale mobili e dei tapis roulants, a differenza di quanto sostiene l’Amministrazione comunale, è rimasto sostanzialmente identico a quello originario. Stessi progettisti, stessa ubicazione, stesse dimensioni, stessa capienza, stesse finalità.
Locandina del flashmob
E stesse perplessità da sempre manifestate dalla nostra Associazione, da migliaia di cittadini e dalla Regione Sardegna, le cui prescrizioni sono rimaste prive di effetto. Gli unici ad avere superato i gravi dubbi espressi in passato, quando si trovavano all’opposizione, sono il sindaco, il presidente del Consiglio comunale e il presidente della Commissione urbanistica.
Se il progetto fosse differente, del resto, non potrebbe certo usufruire dei finanziamenti stanziati più di dieci anni fa per il vecchio intervento.
Così oggi, nonostante gli anni trascorsi e i cambiamenti sopravvenuti, uno dei luoghi più significativi della nostra città dovrebbe essere distrutto da un’opera inutile e superata, illegittima sotto l’aspetto paesaggistico e idrogeologico, incompatibile con il valore archeologico dell’area, altamente inquinante e profondamente contraria ai moderni princìpi trasportistici.
Per non parlare delle infinite contraddizioni che caratterizzano l’intero intervento, a iniziare proprio dalle finalità. Nella Relazione specialistica dei trasporti, infatti, si sottolinea che la domanda di parcheggio è nettamente superiore all’offerta, soprattutto per quanto riguarda la sosta dei residenti”. Eppure, nonostante questo, si eliminano 467 stalli esistenti per lasciare solo i 330 posti auto del nuovo parcheggio in struttura, riservandone agli abitanti meno della metà, certi che così si riuscirà a “liberare il Castello e Stampace alta dalle auto” e si fornirà “sollievo alla richiesta di sosta dei residenti”.
Flashmob aprile 2014
La determinazione del Comune non conosce ostacoli. Il Piano paesaggistico impedisce la realizzazione del parcheggio? Il problema è risolto da un articolo del Piano casa e nulla importa che il giudice amministrativo e la stessa amministrazione comunale l’abbiano dichiarato più volte inapplicabile.
Persino il Piano di assetto idrogeologico diventa un inutile intralcio burocratico. Sull’area, infatti, visto il rischio idrogeologico alto e medio alto, possono essere realizzati esclusivamente gli interventi “riferibili a servizi pubblici essenziali non altrimenti localizzabili o non delocalizzabili, a condizione che non esistano alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili”. Non è certo il caso del parcheggio, eppure l’opera s’ha da fare. Anche se gli studi allegati avvertono che “in tutte le aree perimetrali, le superfici interessate dai fenomeni franosi riguardano l’intero sviluppo delle pareti”, precisando che le frane “possono essere determinate sia dal susseguirsi di eventi meteorici ± estremi, da effetti di erosione al piede del versante, dalle stesse condizioni fisiche e strutturali dei materiali coinvolti nonché da azioni antropiche quali gli scavi, le vibrazioni indotte etc. etc.”.
Sono rimaste inascoltate pure le prescrizioni dell’Unità Tecnica Regionale: nessuna approvazione degli studi idrogeologici integrativi da parte dell’ente superiore,  il Comune ha fatto tutto in casa, assumendo le vesti di controllore e controllato.
 
Rileviamo, infine, che nonostante le nostre precedenti osservazioni siano state inviate anche al Comune con posta certificata, nella delibera di approvazione dell’intervento si dichiara che “non sono pervenute osservazioni”. Si tratta di un vizio di legittimità insanabile che invalida l’intero atto.
Italia Nostra sosterrà con energia e in ogni sede le argomentazioni brevemente riassunte nel presente comunicato stampa.


