Come abbiamo avuto modo di chiarire in questi anni,
le nostre Associazioni ritengono che l'impegno primario di tutti, in Sardegna,
ma anche in Europa e nel mondo, debba essere concentrato sulla effettiva
riduzione di tutte le emissioni nocive a livello globale.
Con questo spirito abbiamo presentato Osservazioni critiche al Piano Energetico e Ambientale Regionale Sardo (2015-2030) e su
questi temi abbiamo basato la nostra politica ambientalista in Sardegna. Riteniamo
quindi che il nostro sostegno debba rivolgersi ad una corretta politica
incentivante delle energie rinnovabili (quella, per intenderci, che supporta la
produzione diffusa e l’autoconsumo),
mentre una forte e determinata azione di contrasto debba essere esercitata nei
confronti della proliferazione di impianti industriali per la produzione di
energia elettrica, che, oltre al rilevante impatto ambientale, determinano una
indiscriminata distruzione di aree a vocazione agricola, conseguendo nello
stesso tempo non significativi risultati in termini di riduzione di gas serra,
inefficienze produttive e insostenibili costi economici e ambientali per le
collettività a beneficio di interessi speculativi.
L'area interessata dall'impianto termodinamico solare |
L’impianto di San Quirico, la cui VIA è stata
recentemente approvata dalla giunta regionale sarda in palese contrasto con le
finalità espresse nel PEARS e con motivazioni contradditorie rispetto a pronunciamenti
per analoghi impianti, appartiene a quest’ultima categoria per una serie di
motivazioni:
- si tratta di un impianto industriale ubicato in aree agricole, oggetto di uno storico riordino fondiario da parte dell’ETFAS e ospitanti aziende modello e fattorie didattiche. L’ENEA, che ha dedicato studi alle Centrali termodinamiche proprio al tempo della Presidenza Rubbia, ha espressamente raccomandato nelle numerose pubblicazioni che per quanto concerne la loro ubicazione tali centrali dovessero mirare a “valorizzare terreni non altrimenti utilizzabili, come le aree desertiche, le aree industriali dismesse o le discariche esaurite” proprio a causa dei devastanti impatti ambientali indotti da tale tipologia di impianti. Per tali motivi le CSP in Spagna sono ubicate all’interno di vecchie cave dismesse o in zone improduttive, in California, Africa e Paesi Arabi sono collocate in pieno deserto. Non a caso il termodinamico solare è stato definito la "tecnologia del deserto";
L'area desertica che ospita l 'impianto di Solnova in Spagna |
- il DPR
387/2003, spesso citato per giustificare l’ubicazione degli impianti FER nelle
aree agricole, precisa che una tale opzione localizzativa “dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel
settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni
agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio
culturale e del paesaggio rurale”. E’ del tutto evidente invece che questo impianto
risulta del tutto incompatibile con le attività agricole e di allevamento, come
peraltro confermato dallo stesso prof. Rubbia in un recente articolo su un
quotidiano regionale;
- gli impianti CSP in quanto idroesigenti sono causa di un eccessivo consumo di risorse idriche, quindi il conseguente notevole prelievo delle acque dal sottosuolo determina impoverimento delle falde, prosciugamento dei pozzi circostanti e messa in crisi delle attività agricole e zootecniche esistenti nel territorio circostante;
- considerata l’assenza di boschi e foreste in prossimità dell’impianto, non risulta credibile l’opzione “km zero” per l’approvvigionamento della biomassa. E’ dunque presumibile che essa dovrà essere importata con trasporti su gomma da distanze notevoli, come avviene in impianti simili ubicati in altre località europee, con l’ovvia conseguenza di annullare i vantaggi in termini di economia di CO2;
Kitawa - Coltivazione di Jatropha |
- la Sardegna esporta circa il 33 % dell’energia elettrica prodotta, la produzione derivata da FER incide per il 36% rispetto al consumo energetico elettrico totale. Risulta del tutto evidente che la scarsa produzione dalla Centrale della San Quirico Solare Power oltre a non avere peso per il conseguimento degli obiettivi imposti dal burden sharing perché già ampiamente soddisfatti, risulta irrilevante ai fini della riduzione di CO2 in Sardegna, mentre alto è il prezzo pagato in termini di non sostenibilità ambientale.
Dati Terna 2016 - produzione, consumi e esportazione energia regione Sardegna
Sono questi solo alcuni dei motivi che ci portano a
sostenere le giuste rivendicazioni della comunità che lotta per impedire la
realizzazione dell’impianto a San Quirico e a contrastare l’ubicazione nelle
aree agricole della Sardegna di questi impianti, peraltro privi di futuro,
destinati ad una rapida obsolescenza tecnologica, con irrisolti problemi di
smaltimento dei rottami e impossibilità di ripristino dei luoghi. Alla luce di
tali considerazioni, appare del tutto incomprensibile la decisione della Giunta
Regionale di approvare l‘impianto in sede di VIA, una decisione in aperto
contrasto con i contenuti generali e le finalità stesse del Piano Energetico e
Ambientale Sardo - che prevede la realizzazione di impianti CSP di piccola
taglia - approvato solo qualche mese fa dalla stessa Giunta Regionale.
In conclusione le Associazioni Ambientaliste,
Italia Nostra e Wwf della Sardegna ribadiscono con rinnovata convinzione tutte
le argomentazioni poste a fondamento delle Osservazioni, redatte in opposizione
alla realizzazione delle CSP proposte per il Medio Campidano, e che sono state
condivise dalla stessa Regione in sede di VIA Statale e fatte proprie dal Governo
Gentiloni. Quest’ultimo, con Delibera del 22 dicembre 2017, ha ritenuto inammissibile la realizzazione dell’impianto
di Gonnosfanadiga, sulla base dell’incontestabile principio che “la
centrale solare termodinamica produrrebbe un elevato impatto sull’assetto
paesaggistico e sulle modalità di utilizzo, anche economiche, dell’area che
sarebbe in contrasto con le norme previste dal codice dei beni culturali, con
la pianificazione territoriale regionale e locale, oltre che con le finalità
della Strategia nazionale della biodiversità e con le politiche agricole
dell’unione Europea”.
Graziano Bullegas Italia
Nostra Sardegna
Carmelo Spada Wwf
Sardegna
Rendering dell'impianto |
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