lunedì 27 maggio 2019

Metano: l'inutile dorsale pagata a caro prezzo dai sardi

Nel corso del convegno di Sassari di venerdí scorso 24 maggio, il Wwf, Italia Nostra, i Comitati, i ragazzi di Fridays For Future e gli esperti presenti hanno messo in luce le criticità del sistema energetico isolano basato essenzialmente sulle energie di origine fossile e hanno avanzato proposte alternative e concrete perchè la Sardegna abbandoni le energie fossili e diventi la prima regione europea Zero CO2.
La manifestazione di Fridays For Future del 24 maggio 2019
La realizzazione di uninutile, obsoleto e costoso metanodotto il cui costo – emerge in queste ore - dovrà essere pagato nelle bollette dai sardi dimostra ulteriormente che questa fonte fossile oltre a costituire una nuova servitù energetica per la Sardegna non porterà alcun beneficio economico in quanto non ci sarebbe alcuna riduzione del costo delle bollette di famiglie e imprese. 
Come abbiamo avuto modo di denunciare in diverse occasioni, il progetto di metanodotto, non chiarisce quale sia la capacità di trasporto annuo e quali siano stati i criteri che hanno portato al dimensionamento della condotta principale, delle sue derivazioni e delle opere accessorie. Insomma un progetto carente sotto laspetto della valutazione dei potenziali impatti cumulativi sulle diverse matrici ambientali, che potrebbe rivelarsi lennesimo miraggio, dopo quello industriale che ha lasciato sulla martoriata terra di Sardegnainquinamento, malattia e disoccupazione.
In Sardegna si produce un surplus energetico di circa il 35% (Fonte Terna, produzione 2017: 12.335 GWh; consumi 8.426 GWh) che viene esportato, macon i costi ambientali e sanitari scaricati sulla Sardegna e sui cittadini visto che quasi l80% di questa produzione avviene con carbone e derivati dal petrolio altamente inquinanti e climalteranti. Il metano non risolverebbe queste criticità, si tratta infatti di una fonte fossile di transizione che non costituisce il futuro prossimo ma che manterrebbe la Sardegna in una dimensione di inesorabile arretratezza e sudditanza al mercato internazionale dei combustibili fossili come giàavviene per petrolio e carbone. 

Posa di un metanodotto
Le associazioni ambientaliste propongono che i finanziamenti finalizzati alla metanizzazione della Sardegna siano dirottati verso soluzioni alternative, concrete e attuabili per lisola, basate essenzialmente sul risparmio e sullincremento dell'efficienza energetica e la produzione distribuita e condivisa di energia da fonte rinnovabile seguendo le strategie per lo sviluppo sostenibile dellAgenda 2030 dellONU e quella nazionale del 2017. 

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