Rendering del progetto
 

sull'argomento

Sardinia Post - Cagliari. parcheggio via del Cammino Nuovo: Italia Nostra chiede annullamento delibere
L'Unione Sarda - Parcheggio via Cammino Nuovo. Italia Nostra: progetto inutile e superato
CagliariPad - Parco-Parcheggio sotto le mura, nuovo dossier di Italia Nostra: "inutile e superato"

 


 


L'Espresso n. 29, 24 luglio 2014 - Nicolas Ballario

 

"Cagliari si candida a capitale europea della cultura per il 2019, ma non gioca a favore di questa ambizione il progetto di un parcheggio multipiano, che l'amministrazione vorrebbe edificare sotto le mura cinquecentesche del Bastione di Santa Croce, nel quartiere Castello. Il sindaco Massimo Zedda (Sel) quando era all'opposizione si è battuto contro questa idea, una una volta in carica non rinuncia al finanziamento regionale da 15 milioni di. Nemmeno i rischi archeologici e idrogeologici (confermati dalla vicesindaco Luisa Anna Marras) creano dubbi sulla fattibilità dell'opera, così come i varchi che andrebbero aperti nelle antiche mura per consentire l'ingresso delle auto nella struttura di cemento. E pensare che a poche centinaia di metri sorge già un parcheggio multipiano, che secondo Italia Nostra è utilizzato solo al 20 per cento".


 

 










 
 
 




lunedì 2 giugno 2014

Percorsi di turismo sostenibile: Torre Canai "un monumento ritrovato"

Italia Nostra Sant'Antioco partecipa alla conferenza su ALTROTURISMO - PERCORSI DI TURISMO SOSTENIBILE, organizzata all'interno delle iniziative della rassegna espositiva "La Laguna Espone".

Lunedì 2 giugno alle ore 19, nell'aula del Consiglio Comunale di Sant'Antioco,  Marcella Maxia, per Italia Nostra, racconterà l'esperienza della "Torre Canai, un monumento ritrovato" e reso vent'anni fa alla pubblica fruizione.

Grazie all'impegno di numerosi volontari, la Torre  è aperta al pubblico tutte le estati dal 1994 - per scolaresche e gruppi, su prenotazione - in qualsiasi stagione.  

La Torre ospita una Mostra permanente degli aspetti storici, ambientali, e culturali dell’isola di Sant’Antioco, e del sistema delle torri costiere della Sardegna.

Nella Torre si svolgono attività di educazione ambientale e attività culturali di vario tipo: convegni, concerti, mostre, teatro. Il monumento, che nel corso della stagione estiva è aperto al pubblico grazie alla collaborazione dei volontari dell’Associazione, è inserito ogni anno nelle giornate culturali promosse dal Ministero dei Beni Culturali e nella rassegna “Monumenti Aperti”.
 
 


Presenze visitatori negli ultimi anni






https://www.facebook.com/events/1419406191663158/?fref=ts



 

sabato 31 maggio 2014

I volti e i mestieri di Santa Giusta

 
 

Comune di Santa Giusta e ITALIA NOSTRA Onlus (sezione Sinis Cabras Oristano) presentano il libro  “I volti e i mestieri di Santa Giusta”.







Nel corso della manifestazione sarà proiettato il video documentario sui volti e i mestieri di Santa Giusta.

Il borgo raccontato attraverso le voci dei suoi lavoratori, a cura di Salvatore Melis, Margaret Caddeo, Paola Camedda e Alberto Loche.
Sabato 31 maggio 2014 ore 16.30 a Santa Giusta, presso il Centro civico, Piazza Othoca (dietro il Comune).

La manifestazione è inserita negli "Eventi collaterali" della rassegna Monumenti Aperti.
 
 
 
La copertina del libro
 
 
 
 
 
 

venerdì 16 maggio 2014

Dove arriva il mare

Marina di Sant'Antioco

L'associazione "Sant'Antioco abbraccia il mare" organizza una mattinata informativa sulla salvaguardia, la tutela e sul rispetto del mare.


