
Inoltre le associazioni ambientaliste, in relazione al riposizionamento - come previsto dalla normativa regionale quale naturale difesa delle coste dall’erosione - della posidonia spiaggiata accumulata esclusivamente nella stagione 2018, chiedono alle istituzioni che i lavori vengano eseguiti con l’utilizzo di mezzi meccanici di piccole dimensioni a basso impatto sull’arenile. Inoltre auspicano, per la prossima stagione, che nell’esecuzione dell’asportazione della posidonia dal litorale sabbioso, vengano tutelate le piante pioniere che insistono sull’arenile, anch’esse rivestono un ruolo importante contro l’erosione come evidenziato nelle “Linee guida per la gestione integrata delle spiagge” della Regione Sardegna.
Infine le associazioni ambientaliste chiedono che nell’estensione del PUL, gli stabilimenti balneari, siano distribuiti ad almeno 50 metri l’uno dall’altro, al fine di restituire porzioni di spiaggia - quale bene comune- alla libera fruizione dei cittadini.
WWF, Italia Nostra Sardegna, Gruppo Intervento Giuridico, Ferderparchi, Lipu, Codacons
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