Sabato 17 maggio 2014, ore 9.30 - Comune di Sant'Antioco, Aula Consiliare 

 

           

     

Partecipano:

  • Gli studenti del liceo scientifico "Emilio Lussu" di Sant'Antioco
  • Ottavio Olita - giornalista RAI
  • Sandro Demuro - docente di geologia marina università di Cagliari
  • Graziano Bullegas - presidente Italia Nostra Sardegna
  • Angelo Ibba - ricercatore scienza della terra università di Cagliari




sintesi dell'intervento di Graziano Bullegas - presidente Italia Nostra Sardegna




1)   Criticità ambientali dell’arcipelago del Sulcis
Lo scorso 21 marzo nel corso del convegno dal titolo “Gestione sostenibile del Mediterraneo” organizzato a Roma dall’Accademia dei Lincei, sono state evidenziate le mutazioni alla biodiversità dovute in particolar modo ai cambiamenti climatici  e alle attività antropiche in atto. 
Anche il mare e lo spazio costiero dell’intero arcipelago del Sulcis sono interessati da numerose aggressioni ambientali e paesaggistiche che compromettono l’intero ecosistema, la biodiversità, la salute della comunità e le stesse attività produttive che dal mare traggono sostentamento.
Alcune di queste criticità sono comuni all’intero mare Mediterraneo, altre sono peculiari delle nostre isole.
Tra le tante emergenze ambientali citiamo l’inquinamento industriale proveniente dal nucleo industriale di Portovesme e quello dovuto ad attività industriali dismesse, ma anche quello derivante dalle esercitazioni militari nel Golfo di Palmas, l’erosione costiera causata da un uso improprio degli arenili e delle coste, il traffico navale nel Golfo di Palmas, la presenza di impianti di depurazione delle acque reflue non a norma, l’eccessivo prelievo di pesca negli specchi acquei prospicienti le coste isolane, il prelievo indiscriminato di molluschi che ha portato alla quasi estinzione di alcune specie, il progettato passaggio nel Golfo di grandi opere infrastrutturali come il GALSI e il mai sopito interesse della speculazione immobiliare su diversi tratti costieri delle isole.




2)   Erosione Costiera  
È ormai palese l’arretramento della linea di costa di quasi tutte le spiagge dell’isola, fenomeno  probabilmente legato all'urbanizzazione che ha compromesso il naturale afflusso di sedimenti e impedito il naturale “movimento” del tratto costiero. Purtroppo la realizzazione negli ultimi 50 anni lungo la fascia costiera (talvolta a qualche metro dal mare: Is Pruinis, Spiaggia Grande, Sotto Torre etc…) di manufatti, case e costruzioni varie, ha interferito con le dinamiche sedimentarie del sistema-spiaggia causando un’irreversibile erosione.
Spiaggia Is Pruinis
Il sistema delle spiagge è piuttosto delicato e vulnerabile. La sua salvaguardia richiede particolari attenzioni e grande prudenza nell'uso del territorio. È fondamentale impedire la realizzazione di ulteriori strutture a ridosso degli arenili: parcheggi, passeggiate a mare, strade, opere fisse, terrazze, moli, barriere e recinzioni. Tutte interferiscono con la vita naturale della spiaggia innescando processi erosivi. Se realmente si vuole salvare il patrimonio-spiagge è  necessario pensare anche a possibili interventi di demolizione delle strutture più impattanti tra quelle realizzate sulle spiagge e abbandonare improbabili progetti quali ripascimenti o dighe foranee. 
Come affermato dai tecnici del CNR e dell’Università di Cagliari nel loro Decalogo per salvare le spiagge della Sardegna, “dobbiamo considerare la spiaggia come un pezzo di mare e non della terra, … uno spazio molto più ampio di quanto normalmente siamo abituati a considerare, che può comprendere zone umide, dune e il fondale sabbioso della zona sommersa antistante. Le spiagge rappresentano una straordinaria risorsa ambientale ed economica. Non sono riproducibili. L’uomo può fare solo brutte copie”.

 3)   Territorio e paesaggio: le risorse di un’isola
Esiste uno stretto legame tra le scelte urbanistiche e la risorsa turistica. Troppo spesso questo legame viene impropriamente individuato nell’ineluttabilità del consumo del territorio e del bene paesaggistico: il “giusto sacrificio” da offrire allo sviluppo economico della comunità.  Questo naturalmente potrebbe valere solo rispetto agli investimenti mirati verso una resa immediata – e talvolta neppure in questo caso - ma non può essere applicato agli investimenti durevoli e di lungo periodo che invece trovano alimento proprio da una puntuale e intelligente pianificazione urbanistico-territoriale tesa verso la conservazione del bene paesaggistico e culturale.
Anche per impedire un’ulteriore degrado degli spazi costieri, la nostra Associazione, supportata da autorevoli pareri, sostiene che una corretta pianificazione territoriale, in particolar modo in un'isola minore, debba limitare al massimo gli interventi edificatori nelle aree costiere, e consentirli eventualmente a stretto contatto del centro urbano consolidato o in prossimità di aree realmente compromesse, sempre che, comunque, non interessino zone di particolare pregio ambientale - Tale scelta limiterebbe oltre che l'impatto ambientale, il costo sociale dovuto alla realizzazione di nuove infrastrutture e agevolerebbe l'integrazione tra turisti e residenti. 


Fenicotteri Stagno di Santa Caterina

La scelta della pubblica amministrazione sensibile agli interessi collettivi (e meno attenta verso quelli particolari), non può che indirizzarsi verso questa ultima opzione che rappresenta indubbiamente l’unica chance per salvare l’isola da un irrimediabile distruzione e, in termini economici, da uno svilimento del suo valore ambientale.
Italia Nostra è convinta che le isole del Mediterraneo rappresentino ecosistemi sensibili unici e irripetibili e pertanto degni di tutela quanto l’intero territorio costiero; e per questo motivo sono illogici i regimi di protezione limitata per le isole minori. È invece opportuno prevedere  particolari forme di tutela e di salvaguardia diverse e più attente alle peculiarità locali, rispetto a quella applicata nell’isola madre e nel continente.

4)   Aree di tutela: salvaguardia ambientale e risorsa economica
Riteniamo che sia sempre più urgente impegnarsi per l’istituzione nell’arcipelago di un’Area Marina Protetta e di ampie aree di salvaguardia e di tutela nelle zone costiere di maggior pregio ambientale e culturale.
È necessario pianificare un progetto di “gestione integrata delle zona costiera” armonizzando le diverse esigenze di uso dell’area: lo strumento dell’Area Marina  Protetta può favorire, infatti, gli operatori locali concedendo diritti esclusivi alla piccola pesca artigianale, coinvolgendoli così in prima persona nella tutela delle risorse, e trovare soluzione alle tante emergenze che attraversa il settore della pesca.
Esistono nelle isole sulcitane importanti aree che racchiudono al proprio interno un felice insieme di aspetti geomorfologici, vegetazionali, paesaggistici, faunistici e archeologici che, assieme al mare circostante, dovrebbero essere classificate aree di parco naturalistico e culturale e in tal senso adeguatamente tutelate.
Le isole minori rappresentano veri e propri poli di sviluppo del Mediterraneo, laboratori dello sviluppo sostenibile e aree di sperimentazione meritevoli pertanto di salvaguardia ambientale e di recupero socioeconomico. Quindi una lungimirante politica di pianificazione territoriale che tuteli i propri beni ambientali, anche attraverso l’istituzione di aree protette, non rappresenta un limite allo sviluppo economico e sociale ma, se abilmente gestita, può rappresentare una opportunità economica per la comunità locale.

Falesie Costa Calasetta